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Opinioni e commenti
 

Rogo Thyssen, la Corte d’Appello riduce le pene. Tensione in aula, i familiari delle vittime: «Maledetti»
Pubblicato il 28-02-2013


thyssen-processo-madri-vittimeAlta tensione stamane nella maxi Aula 1 del Palagiustizia di Torino ove si è svolta l’udienza d’appello per il rogo della multinazionale dell’acciao Thyssenkrupp che sei anni fa provocò la morte di sette operai. Per il principale imputato, l’amministratore delegato Harald Espenhan, la Corte ha escluso il dolo, ma ha riconosciuto l’omicidio colposo con colpa cosciente e la conseguente riduzione della pena da 16 anni e mezzo a dieci. Riduzione della pena per tutti gli imputati. Immediata la protesta delle vittime dei familiari che, dopo aver assistito alla lettura della sentenza, hanno occupato l’aula in segno di protesta e gridato frasi contro la sentenza e la giustizia italiana.

LA SENTENZA D’APPELLO – Questa mattina la Corte d’Appello ha modificato il giudizio di primo grado, non riconoscendo l’omicidio volontario, ma quello colposo. Di conseguenza si sono ridotte le pene per tutti gli imputati: 10 anni a Herald Espenhahn, 7 anni per Gerald Priegnitz e Marco Pucci, 8 anni per Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, 9 per Daniele Moroni. Questi cinque manager erano stati condannati a pene che variavano tra i 13 anni e 6 mesi e i 10 anni e 10 mesi.

URLA E PROTESTE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME – Non sono rimasti ad ascoltare: indignati e sdegnati, i familiari delle vittime hanno accolto la sentenza d’appello esplodendo in grida come «maledetti» e «questa è la giustizia italiana, che schifo». La sorella di una delle vittime ha reso noto che chiederà di «incontrare il ministro della Giustizia, ormai andiamo fino in fondo».

IL ROGO E LA SENTENZA DI PRIMO GRADO – Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 sette operai dello stabilimento di Torino morirono dopo essere stati investiti da una fuoriuscita di olio bollente in pressione che aveva preso fuoco. Il 15 aprile 2011 la seconda corte d’assise di Torino aveva confermato i capi d’imputazione a carico di Herald Espenhahn, amministratore delegato della società “Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni S.p.a”, condannandolo a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Mentre gli altri 5 manager coinvolti nel processo avevano subìto condanne tra i 13 anni e 6 mesi e i 10 anni e 10 mesi.

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