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Opinioni e commenti
 

Regione Lazio, Zingaretti neo governatore della ‘buona politica’
Pubblicato il 28-02-2013


Zingaretti-discorso-elezione

“Partecipazione, trasparenza e sviluppo: sono queste le sfide che ci attendono e che vogliamo lanciare per i prossimi 5 anni”. Il neo presidente della Regione Lazio ha le idee chiare sugli impegni che attendono il centrosinistra nella nuova avventura alla Pisana. Sono passate da poco le 19,30 quando Nicola Zingaretti si presenta al Tempio di Adriano per comunicare che, nonostante la lentezza nello scrutinio delle schede, il suo rivale, Francesco Storace, lo “ha chiamato per complimentarsi della vittoria e augurarmi buon lavoro”. Una vittoria rotonda: quando le sezioni scrutinate sono 4.467 su 5.267,  il centrosinistra si attesta al 40,77% dei consensi contro il 29,20% del centrodestra (il candidato del Movimento 5 Stelle, Davide Barillari si ferma alle soglie del 20,41 percento). Il Lazio, dunque, volta pagina dopo la disastrosa esperienza del governo Polverini.

SI VOLTA PAGINA – L’ormai ex presidente della Provincia di Roma ha combattuto una battaglia elettorale con armi semplici ma efficaci: lealtà, verità, moralità, eguaglianza sociale, sviluppo. Principi che hanno fatto breccia nel cuore dei cittadini. E dopo i risultati delle Politiche e della Lombardia serviva proprio un’iniezione di fiducia. Il successo alla Regione Lazio ha dunque il doppio merito di restituire vigore all’azione politica del centrosinistra e cancellare l’era di Fiorito&C. Lo testimonia anche il fatto che nella sala di Piazza di Pietra arrivano alcuni big del Partito democratico, come Enrico Gasbarra, Ignazio Marino e Paolo Gentiloni, oltre al leader di Sel, Nichi Vendola.

L’ATTESA PRIMA DELLA VITTORIA – Per comprendere appieno l’importanza di questa affermazione elettorale bastava fare un giro al comitato elettorale di Zingaretti, dove il candidato del centrosinistra si era rifugiato già dal primo pomeriggio dopo un pranzo veloce con l’amica e collega Paola Concia. I ragazzi dello staff avevano l’animo sereno, ma nessuno di loro riusciva mai a tirare il fiato. Tra istant-poll, exit-poll e primi dati il fermento è tanto. Solo dopo aver seguito in tv, in religioso silenzio, l’intervento di Pierluigi Bersani, è stato poi lo stesso Zingaretti a sciogliere le tensioni della sua truppa. Prima di lasciare la sede per raggiungere il Centro storico, infatti, ha salutato tutti con una frase che ha scatenato entusiasmi e applausi: “Dai che è fatta, vinciamo!”. Intanto al Tempio di Adriano, man mano che arrivavano dati ufficiali sempre più positivi, la sala centrale ai affollava di cronisti, telecamere e militanti.

SVILUPPO, LAVORO E CORRETTA SPESA PUBBLICA – Il vincitore delle Regionali nel Lazio non si fa attendere molto. E dopo aver ricevuto il tributo della sala ha iniziato subito a porre le basi del suo lavoro. “Servono sviluppo, lavoro e una buona spesa pubblica. L’Italia soffre, così come soffre la nostra Regione, perché sono diminuite le prospettive di benessere e di vita – afferma Zingaretti -. Noi abbiamo ascoltato e per questo abbiamo avuto la fiducia dei cittadini. Costruiremo un nuovo modello di sviluppo per creare quei posti di lavoro di cui hanno bisogno il Lazio e l’Italia”. Il neo governatore richiama poi i punti forti della sua campagna elettorale: trasparenza e partecipazione. “Daremo vita a forme di consultazione costante sulle nostre attività, perché – spiega – crediamo fermamente nel coinvolgimento attivo del popolo. Inoltre, bisogna ricostruire un rapporto sereno tra cittadini e istituzioni: solo così si cambia l’immagine di ‘porto delle nebbie’ che è diventata la Regione Lazio e si recupera la fiducia che hanno perso i cittadini”. Zingaretti, infine, esorta a non “abbassare mai la bandiera della speranza e del cambiamento. Perché quello è l’unico modo per non perdere la speranza e la voglia di lavorare per migliorare il nostro futuro”.

Dario Borriello

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