martedì, 23 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Caso marò, Terzi si dimette: «Ero contrario al rientro in India dei militari italiani»
Pubblicato il 26-03-2013


Terzi-dimissioni

«Ho aspettato di farlo qui in Parlamento per esprimere pubblicamente questa mia posizione: non posso più far parte di questo governo». Così alla Camera il ministro degli Esteri Giulio Terzi annunciando le sue dimissioni dopo la bufera sollevata dalla vicenda dei marò. «Esprimo la mia riserva per la repentina decisione del loro ri-trasferimento in India, la mia voce è rimasta inascoltata. Finalmente avevamo in patria i due fucilieri di marina». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, riferendo in aula alla Camera sulla vicenda dei due marò. E, l’annuncio di Terzi lascia una scia di polemiche, soprattutto con l’ammiraglio Di Paola, responsabile del dicastero della Difesa: «Non abbandonerò la nave in difficoltà, con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a bordo, fino al mio ultimo giorno di governo» ha affermato Di Paola.

BOLDRINI, CHIEDERO’ A MONTI RIFERIRE SU DIMISSIONI TERZI – «Chiederò al presidente Monti di riportare sulle dimissioni del Ministro Terzi il prima possibile». Lo ha detto il presidente della Camera Laura Boldrini. «Mi dimetto perché le mie decisioni non hanno avuto alcun effetto e sono stato inascoltato» dal Governo riguardo al rientro dei due marò in India. Così, il ministro degli Esteri Giulio Terzi, riferendo alla Camera gli sviluppi del caso dei due fucilieri italiani, ha annunciato le proprie dimissioni dall’esecutivo. «Da ministro degli Esteri – ha spiegato Terzi rivolgendosi all’aula – avevo posto serie riserve alla repentina decisione di far tornare in India i due fucilieri di Marina, ma la mia voce è rimasta inascoltata». «Per questo mi dimetto», ha proseguito il titolare della Farnesina, «perché le mie decisioni non hanno avuto alcun effetto e perché sono solidale ai due marò e alle loro famiglie e, per ultimo, perché ritengo oggi, come ritengo da 40 anni, che debba essere salvaguardata sempre l’onorabilità’ del nostro Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana».

IL SEGRETARIO DEL PSI NENCINI: «ORA MONTI RIFERISCA AL SENATO» – «Viste le dimissioni annunciate dal Ministro degli affari esteri Terzi per le ragioni addotte alla Camera, sarebbe quanto mai indispensabile che fosse il presidente Monti a riferire al Senato». Lo ha dichiarato il segretario e neoeletto senatore Riccardo Nencini che, proprio nei giorni scorsi, aveva espresso a più riprese la volontà di chiedere le dimissioni di Terzi qualora non fosse stato convincente in Aula. «Meno male che c’è un governo tecnico», aveva affermato Nencini sottolineando di non ricordare «figuracce di questa entità fatte da governi politici. Perdita di autorevolezza, vendita di illusioni, crisi diplomatica con un altro Paese e infine roboante caduta».

CENTRODESTRA APPLAUDE A TERZI E CHIEDE INTERVENTO MONTI ALLA CAMERA – Deputati del Pdl e di Fratelli d’Italia in piedi ad applaudire dopo l’annuncio delle dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, dato al termine dell’informativa sul caso dei fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Applausi anche dai banchi del Movimento 5 Stelle, silenzio in quelli del centrosinistra. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha quindi chiesto la sospensione della seduta, mentre Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, ha chiesto l’intervento in aula del presidente del Consiglio Mario Monti, posizioni alle quali si e’ associato anche il capogruppo della Lega Giancarlo Giorgetti. Per la prosecuzione del dibattito si sono espressi il capogruppo di Sel, Gennaro Migliore, Rocco Buttiglione di Scelta Civica, e Lapo Pistelli del Pd. La presidente della Camera, ha quindi deciso di proseguire il dibattito, dare la parola al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola.

DI PAOLA, NON ABBANDONERO’ LA NAVE – «Le decisioni collegiali di governo si rispettano e si onorano». Lo sottolinea il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, annunciando alla Camera, nel corso dell’informativa del governo sul caso marò, che alle dimissioni appena annunciate dal ministro degli Esteri Giulio Terzi non seguiranno anche le sue. «La risposta giusta non può essere quella del disimpegno – afferma – Sarebbe facile per me annunciare di dimettermi dal mio mandato di ministro della Difesa; sarebbe facile oggi lasciare la poltrona, che comunque lascerò a breve al nuovo ministro che subentrerà. Sarebbe facile, ma non sarebbe giusto e non lo farò», dichiara. «Sarebbe facile lasciare, ma così verrei meno a quel senso del dovere verso le istituzioni che ho sempre servito, a quelle scelte che ho condiviso, quale che fosse il prezzo da pagare, anche oggi davanti a voi -spiega – Non abbandonerò la nave in difficoltà, con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a bordo, fino al mio ultimo giorno di governo». conclude Di Paola.

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Commenti all'articolo
  1. aLLA FINE UNA DOMANDO , QUESTO è UN TECNICO , HA PURE UN DOPPIO COGNOME O TITOLO NOBILIARI MA, CHI LA FATTO AMBASC IATORE ????? INSOMMA IL CLASSICO MA CHI GLI HA DATO LA PATENTE?????
    Compagno Maurizio Molinari
    Fed. di Torino

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