martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

E’ LAURA BOLDRINI IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CAMERA: UNA VITA TRA LA COOPERAZIONE E L’ONU
Pubblicato il 16-03-2013


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E’ Laura Boldrini il nuovo presidente della Camera. La deputata di Sel e candidata alla presidenza di Montecitorio del centrosinistra e’ stata eletta con 327 voti. Le schede bianche sono state 155 e le nulle 10. In Aula erano presenti 618 deputati e nessuno si e’ astenuto dal voto. Roberto Fico, del Movimento 5 stelle, ha ottenuto 108 voti.





IL LUNGO APPLAUSO DELL’EMICICLO – Ed e’ stato lungo l’applauso che l’Aula di Montecitorio ha dedicato all’elezione della Boldrini alla presidenza della Camera.
 L’emiciclo ha applaudito quando, contando le schede durante lo spoglio, si era superata la soglia dei 310 voti necessari per l’elezione. Un omaggio da tutti, anche dai deputati del Movimento 5 stelle e della Lista Civica. Quasi, da tutti, perché a non applaudire, unici, sono stati i deputati Pdl: una scelta, quella dei berlusconiani, che non lascia stupiti vista la cultura di cui sono espressione che li pone agli antipodi rispetto al background della Boldrini, persona di profilo internazionale, da sempre impegnata per i diritti civili.

DIVISI I GRILLINI – Diviso sulle reazioni, invece, il movimento grillino: se da un lato la capogruppo designata alla Camera, Roberta Lombardi, spiega dalla sua pagina Facebook che “Il gruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle si e’ alzato in piedi ed ha applaudito il neo eletto presidente Laura Boldrini nel rispetto del ruolo istituzionale”, dall’altro sembrano esserci malumori, rispetto all’elezione della terza donna alla presidenza della Camera, da parte di altri settori dell’M5S.

HA INIZIATO NEL MONDO DELL’IMPEGNO CIVILE – Dall’impegno per i rifugiati, iniziato tanti anni in prima fila in Venezuela accanto ai campesinos lavorando in una azienda di produzione del riso, alla Camera dei deputati. Il percorso di Laura Boldrini, eletta nelle liste di Sel nella circoscrizione Sicilia 2, e’ fatto di viaggi e dedizione per i profughi che l’ha portata a diventare portavoce dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, organismo dell’Onu che conta 50 milioni di assistiti.

NEL 2009 ITALIANA DELL’ANNO – Nominata nel 2009 “Italiano dell’anno” da Famiglia Cristiana “per il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo”, la Boldrini, a chi le chiedeva tempo fa di raccontare la sua storia, rispondeva che per prima cosa occorre conoscere le lingue, e per seconda cosa conoscere i meccanismi dell’informazione da dentro.
 Con una motivazione forte: “credere che si può dare un contributo anche se non si può rivoluzionare il mondo”. 
L’impegno della Boldrini, approdata a Montecitorio tra le file di quella squadra di sette persone che rappresentano il ‘no profit’, inizia subito dopo la maturità quando va a lavorare in una risaia del Venezuela, prima di intraprendere un lungo viaggio in tutto il Centromerica.

ESPERIENZE IN RAI, POI DALL’ONU ALL’AFGHANISTAN – Dopo la laurea a Roma in legge ed una breve esperienza in Rai, nel 1989 comincia la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Pam) come portavoce per l’Italia, compiendo molte missioni in aree di crisi, tra cui Jugoslavia, Georgia, Iraq e Afghanistan. L’approdo all’Alto commissariato per i rifugiati e’ nel 1998 e dura fino al 2012. Anni in cui riceve anche tanti riconoscimenti: dalla Medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), al titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana (2004), al Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006).

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