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Opinioni e commenti
 

Gessica, la grillina che si crede rivoluzionaria non salutando la Bindi
Pubblicato il 19-03-2013


Gessica RostellatoPiù che Sarah Jessica Parker (la mitica Carrie di Sex and the City), ricorda la Jessica di Verdone in “Viaggi di nozze”.  Gessica Rostellato, la neodeputata grillina che credeva di essere “rivoluzionaria” non salutando la Bindi ha a suo modo incarnato bene lo stereotipo della maleducata a Roma, che adesso è costretta a frequentare vista la sua recente nomina tra le fila dei grillini. La giovane parlamentare veneta del Movimento 5 Stelle ha dato prova non solo della assoluta mancanza di educazione e rispetto, ma soprattutto – cosa ben peggiore – di un’ingenuità disarmante. Ha confuso le presentazioni di rito tra colleghi con chissà quale inciucio politico, ha dato prova di credere che le battaglie in politica non si vincano facendo approvare riforme coraggiose, ma con le amicizie o meno accumulate. Peccato che non siamo su Facebook.

LA GIORNATA NERA DELLA GRILLINA GESSICA – Non a caso la Gessica grillina s’è vantata del fattaccio proprio sul popolare social network: quando alla Camera si è trovata di fronte Rosi Bindi che voleva conoscerla, lei non l’ha neanche considerata. Il ‘popolo della rete’ però non ha gradito la villania rivoluzionaria: il profilo dell’onorevole è stato sommerso di critiche, tanto che Gessica alla fine ha chiesto scusa “a tutti coloro che si sono sentiti offesi”. Ma non alla Bindi. Chi è Gessica? Trent’anni, sposata, due figli, un diploma da ragioniera e un lavoro da impiegata, Rostellato vive a Cartura, paesino a sud di Padova, ed è attiva nel Movimento 5 Stelle dal 2009. Dopo l’elezione, si è presentata a Montecitorio con marito e figlio di un anno in carrozzina, attirando l’attenzione di cameramen e fotografi e l’ira dei commessi, che hanno bloccato i suoi familiari all’ingresso. Per la serie il Parlamento non è un parco giochi dove trascorrere con la famiglia una giornata spensierata. A rendere ancora più nera la giornata per la grillina dalle maniere “ruvide” ci si è messa pure un’inviata delle Iene che le ha fatto fare una figuraccia in tv, interrogandola sulla Bce e mostrando che non sapeva che Mario Draghi è il presidente. Lei si è difesa accampando scuse improbabili: “Ero di fretta, ho avuto un vuoto totale”.

IL POST INCRIMINATO E LE SCUSE MAI ARRIVATE – Sabato scorso, giorno dell’elezione della presidente della Camera, c’è stato il fattaccio con Rosi Bindi. Ecco come Gessica lo ha raccontato domenica su Facebook: “Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: ‘Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!’. Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure ‘piacere’??? No guarda, forse non hai capito: NON E’ UN PIACERE!!!”. Il suo post nel primo pomeriggio di ieri aveva raccolto 1.218 ‘mi piace’. Ma fra gli 8.001 commenti, le critiche erano la maggioranza: “arrogante”, “cafona”, erano le più gentili. Tanto è vero che già nella mattinata di ieri la giovane deputata ha deciso di fare marcia indietro: “Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mia dichiarazione – ha scritto su Facebook -. Io non intendevo essere maleducata. Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio…. so che il mio ruolo mi chiederà di farlo, probabilmente mi dovrò abituare! Scusate ancora”. Di scuse alla Bindi però, neanche l’ombra.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Come si accaniscono tutti come cani su questa gente..mentre con quelli che c’erano prima..ma che ci sono tutt’ora si sono fatti venire i calli sulla lingua..diversamente non sarebbero giornalisti..complimenti articolo da 10 vincerai in nobel

  2. Sono realmente allibita!! ammetto di aver votato il Movimento e condivido la loro forza e voglia di rinnovamento ma rinnovamento non vuol dire cafonaggine !! Si può anche non condividere le idee politiche di Rosi Bindi come di qualsiasi altro ma questo no le da il diritto a la “cosiddetta deputata” di mancare del rispetto ad una signora che fa parte della storia politica italiana e che ha sempre mantenuto un comportamento coerente anche se non condivisibile. Le chieda scusa in primo luogo alla Bindi.!!

