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Opinioni e commenti
 

Dopo gli elogi arrivano le prime critiche per gli “uomini del presidente”
Pubblicato il 31-03-2013


Napolitano-criticato Dopo i primi elogi e i pochi paletti, a poche ore dalla mossa del Colle che ha individuato nei 10 “saggi” la via d’uscita dalla crisi politica, piovono le critiche sulla scelta di Napolitano. I più duri sono gli esponenti del Pdl. Di prima mattina ci ha pensato l’ex capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, a puntare il dito contro gli esperti del Colle quasi intimandogli di concludere il loro lavoro istruttorio in “7-10 giorni al massimo” per poi aprire la strada ad un esecutivo politico. A rincarare la dose Renato Brunetta che, lasciando intendere di parlare non a titolo personale, accusa tra le righe la decisione di tirare per le lunghe una crisi politica apertasi ormai l’8 dicembre scorso con le dimissioni del governo Monti. Di tecnici che si sostituiscono ad altri tecnici, e che quindi non cambiano la profilassi medica al “malato Italia”, parla Giorgia Meloni, fondatrice di Fratelli d’Italia.

GRILLO, LA MIGLIOR SOLUZIONE POSSIBILE – A mettere dei paletti arriva anche il Movimento 5 stelle. Dopo alcune dichiarazioni – anche in contraddizione tra loro – che criticavano o esaltavano la mossa del Quirinale, a mettere ordine arriva lo stesso Beppe Grillo che con un post non firmato sul suo blog spiega senza giri di parole che quella individuata da Napolitano, “al momento, è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato”. Ma se ciò può in qualche modo rispondere alla necessità di “ridare al Parlamento la sua centralità” non può però prescindere dall’urgenza di istituire le Commissioni” perché “il Paese ha bisogno di un parlamento funzionante” e non di “fantomatici negoziatori” o di “badanti della democrazia”.

PD E SCELTA CIVICA DISPONIBILI A COLLABORARE – Dal fronte del Pd e di Scelta Civica si confermano i giudizi di sabato con la piena disponibilità a collaborare. Precisando però, in casa Democrat, che i saggi non possono sostituire i politici e che – parole di Dario Franceschini – ricorrere a loro è utile “ma non risolutivo”. Non molla, nel frattempo, il fronte ‘rosa’ della critica di chi vede nell’assenza di donne tra i saggi, un’offesa alle loro capacità. In attesa di capire come sarà alla fine l’accoglienza finale per la ‘Task force’ quirinalizia in parlamento, i 10 ‘saggi’ si preparano al ‘primo giorno di scuola’, martedì, quando con ogni probabilità saliranno al Quirinale per comprendere nel dettaglio quale sarà il loro mandato. In settimana, potrebbero già avere i primi incontri con i presidenti di commissione e, forse, con lo stesso Monti.

TUTTI GLI “UOMINI DEL PRESIDENTE” – Dieci ‘saggi’ per superare lo stallo politico. “Due ristretti gruppi di personalità” che avranno il compito di interloquire sia con il governo Monti sia con tutti i presidenti di commissione sui principali temi politico-istituzionali (il primo gruppo) e su quelli europei e socio-economici (il secondo e piu’ folto gruppo) gruppo). Gli “uomini del presidente” sono Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante (per il capitolo politico-istituzionale), Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d’Italia, Giancarlo Giorgetti e Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e il ministro Enzo Moavero Milanesi. Dieci uomini con una media di eta’ relativamente bassa: 63,5 anni per il gruppo dei politici e 56,5 per quello degli economici. Chissa’ se questo potra’ essere un ulteriore argomento di avvicinamento da parte dei grillini.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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