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Opinioni e commenti
 

Se vince Grillo
Pubblicato il 21-02-2013


Proviamo a ragionare per ipotesi. Le elezioni le vince Grillo e alla Camera si prende il premio di maggioranza eleggendo ben 340 deputati, il 55 per cento previsto dal Porcellum. Naturalmente nessuna previsione, nemmeno la più stravagante, può credibilmente attribuirgli la maggioranza anche al Senato. A questo punto cosa succede?

Il presidente della Repubblica dovrebbe verificare la possibilità di formare un governo che disponga di una maggioranza parlamentare. Credo che nessun partito presente al Senato sia disponibile a una collaborazione, né credo che i grillini siano poi tanto interessati a trovare mediazioni con i soli gruppi che al Senato si formeranno, e cioè il centro-sinistra, Monti e Berlusconi. Ugualmente il presidente della Repubblica, che intanto dovrebbe arrivare alla sua naturale scadenza, potrebbe dare un incarico esplorativo, mentre alla Camera un ignoto grillino verrebbe intanto eletto presidente dell’Assemblea. Non saprebbe proprio a chi dare l’incarico il paziente Napolitano.

Mettiamo che la scelta cada sul sindaco di Parma PIzzarotti, visto che Grillo non è candidabile per la sua nota condanna, e visto che gli altri sono tanti signor nessuno, a meno che l’indicazione del movimento non cada sull’esuberante, ma oscuro Casaleggio. Il nuovo presidente incaricato dovrebbe poi presentarsi a Napolitano con un governo fatto di soli grillini, magari anche col reggiano Olivieri, che so, al ministero dell’ambiente e il governo otterrebbe la fiducia della Camera, ma non del Senato.

Le elezioni del nuovo presidente della Repubblica potrebbero intanto, magari col consenso più o meno occulto di Sel, orientarsi davvero su Dario Fo che salirebbe al Colle. Intanto nei due, tre mesi di non governo lo spread salirebbe a mille mentre le varie agenzie di rating retrocederebbero l’Italia a meno di zero. L’appesantimento della situazione economica e del debito pubblico, unita ai pronunciamenti del Movimento 5 stelle di non pagare il debito e di scindere i legami con l’Europa, spingerebbe l’Italia sull’orlo del baratro.

A quel punto, mettiamo a maggio-giugno, il nuovo presidente della Repubblica sarebbe costretto o a tentare un golpe o a indire nuove elezioni. E alle elezioni il movimento di Grillo sarebbe spazzato via dagli stessi che l’hanno votato qualche mese prima. Gli italiani sono come San Tommaso, le cose le capiscono se ci mettono il naso. E a volte ci impiegano anche vent’anni, come per il fascismo e la seconda repubblica, che ci ha accompagnato da Di Pietro a Grillo attraverso Berlusconi. Ma stavolta, è certo, saranno molto più veloci. Solo che avremo perso tempo e soldi.

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Commenti all'articolo
  1. E se invece smettessimo di ragionare per ipotesi anche assurde e retrologiche (Casaleggio alla Camera, Fo Presidente, ma mi faccia il piacere!) e cercassimo di trasformare un movimento popolare che sta emergendo, un movimento che in gran parte comunque pare formato da persone comuni che ci credono e vogliono cambiar le cose dopo vent’anni (per dire proprio il minimo eh, perché pare quasi che prima del Cavaliere le cose fossero così differenti) di prese per il culo e giochi di potere da parte di destra sinistra e tecnici, in un modo nuovo e operante di concepire la nostra Repubblica e la nostra cultura, la nostra politica, la nostra convivenza? La butto lì eh. Perché va bene che gli italiani capiscono le cose solo se ci mettono il naso, ma io preferisco chi almeno ci prova e poi si scotta a chi si limita a scrivere articoli con aria di sufficienza e non si sporca le mani, solo per avere la magra soddisfazione di poter dire “io l’avevo detto”. Gilles Deleuze diceva che il fatto che una rivoluzione possa fallire non è affatto una buona scusa per NON FARE la rivoluzione. La Rivoluzione Francese ha creato Napoleone, quella Inglese Cromwell. Ma le persone, ad un certo punto, sono COSTRETTE a divenire rivoluzionarie. E le rivoluzioni cambiano i linguaggi e le prospettive. I cittadini italiani, specie le nuove generazioni avevano, ed hanno tuttora, bisogno, di una nuova prospettiva. Bisogna uscire dalla vecchia dialettica per scoprirne una nuova. E bisognerebbe se non altro ammettere, per onestà intellettuale, che il Movimento se non altro tenta di mettere in gioco nuove idee, nuovi valori, nuove prospettive. Che poi possono essere accettate, condivise o meno. Ma per favore, basta criticare da un punto di vista così ottuso, non se ne può più.

  2. La sua previsione è corretta.
    Quello che non abbiamo ancora capito, noi italiani, è che là fuori ci sono i lupi, che non aspettano altro che si compia il destino di queste strane elezioni: l’ingovernabilità.
    La speculazione ripartirà esattamente da lunedì prossimo, chiunque vinca, perché avremo comunque un parlamento debole.
    Inutile chiederci chi vincerà: perderanno tutti, perderemo tutti.
    Non importa a chi andrà il premio di maggioranza, non ci saranno i numeri e soprattutto gli equilibri politici per fare un governo degno di questo nome.
    Più che nei partiti e movimenti vari, le prossime settimane dovremo contare su Napolitano e Draghi.
    Ma siamo fatti così, come ha detto lei, “ci dobbiamo mettere il naso”, siamo come i bambini.
    Ci aspettano mesi difficili, ma chissà che dalle difficoltà non esca veramente qualcosa di migliore, me lo auspico e cercherò di contribuire, come tutti spero.

  3. lei in questo articolo ha scritto un mucchio di stupidaggini, d’altronde oggi può scrivere chiunque..Intanto vada a vedere la Grecia e la Spagna che hanno seguito TUTTI i consigli dei mercati ed Europa sono letteralmente falliti, e l’Italia sta seguendo la stessa strada..Tutti gli indicatori economici ci dicono che l’economia e le piccole imprese stanno sparendo..e lei si mette dire che se sale Grillo andiamo in default?Ma lo siamo già forse lei non se ne accorge perchè vive di aria o è mantenuta…Capisco aver paura del cambiamento, ma sperare in soluzioni credibili da chi ha introdotto imu e ora lo vuole togliere e ridurre addirittura le tasse non è credibile.Per i mercati sarebbe più credibile un comico appunto.
    Si dedichi a scrivere il caro diario.Saluto

  4. Ah ah!! ci siamo ragazzi…….
    Voi giornalisti siete complici di questa becera politica, i Grillini non hanno esperienza???? Bè se l’esperienza è quella di questa manica di ladri usurpatori delinquenti che ci hanno governato fino a ora ben venga grillo e compagni……..la resa è vicina!

  5. La malapolitica di questi anni è figlia dell’ antipolitica del ’92-’94, quell’ antipolitica che ci ha regalato Berlusconi, Bossi, Di Pietro… e una sgangherata seconda repubblica (che della prima non ha buttato solo il peggio, ma ha buttato tutto,anche il meglio, per far poi riemergere il peggio…. più peggio di prima). Ed ora ci ricadiamo di nuovo, altri populisti emergono (vedi Grillo) e approfittano della giusta indigniazione della gente… e della memoria corta, se permettete; ma per portarla dove? Intanto si vota più con la pancia che con la testa, poi magari ci si pente…. buon voto a tutti!

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