giovedì, 18 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Gelo sull’accordo M5S-Pd. Grillo: “Se si dà la fiducia io mi ritiro dalla politica”
Pubblicato il 11-03-2013


Grillo-CasaleggioSi punta solo ad un governo a 5Stelle. Nessuna possibilità di indire una sorta di referendum interno per vagliare una possibile “convergenza” di governo con il Pd. Questo il risultato della riunione tra i capigruppo “ufficiosi” del movimento di Grillo, i neoparlamentari Roberta Lombardi (Camera) e Vito Crimi (Senato), tenutasi in un hotel dell’Eur. E, a blindare la decisione, arriva un ultimatum dello stesso Grillo che chiude definitivamente ad ogni possibile accordo per favorire la nascita di un governo, a guida Pd. IL DIKTAT – «Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi M5S a chi ha distrutto l’Italia mi ritirerei dalla politica», dice con un tweet il leader del movimento smentendo così ogni ipotesi di apertura di colloqui per dare un governo al Paese. Le pressioni aumentano, gli appelli si moltiplicano e anche dal territorio sembravano arrivare richieste in tal senso dopo che anche il deputato Ivan Catalano aveva parlato di «fermento» sulla questione della nascita di un nuovo governo. La questione sembrava aver fatto capolino anche in occasione della riunione dei parlamentari neoeletti da dove era stata fatta trapelare l’idea di sottoporre la questione a referendum.

NESSUN MARGINE PER ALLEANZA – L’indiscrezione viene dunque smentita categoricamente dai capigruppo designati alla Camera e al Senato, Roberta Lombardi e Vito Crimi e, poi, anche da Grillo. «Non c’è stata una voce che si è alzata per proporre la questione», precisa Lombardi che aggiunge: tutto «è già stato chiarito in campagna elettorale. E la più ampia consultazione sul nodo alleanze è stata fatta con il voto. Molto di più che un referendum». Insomma, aggiunge Lombardi, «non ci sono e non ci sono mai stati margini per alleanze con i partiti, non faremo la stampella di nessuno».

NESSUN CONTATTO UFFICIOSO CON IL PD – Il chiarimento arriva anche per smentire interpretazioni di apertura rispetto alla comunicazione di Crimi di inizio giornata quando su Facebook aveva postato l’annuncio di una telefonata da parte del Pd che aveva per oggetto l’elezione dei presidenti di Camera e Senato. «Il Pd non ci ha fatto alcuna proposta, ci ha semplicemente fatto una comunicazione di tipo istituzionale che si fa tra gruppi parlamentari. Questo è l’unico tipo di contatto che abbiamo avuto con il Pd», precisa Crimi che esclude anche di essere stati oggetto di un «mercato delle vacche» da parte del Partito Democratico verso i senatori del M5S.

A NAPOLITANO PROPORREMO GOVERNO A 5 STELLE – Al presidente della Repubblica, quindi, il M5S dira’ che l’unica proposta che hanno da fare è quella di un governo a 5 Stelle. «A Napolitano diremo che non e’ importante il nome del premier ma i venti punti del nostro programma», ha precisato Crimi a cui ha fatto eco la collega designata alla Camera che ribadisce e scherza: «Grillo premier? Non lo abbiamo preso in considerazione. Ci mandi un curriculum».

LE INDENNITÀ’ E I 1000 CURRICULA, MA NON MARCERANNO – Tra in nodi da discutere in casa Grillo c’è anche quello in merito al dettaglio delle indennità che potranno essere percepite e come regolarsi sulla scelta dei portaborse: al movimento sono arrivati mille curricula da parte di candidati al ruolo e i parlamentari hanno organizzato un gruppo di lavoro per farne una selezione. Un altro gruppo di lavoro si occupera’ invece di come tagliare i rimborsi che gravano sull’ammontare finale dell’indennità dei parlamentari. Infine, il gruppo dei neoeletti ha deciso oggi di soprassedere sulla “marcia” per le vie di Roma per accompagnare i neodeputati e senatori in Parlamento nel giorno del loro insediamento.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento