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Opinioni e commenti
 

Fumata nera per l’incontro Pd-M5S: i grillini puntano alla presidenza della Camera
Pubblicato il 13-03-2013


BersaniGiorni di Conclave anche per la politica. Fumata nera nel primo incontro tra Pd e M5S. Per ora è un dialogo tra sordi. L’ipotesi di un governo Bersani sostenuto dai voti di Pd e grillini vacilla come una nave nella tempesta. L’incontro, fissato alle 15 di ieri, è durato una cinquantina di minuti, seguito da una breve conferenza stampa di Luigi Zanda, che con Rosa Calipari e Davide Zoggia faceva parte della delegazione del Pd. Ad attenderli c’erano una quindicina di parlamentari del M5S guidati da Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera, e da Vito Crimi, capogruppo al Senato. Una pattuglia grillina numerosissima forse, come dicono i più acerrimi detrattori di Grillo, perché non si fidano neanche di loro stessi: temendo che un incontro solo tra capigruppo avrebbe potuto aprire la strada a “inciuci” di sorta.

ZANDA (PD), INCONTRO POSITIVO – Zanda dichiara, in una breve conferenza stampa, che nell’incontro, “positivo”, si è convenuto sulla necessità di far partire i lavori parlamentari: “Cercheremo insieme la strada”. Il che tradotto può voler dire disponibilità a discutere delle presidenze di Camera e Senato e forse delle commissioni parlamentari. Ma, assicura Zanda, i grillini non hanno rivendicato la presidenza della Camera. C’è da chiedersi se questa proposta verrà avanzata direttamente nell’aula di Montecitorio domani, quando inizieranno i voti per l’elezione del presidente.

PORTA IN FACCIA AI CRONISTI – In perfetto stile grillino, la delegazione del M5S chiude la porta in faccia i cronisti che chiedevano un commento sull’esito dell’incontro preferendo la solita scelta autorefenziale di dire la propria con un video che viene postato sul blog del leader del movimento: niente conferenza stampa e niente nota ufficiale. Lombardi chiude il videomessaggio ripetendo: “Comunque, non facciamo alleanze”. Prima si limita a dire: “Il principio che abbiamo voluto sottolineare è trovare persone all’altezza dell’importanza e dignità che questi ruoli comportano”.

I GRILLINI VOGLIONO LA PRESIDENZA DELLA CAMERA – Intanto qualche indiscrezione sul faccia a faccia tra delegazioni fa trapelare una notizia: Lombardi avrebbe sostenuto che lo scranno più alto di Montecitorio spetta al M5S, in quanto primo partito. Nessuna indiscrezione invece sul fatto se il M5S abbia chiesto un questore e un vicepresidente sia alla Camera sia al Senato e la presidente di una delle commissioni di garanzia (Vigilanza Rai o Copasir). Ma questi obiettivi potrebbero far parte del dialogo in atto. Punto indigesto per il Pd resta quello della rinuncia ai rimborsi elettorali, come chiesto dal M5S. Un partito strutturato come quello di Bersani rischierebbe il tracollo finanziario se non potesse contare sui rimborsi.

IL PD INCONTRA IL PDL – Quello con il M5S non è l’unico incontro della giornata di ieri . Alle 19,30 la stessa delegazione del Pd ha incontrato al Senato un omologo gruppo del Pdl: sul tavolo le presidenze di Montecitorio e Palazzo Madama. I pidiellini potrebbero avanzare la candidatura di Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo al Senato. Gli inviati di Pier Luigi Bersani, in quanto rappresentano del partito di maggioranza relativa al Senato e di maggioranza assoluta alla Camera, dovranno spiegare i criteri ispiratori con cui intendono affrontare il tema delle presidenze delle Camere: ne cederanno una? Forse oggi i rappresentanti del Pd incontreranno quelli di Scelta Civica. Già ieri mattina Bersani non aveva espresso particolare ottimismo: “E’ un sentiero stretto ma le altre possibilità non sono autostrade. Ora ciascuno si assuma la sua responsabilità. Noi non facciamo trattative ma una proposta per cambiare. Se si vuole cambiare o no, lo si dica davanti al Paese”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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