venerdì, 17 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Caso De Gregorio: il “Giaguaro” scaglia la piazza contro la magistratura
Pubblicato il 01-03-2013


Berlusconi-contro-magistraturaItalia punto e a capo. Mentre i cittadini italiani si interrogano, l’Europa e il mondo ci osservano per cercare di capire cosa ne sarà del Belpaese in un momento così difficile, l’operetta italica va in scena sempre uguale a se stessa. Silvio Berlusconi chiamato in causa per l’ennesima volta da parte dei pm di Napoli con accuse gravissime. Le imputazioni sono scaturite dalla confessione dell’ex senatore dell’Idv, Sergio De Gregorio, che ha ammesso di aver incassato dell’ex premier una somma pari a 3 milioni di euro per abbandonare il partito di Di Pietro e far cadere così il secondo governo Prodi. E la giostra riparte: per Berlusconi, infatti, «De Gregorio ha detto delle cose su di me come volevano i pm. Questa è la barbarie». E questa volta, il Cavaliere, gonfio dei voti ottenuti minaccia di mobilitare la piazza.

“IL GIAGUARO” E’ TORNATO – Parla di barbarie e di “patologia” democratica, proprio lui: «Queste accuse ci portano in piazza contro l’attività di una parte magistratura che è una patologia del nostro sistema, un cancro della nostra democrazia e che utilizza la giustizia per combattere ed eliminare gli avversari politici che non si riescono a eliminare con il sistema democratico delle elezioni». La solita litania per chiamare alle armi, convocando, questa volta, una manifestazione per il prossimo 23 marzo a Roma, probabilmente in quella piazza san Giovanni, ormai trasformatasi in contenitore di qualunque circo.

LE ACCUSE – La vicenda “De Gregorio” si sviluppa mentre Silvio Berlusconi raggiunge l’aula della Corte d’Appello a Milano per il processo sul caso Mediaset. In contemporanea, si celebra anche il processo «Ruby» a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. L’ex premier ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo di essere totalmente estraneo alla situazione contestata perchè «nel periodo tra il 2002 e il 2003 ero presidente del Consiglio e non mi sono mai occupato di diritti televisivi». Berlusconi ha detto di essere addirittura «trasecolato» dopo la condanna in primo grado. Il Cavaliere ha deciso di presentarsi in aula rendendo le sue dichiarazioni spontanee prima che la Procura possa formulare la richiesta di conferma della condanna di primo grado del 26 ottobre 2012 in merito alla vicenda dei diritti televisivi Mediaset. Secondo la sentenza, Berlusconi, invece di interessarsi ai problemi dello Stato, avrebbe intascato fondi neri, pari a 280 milioni di euro in nero in varie valute (dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi), senza pagare alcuna tassa e commettendo il reato di falso in bilancio verso i propri azionisti.

LA GIRANDOLA – «Per i sei miliardi di tasse che il mio gruppo ha pagato dal 1994 merito una medaglia d’oro da mettere sul petto, per questo considero la condanna nei miei confronti in primo grado una grande cantonata giudiziaria». Così il Cavaliere si difende rilanciando l’immagine del “miracolo italiano”. Nel corso del mese di marzo, l’ex presidente del Consiglio potrebbe subire fino a tre sentenze di condanna da parte della giustizia milanese dalla quale è imputato oltre che nel processo d’appello sui diritti Tv, anche in quello sulla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche di Piero Fassino nell’ambito dell’indagine su Bnl-Unipol, per il quale i pm hanno chiesto la condanna ad un anno di reclusione e, infine, per l’affaire Ruby.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento