giovedì, 18 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Altro che “larghe intese”, Berlusconi vuole tornare alle urne
Pubblicato il 25-03-2013


Berlusconi-manifestazioneSilvio Berlusconi scopre le sue carte: vuole portare l’Italia a nuove elezioni. Per un’ora arringa la folla di Piazza del Popolo, che il leader Pdl ribattezza “Piazza del Popolo della libertà”, lancia messaggi ben poco distensivi all’indirizzo di Bersani e del centrosinistra e manda avvertimenti chiarissimi (sebbene con toni più morbidi del solito, come previsto alla vigilia della manifestazione) sia a quella che definisce “magistratura politicizzata” sia a quanti, in Parlamento, volessero votare la sua ineleggibilità. È questo il succo della manifestazione “Tutti con Silvio”.

METRO GRATIS, MA PAGA SILVIO – Infatti, arriva quasi il vero annuncio che la gente accorsa a Roma si aspettava: “Siamo tutti carichi per una nuova campagna elettorale e questa volta vinceremo per davvero”. Le migliaia di persone presenti in piazza, alcuni arrivati in metro “gratis” per la scelta dell’Atac di aprire i tornelli di alcune stazioni (l’azienda romana dei trasporti replica che pagherà il Pdl), applaudono fino a spellarsi le mani alla parola “elezioni”. E il capopopolo raccoglie l’invito infiammando ancora gli animi con i saluti ironici a Fini (fischiatissimo), Casini, Di Pietro, Ingroia e Monti, cui dedica cinque minuti di durissimi attacchi per il tira e molla con l’India che vede come protagonisti i nostri Marò. “Questa è la credibilità del governo tecnico – afferma -. Ciò che è accaduto è inconcepibile per un grande Paese come l’Italia”. Il leader del Pdl non fa sconti nemmeno a Beppe Grillo, paragonandolo alla figura di un oppressore. “Lo avete visto due giorni fa presentarsi al Quirinale vestito come il dittatore del libero Stato di Bananas…”.

DALLE LARGHE INTESE ALLE URNE – Il tono battagliero utilizzato da Berlusconi diventa ancora più aspro quando parla dell’elezione del prossimo capo dello Stato. Il Cavaliere vuole fortissimamente una personalità moderata, da scegliere nell’ambito del centrodestra. E su questo si dice pronto a dare battaglia se non sarà accontentato. Per fare intendere a Bersani in che clima sarà accolto dal Pdl durante il suo giro di consultazioni, Berlusconi usa aggettivi come “irresponsabile”, “precario” e “ribaltonista” per definire il leader del centrosinistra che, a suo dire, “odia il Pdl come fanno tutti i comunisti” e insegue chi lo “insulta e lo sbeffeggia almeno tre o quattro volte al giorno” (Grillo, appunto), escludendo dai giochi la forza politica che “rappresenta un terzo degli italiani”. Il Cavaliere ribadisce la sua disponibilità a ragionare insieme di un governo di larghe intese, ma nei passaggi del suo discorso, la frase che ricorre più volte è “torniamo alle urne”. Volontà largamente condivisa anche dalla base e dai dirigenti del centrodestra.

CONTRO LA MAGISTRATURA – Soltanto alla fine del comizio Berlusconi parla della magistratura. Torna a chiedere una riforma della giustizia che comprenda nuove regole per le intercettazioni e le perquisizioni, affinché “non venga più usata come arma contro gli avversari politici. Perché non accada ad altri ciò che è accaduto a me. Vogliamo affermare – urla dal palco il Cavaliere – il diritto dei cittadini, e di chi è stato eletto dal popolo, a chiedere e ottenere la revoca di un pm o di un giudice che militi in una corrente della magistratura ideologizzata e politicizzata”. La chiusura della manifestazione è dedicata invece al saluto della folla, con tanto di giro d’onore, per il quale chiama sul palco anche Angelino Alfano. Mano nella mano, con le braccia alzate al cielo, il leader e il suo delfino rendono bene il senso del messaggio berlusconiano: la campagna elettorale è già iniziata. Anzi, per Silvio non è mai finita.

Dario Borriello

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