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Opinioni e commenti
 

Ancora un imprenditore suicida in Veneto. L’on. Pastorelli: «assoluta e urgente necessità di un intervento legislativo sul credito»
Pubblicato il 02-03-2013


Mazzariol-suicidioÈ tutto scritto in quella morte. C’è il dramma di un Paese sull’orlo del baratro, c’è l’ipocrisia di una nazione che non vuole guardare ai suoi mali. C’è la colpevolezza di un Parlamento che non ha saputo dare risposte ai cittadini. C’è la spiegazione del perché certi messaggi aberranti di Berlusconi abbiano avuto tanto successo nel nordest. Aveva 58 anni Gianfranco Mazzariol e non doveva morire: invece, ha imbracciato il suo fucile da caccia, lo ha rivolto contro se stesso puntando al collo, e ha fatto fuoco. Un simbolo dell’Italia delle piccole e medie aziende, tanto decantata quanto abbandonata a se stessa. In balia della crisi, delle banche, degli strozzini, della mafia. La morte di Gianfranco Mazzariol, ex rugbista, è un grido, l’ennesimo di accusa verso chi fugge dalle proprie responsabilità. Una morte che si inserisce nel tragico scenario dell’imprenditoria del Veneto: l’onorevole Oreste Pastorelli, che ha recentemente condotto la sua campagna elettorale nella regione che lo ha eletto, ha sottolineato all’Avanti! che «Le piccole e medie imprese vivono una situazione di totale sofferenza, soprattutto perché gli è precluso un sano accesso al credito».

LE BANCHE CHE INGRASSANO SENZA REDISTRIBUIRE – C’è il peso, tutto il peso degli anni del berlusconismo, che promettevano libertà e libero mercato, ma che, in realtà ha caricato di tasse gli italiani come nessuno prima; il centrodestra ha favorito, con leggi e prassi, non ultima quella sul falso in bilancio, l’avvelenamento sistematico del sistema imprenditoriale, reso vulnerabile e lasciato esposto alla tossina della mafia. E poi la crisi sulla quale si innestano le caratteristiche del sistema bancario italiano, enfaticamente definito “sano” dal conservatorismo italiota nazional-popolare che, in realtà in questi anni, ha preso e mai redistribuito agli imprenditori.

Onorevole Pastorelli, siamo di fronte all’ennesimo caso di un imprenditore veneto suicida.

E’ stato sconvolgente apprendere che Gianfranco Mazzariol abbia scelto di togliersi la vita a causa di un’esposizione bancaria che, dai primi elementi emersi, sembra irrisoria. Io sono stato eletto in Veneto e, in quella regione, ho portato avanti la mia campagna elettorale in mezzo alla gente, ascoltando gli umori di chi lavora, delle casalinghe e degli imprenditori. Mi è apparso, da subito, evidente come le piccole e medie imprese vivano una situazione di totale sofferenza, soprattutto perché gli è precluso un sano accesso al credito.

In questo contesto il drammatico gesto di Mazzariol assume un significato politico.

Molti, troppi piccoli imprenditori e artigiani come Mazzariol, colpiti dalla gravità della crisi economico-finanziaria che attanaglia il nostro Paese, sono sottoposti a una pressione che spesso diventa insostenibile a causa del perdurare della crisi e di un accesso al credito i cui oneri, con questa congiuntura, non sono sopportabili. La maggior parte delle PMI trevigiane con cui ho avuto modo di confrontarmi nel recente incontro svoltosi presso la Casa Artigiana, vivono questa difficoltà come centrale per la loro sopravvivenza. A maggior ragione dopo questo tragico episodio, mi farò portatore in prima persona, nell’aula di Montecitorio e con il nuovo governo, dell’assoluta e urgente necessità di un intervento legislativo.

Come onorevole del Psi eletto alla Camera proprio in Veneto, in che modo intende agire rispetto a questa situazione?

Innanzitutto credo che si debbano cambiare alcune regole per far si che le banche, quando ricevono liquidità, siano costrette a ridistribuirla agli imprenditori del territorio come, di norma, dovrebbe funzionare un sistema bancario sano. Troppe volte, in questi anni, abbiamo assistito ad operazioni finanziarie fatte alle spalle dei cittadini e dei risparmiatori che non hanno avuto ricaduta sulla crescita economica. Soprattutto in un momento di difficoltà come quello che viviamo dobbiamo aiutare le imprese a crescere per creare lavoro e rilanciare la crescita.

Quanto è importante il Veneto in questo scenario?

Il Veneto è una grande regione con un’alta percentuale di piccole e medie imprese ed è un volano per l’Italia: il governo e il Parlamento devono farsi carico della ripresa di una regione così strategica. Da un lato, attraverso l’introduzione di misure idonee volte ad alleggerire la condizione di crisi del settore artigiano e delle piccole e medie imprese e, dall’altro, consentendo, in tempi rapidi, un intervento da parte del governo di politiche che favoriscano la ripresa di un settore che deve tornare ad essere il fior all’occhiello del Veneto.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Il fenomeno della disperazione da oneri accumulati di fronte ad un sistema bancario e fiscale inicuo è un fatto endemico che riguarda centinaia di migliaia di piccole imprese, professionisti e artigiani dei vari settori dell’economia e delle loro famiglie sparsi i tutta Italia.
    Il disgraziatissimo e commovente caso del piccolo imprenditore veneto è solo una delle tante punte dell’iceberg che sta sotto e che sta affiorando.

  2. io sono una di quelle giovani imprenditrici che con un attivita’ modesta con fatturati regolari si e’ trovata dal giorno alla notte
    senza fido,rientro immediato ,segnalazione a altre due banche con cui lavoravo e ipoteca giudiziaria dopo tre mesi sulla casa (ancora in via di definizione).Cmque presto senza anche quella ,ma che ha scelto di chiudere e rimanere disoccupata piuttosto di rivolgersi a un’Amico “” che a tasso
    alle stelle mi avrebbe aiutato.Ma e’ colpa delle banche ,maledette ,le quali detengono le sorti e il monopolio
    del sistema economico.Vergogna ,avete portato orgogliosi imprenditori a un gesto estremo lasciando infiltrare Personaggi
    loschi che tanto fanno girare le vostre banche , cancellato storiche aziende ,rovinato famiglie, e portato sull’astrico
    persone che si fidavano.Voi tutte dovreste essere citate a giudizio e condannate x aver portato a gesti estremi questi imprenditori.Denunciarvi per instigazione al suicidio e alla
    perdita del proprio patrimonio VOLUTAMENTE.

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