  3. c’è tanto di cui parlare ed i media si soffermano su queste ca***te, se dobbiamo fare pettegolezzi del genere aggiungiamoci pure quelli su Buonanno della lega ha dichiarato di voler prendere a calci in culo i “grillini” o il fatto che nell’intervista delle iene le domande venivano poste in sequenza a tutti i deputati nello stesso modo e Rostellato ha saputo rispondere alle domande che poi sono state tagliate montando solo la parte dove confonde bce con banca comunità europea (invece che banca centrale europea) e Mario Draghi presidente di bankitalia piuttosto che della bce nulla di così eclatante, poi il commento sul piccolo figlio potevate risparmiarlo… è una madre deve badare al figlio…

  4. Non capisco quale sia il problema: forse giù a Roma sono abituati male e si devono salutare tutti, ma a me sembra un mezzo costume mafioso. Se una persona, per motivi suoi, non ne vuole salutare un’altra, non è certo un problema tale da far scrivere un articolo ad un giornalista.. magari un cortigiano avrebbe qualcosa da dire, ma chi scrive articoli di solito è un giornalista, non un cortigiano.

  5. Il comportamento della grillina è tipico di una persona frustrata e che ha ben capito ben poco sulle competizioni e sulla vita sociale. Il saluto è un dono di DIO. Amareggiata di aver votato m5s, molto delusa e mi devo ricredere, che lascia il vecchio sa cosa lascia e cosa aspettarsi, chi prende il nuovo è una scatola chiusa che tutto puoi immaginarti tranne l’inverosimile……di cadere più in basso

  6. perchè dovrei aver piacere a stringere la mano a chi non stimo …anche se si trova nello stesso “edificio” dove svolgo il mio incarico………per di più antagonista !Un concetto di “educazione” formale piccolo borghsese..che sarebbe il caso di lasciar perdere vista la falsità (eufemismo!) in cui si naviga!!…ed ho più di settanta anni! Complimenti alla cittadina deputata Gessica Rostellato!…ma voi dell’Avanti ancora sopravvivete con i soldi di chi???…

  7. Basta vedere la performance della Bindi qualche settimana fa su Report per far passare la voglia di salutarla a chiunque abbia un po’ di dignità. Educazione? Vedere i filmati, è stata ripagata della stessa moneta. Montecitorio non è un parco giochi? Di sicuro non per i bambini, ma di adulti che all’interno vi dormivano o ci giocavano a solitario sui tablet pagati dai contribuenti ne è stato pieno. Cambierei l’articolo in: Filipponio, l’individuo che si crede un giornalista. Schierato e disinformato. Si cerchi un lavoro onesto.

  8. Lucio Filipponio della tribù “Strigimani-a-tutti” evidentemente non ha gli strumenti per capire il significato del gesto di stringere la mano a qualcuno. Siamo stati derubati e derisi da individui piccoli piccoli con grande bocca e mani artigliate. E dobbiamo pure riverirli. Forse Luigi ne ha motivo, io e gran parte degli Italiani no!
    Siccome il vento sta cambiando, consiglio al buon Luigi di porre attenzione al club “Calci in Culo ai Parassiti”.
    Magari gli si può aprire un pochino la visuale.

  9. “L’ Avanti”, usurpato da Lavitola, e che ora non c’ è più, non ha nulla a che vedere con questo. Questo Avanti on line non percepisce alcun finanziamento pubblico. Personalmente non trovo niente di male se si portano i bambini in parlamento e in questo dissento dall’ articolo, ma non sopporto la maledicazione; a chi non mi è simpatico e a chi affronto anche duramente porto sempre rispetto. Non si diventa dei falsi per l’ educazione e il rispetto, anche con chi, eventualmente, non ne ha avuto con te. Solo il nuovo Papa ha riportato un po’ di sereno in questi tempi bui, guardiamolo e ascoltiamolo un po’ tutti… ne abbiamo bisogno.

  10. Hai ragione Alessandro. Prima il rispetto dei nostri simili e poi la dialettica per lavorare insieme o con idee diverse, ma sempre nel segno della nostra LIBERTA’ che si ferma dove arriva la libertà dell’altro.

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