giovedì, 13 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Conclave: tra i favoriti Dolan e Scola. Ouellet: «pregate perché lo Spirito Santo indichi al collegio dei cardinali colui che è già stato eletto da Dio»
Pubblicato il 11-03-2013


Conclave-candidati

Dalla Grande Mela alla Città eterna. È Timothy Dolan, 63 anni, arcivescovo di New York il candidato americano alla sedia papale: a caldeggiare la proposta scende in campo il cardinale di Chicago Francis George, ex guida, prima di Dolan, dei vescovi statunitensi. Dall’altro lato dell’Atlantico arriva dunque l’assalto alla figura di Angelo Scola, nome di punta appoggiato sia da cardinali “extracomunitari” che del cuore dell’Europa. Insomma, è ancora difficile capire quale strada prenderà quell’aria di cambiamento innescata dalle “dimissioni” di Benedetto XVI, nonostante le rassicurazioni del cardinale canadese Marc Ouellet, uno dei «papabili», che ha invitato i cardinali a pregare «perché lo Spirito Santo indichi al collegio dei cardinali colui che è già stato eletto da Dio».

SORRISI CONTRO TEOLOGIA  –  Partita aperta, dunque, tra Scola e Dolan sul cui nome potrebbero confluire sia i voti degli americani che quelli di vescovi italiani che spingono per il rinnovamento della Curia romana. C’è una parte di cardinali che non vede di buon occhio l’opzione Scola, figura meno carismatica rispetto al “modello Wojtyla”  fatto di carisma e presenza, incarnato, più che dall’austero teologo Scola, dalla figura di Dolan. Lui stesso affermò che «la nuova evangelizzazione si compie con il sorriso, non con il volto accigliato», conquistando una ovazione nel concistoro del febbraio 2012. Alla luce di questa attitudine, dunque, Dolan potrebbe guadagnare voti preziosi come quelli di Angelo Bagnasco, Giuseppe Betori, Carlo Caffarra e Crescenzio Sepe.

IL MISTERO DELLA FEDE – Dio avrà forse già deciso, ma, si sa, i disegni del Signore sono imperscrutabili. Scommesse a parte, dunque, ancora niente di certo: come ha ricordato il cardinale francese Philippe Barbarin, infatti, «dovremo aspettare almeno i risultati del primo scrutinio» per capire che vento tira. Barbarin ha sottolineato come, a differenza della scorsa elezione, questa volta non ci son cardinali che partono da una maggioranza di voti decisiva, ma il risultato si gioca su una linea sottile e, ogni Conclave, dopo il sigillo apposto sulla porta della Cappella Sistina e “l’extra omnes” che chiude i cardinali in isolamento di fronte a Dio, ha delle logiche interne imprevedibili. Nel celebrare messa, ieri, il cardinale Schönborn lo ha ricordato senza giri di parola: «in pochi giorni avremo il nuovo Santo Padre. Fate pregare anche i bambini, per il Conclave, la loro voce sarà particolarmente ascoltata da Dio».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento