lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Consiglio Europeo: quattro le priorità per favorire la crescita
Pubblicato il 15-03-2013


Herman-Van-Rompuy-Consiglio-europeoIl Consiglio Europeo di primavera che si è appena concluso a Bruxelles ha avuto il merito di riportare l’attenzione dei leader sui temi della crescita e del lavoro. Nelle parole del presidente Van Rompuy, le grigie prospettive economiche, il crescente malessere sociale, le montanti frustrazioni di una fetta sempre più larga di cittadini europei questa volta non hanno potuto essere ignorate. Ma non esistono soluzioni facili e così l’unica via di uscita è continuare ad aggredire la crisi dalle sue radici.

STRATEGIA LUNGO QUATTRO DIRETTRICI – La strategia, così come confermato dal Presidente del Consiglio Europeo, dovrà declinarsi lungo quattro direttrici. Primo, restaurare la stabilità finanziaria in Europa, fondamentale per recuperare la fiducia di investitori e consumatori; maggiori investimenti ed una più sostenuta domanda interna sono infatti essenziali per la ripresa e la crescita dell’economia europea. Secondo, assicurare che le finanze pubbliche dei Paesi europei siano strutturalmente solide. Terzo, prendere misure urgenti contro la disoccupazione, ed in special modo la disoccupazione giovanile, che in molti Paesi europei, tra cui l’Italia, sta assumendo caratteristiche molto preoccupanti. Quarto, prepararsi al futuro attuando le riforme necessarie a preparare un terreno favorevole alla crescita ed alla competitività di lungo termine.

ATTUAZIONE PAROLA CHIAVE – E questa strategia di fatto ha trovato d’accordo tutti i Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea. La volontà è dunque ora quella di concentrare l’attenzione sull’attuazione delle decisioni adottate, quale ad esempio la recente ricapitalizzazione della Banca Europea per gli Investimenti per 10 miliardi di Euro, che consentirà all’istituzione sovranazionale di erogare prestiti per circa 60 miliardi di Euro, contribuendo a finanziare progetti per un valore fino a 180 miliardi di Euro nel triennio 2013-2015. Ma anche concludere nel corso delle prossime settimane il processo legislativo relativo al meccanismo di vigilanza unico in capo alla Banca Centrale Europea, per promuovere un quadro finanziario europeo maggiormente integrato, condizione a sua volta essenziale per ripristinare la normale erogazione dei prestiti da parte delle banche. E una volta istituito il meccanismo di vigilanza unico, sarà anche possibile, in base ai precedenti accordi europei, utilizzare il meccanismo europeo di stabilità per ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari, rompendo quel circolo vizioso tra banche e Stati che è stata una delle concause della crisi.

FOCUS SULLA CRESCITA – I leader europei hanno riconosciuto che è fondamentale portare avanti il risanamento delle finanze pubbliche per conseguire il pareggio di bilancio, ma in modo tale da non ostacolare la crescita. E così è necessario proseguire nei tagli alla spesa, senza sacrificare però gli investimenti produttivi in aree vitali come quelle dell’innovazione e della formazione. Sempre ai fini del risanamento delle finanze pubbliche è stato deciso di potenziare i mezzi di contrasto alla evasione fiscale e alla competizione fiscale fra Stati: l’UE sosterrà accordi con Paesi terzi per favorire la tassazione dei redditi da risparmio.

LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONEI miglioramenti delle bilance dei pagamenti e la riduzione degli spread sono cruciali per l’economia, ma sono di poco conforto per chi nell’immediato ha perso il lavoro o si sforza di trovarne uno. Quindi occorre ridurre la tassazione sul lavoro ma anche semplificare la normativa europea, in modo da ridurre l’impatto della legislazione sugli oneri a carico delle imprese. In tema di lotta alla disoccupazione giovanile, grazie ai pertinenti fondi europei messi a disposizione, si vuole garantire dall’inizio del prossimo anno che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni ricevano un’offerta di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio di buona qualità entro un periodo di quattro mesi dall’inizio della disoccupazione formale o dall’uscita del sistema di istruzione formale.

PREPARARE IL FUTURO – Il Consiglio Europeo si è poi ripromesso di affrontare nei prossimi mesi tutta una serie di temi che sono indispensabili per la competitività e la crescita dell’Europa sul lungo termine. Tra questi il tema dell’energia: dopo il 2015 nessuno Stato membro dell’UE dovrà restare isolato dalle reti europee di distribuzione gas ed energia elettrica. Ancora, i prossimi mesi saranno cruciali per assicurare il pieno funzionamento del mercato unico digitale entro il 2015 nonché lo spazio europeo della ricerca.

Alfonso Siano

 

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