giovedì, 23 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Trasporto pubblico in tilt nel giorno delle elezioni per gli “autisti-scrutatori”
Pubblicato il 24-02-2013


Autisti scrutatori-autobus ridottiSi prevedono disagi per chi sceglierà di spostarsi con i mezzi pubblici nei giorni delle elezioni. Sarebbe l’effetto della scelta di numerosi autisti del trasporto pubblico locale come scrutatori e rappresentanti di lista. Le nomine sono state giustificate con una legge che consente proprio agli autisti del trasposto pubblico di impegnarsi nelle attività di spoglio dei seggi senza perdere la retribuzione lavorativa. Napoli, Torino e Roma le città destinate a subire i disagi maggiori, ma le corse sono state ridotte anche a Palermo. E a Venezia, i vaporetti potranno funzionare regolarmente solo grazie all’uso degli straordinari e dei lavoratori stagionali.

TORINO – Sotto la Mole, mezzi pubblici ridotti tra il 15 e il 20 per cento a causa dell’impegno di ben 1.100 dipendenti dell’azienda municipalizzata di trasporto pubblico, di cui oltre 700 autisti di tram e autobus. A nulla è servito l’appello ai partiti del Gruppo Torinese Trasporti, l’azienda dei trasporti pubblici, che si vede quindi costretta a ridurre la frequenza dei passaggi dei mezzi.

NAPOLI – Problemi anche a Napoli dove gli autisti che si sono avvalsi del diritto riconosciuto dalla legge sono 350 su 1100, circa il 30 per cento del totale. Diverse le corse a rischio. Nel capoluogo partenopeo qualche problema anche per i mezzi del gruppo Eav e per quelli gestiti da Metronapoli. E sul web già si registrano le prime lamentele degli utenti. «È una situazione che le aziende subiscono dal momento che c’è una legge che lo consente». Renzo Brunetti, amministratore unico dell’Anm, l’azienda che gestisce la mobilità a Napoli, alza le mani in segno di resa. «Finché la legge prevede che quei giorni siano regolarmente retribuiti non possiamo farci niente». La soluzione di un problema che vede contrapposti due diritti, quello degli autisti a quello dei cittadini-utenti a non vedere sensibilmente ridotto il servizio, è affidata al Parlamento che verrà: «Servirebbe un intervento normativo – spiega Brunetti -. Basterebbe dire che per chi lavora nei servizi pubblici quei giorni “elettorali” non sono retribuiti». Di ben altro avviso Fabio Ristaldi, uno di quei 350 autisti napoletani che hanno chiesto e ottenuto il permesso, nonché segretario provinciale della Faisa Cisal. «Credo – spiega – che i problemi dell’Anm siano altri. L’amministratore Brunetti invece di dare le colpe agli autisti, dovrebbe spiegare perché solo la metà del parco mezzi a nostra disposizione esce ogni giorno in strada. Ma se manca il gasolio, se i bus sono rotti e mancano i pezzi di ricambio, se ci piove dentro, la colpa di chi è? Degli autisti che non hanno voglia di lavorare?».

ROMA – Previsti disagi anche a Roma. Un autista di autobus su cinque nella Capitale sarà impegnato nei seggi per le elezioni politiche e regionali, con una possibile riduzione del servizio. Secondo quanto reso noto dall’Agenzia per la Mobilità a Roma, infatti, «la riduzione del personale in servizio durante le operazioni preliminari di voto e di scrutinio è quantificabile attorno al 20%».

PALERMO E VENEZIA – Possibili disagi per i giorni del voto sono stati annunciati anche dal Comune di Palermo, dove oltre 200 autisti saranno impegnati ai seggi. Ancora di più a Venezia, dove i dipendenti dell’Actv impegnati in questo fine settimana nei seggi del centro storico e delle isole lagunari sono 264. Un numero talmente elevato da fare ipotizzare in un primo momento la cancellazione di qualche corsa. Invece Actv ha fatto sapere che grazie all’uso degli straordinari e dei lavoratori stagionali le linee potranno effettuare servizio regolare. All’appello – perché impegnati in gran parte come rappresentanti di lista – mancano 114 autisti delle linee automobilistiche e 150 dipendenti di quelle di navigazione.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. è una vergogna, con tutti i disoccupati iscritti nelle liste di collocamento proprio degli occupati si dovevano interessare dei seggi? E’ proprio vero che laddove è subentrata la politica c’è solo clientelismo e malaffare. Vergogna

Lascia un commento