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Spunta la profezia di Malachia: quel confine labile tra fede e superstizione
Pubblicato il 11-02-2013


Malachia-profezia-PapaPensiero magico-rituale. Così l’antropologia definisce quell’attitudine umana a ricercare un senso e un ordine “nascosti” dietro agli eventi, espressioni di ricorrenze cabalistiche, accessibili ad una umanità “superiore” in grado di leggere i segni e prevedere il futuro. Eventi come le annunciate dimissioni di Papa Benedetto XVI scatenano le fantasie di chi vive questo tipo di emotività. Le profezie hanno tutte la stessa caratteristica: se si avverano, allora erano vere, se non si avverano è perché non si è riusciti a leggerne correttamente i segni. A questo si deve aggiungere il fatto che, nei secoli, si tende sempre a ricordare le pochissime profezie “avveratesi”, ma, vedi il caso Maya, in pochi giorni le “bufale” finiscono nel dimenticatoio. Risultato? Le profezie si avverano sempre. Senza poi prendere in considerazione le profezie che si “auto avverano”, come quelle dei politici che soffiano su pericolo sicurezza fino a quando i cittadini finiscono per crederci.

DALLE DIMISSIONI DEL PAPA ALLA FINE DEL MONDO – Insomma, improvvisamente sembrano palesarsi i segni di quella che gli esperti di storia esoterica della Chiesa chiamano la famosa “profezia di Malachia”. Una lista di 111 o 112, a seconda delle versioni, brevi frasi in latino indicanti altrettanti pontefici, da alcuni ritenute una premonizione attribuita a San Malachia di Armagh, nell’Irlanda del Nord, circa la fine del mondo. Secondo alcune interpretazioni di questa lista, il penultimo, sarebbe proprio Papa Benedetto XVI. Dopo di lui, l’elenco si concluderebbe con un Papa descritto come “Petrus Romanus” il cui pontificato, stando alla profezia, terminerà con la distruzione della città di Roma e, probabilmente, la contemporanea fine del mondo.

IL SOLITO IGNOTO – Alle profezie c’è chi crede. Non esisterebbero altrimenti. Ma, un po’ come gli uomini della combriccola di Robin Hood, che sfruttavano la superstizione “proteggendosi” nella foresta di Sherwood che i soldati inglesi credevano infestata dagli spiriti maligni, c’è chi della creduloneria degli altri fa un’arte o addirittura una strategia. Nella lista infatti, che secondo la tradizione sarebbe stata redatta o dettata dal santo nel 1139 durante una sua visita a Roma, sono descritti in poche righe i caratteri salienti di tutti i Papi (compresi alcuni antipapi) partendo da Celestino II, eletto nel 1143. Ma in molti, compresa l’ultima edizione dell’Enciclopedia Cattolica, sostengono che la profezia sia un falso del XVI secolo. In realtà le “profezie” sarebbero state redatte dal falsario umbro Alfonso Ceccarelli allo scopo di influenzare i cardinali che prendevano parte al Conclave del 1590.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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