venerdì, 19 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

GIUDIZIO IMMEDIATO PER BERLUSCONI? IL PDL IN MARCIA SUL TRIBUNALE
Pubblicato il 11-03-2013


Berlusconi-giudizio immediato

Richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, Sergio De Gregorio e Valter Lavitola. È questa la proposta della procura di Napoli che indaga sulla compravendita di senatori, all’esito delle ultime attività investigative e delle testimonianze raccolte in questi giorni. L’ipotesi di reato contestata ai tre indagati è quella di corruzione in relazione ai tre milioni di euro che sarebbero stati pagati da Berlusconi a De Gregorio tramite Lavitola, due dei quali in nero e uno destinato a finanziare il movimento ‘Italiani nel mondo’ coordinato dallo stesso De Gregorio, e tutto affinché l’ex senatore Idv passasse dalle liste di Di Pietro a quelle del centrodestra favorendo la caduta dell’allora governo Prodi.

RAPPORTI CON LA CAMORRA – L’inchiesta è coordinata dai pm Henry John Woodcook e Vincenzo Piscitelli del pool dell’aggiunto Francesco Greco e dai pm Alessandro Milita, Fabrizio Vanorio e Francesco Curcio dell’Antimafia, coordinati dall’aggiunto Giovanni Melillo. Il filone dell’indagine sui presunti rapporti con la camorra di De Gregorio non è ancora concluso e le indagini proseguono. Per la corruzione, invece, i pm della Procura di Napoli, dopo giorni di testimonianze e di verifiche investigative, hanno depositato una richiesta di giudizio immediato. Gli atti sono stati trasmessi al gip per l’assegnazione del fascicolo.

ALFANO A PDL, SUPERATI CONFINI DELLA TOLLERABILITA’ – Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, parlando ai parlamentari riuniti a Milano, ha ripercorso per punti i vari capi di imputazione nei confronti di Silvio Berlusconi, chiarendo, a suo dire, che il governo Prodi non è caduto per De Gregorio, ma a seguito dell’arresto della moglie di Mastella. Per il delfinetto, dunque, si tratterebbe di una «questione abnorme quella che ha portato poi a una condanna a quattro anni a seguito di una motivazione paradossale», in riferimento alla condanna di primo grado nel processo Mediaset, «ovvero che una persona che paga centinaia di milioni di euro in tasse, avrebbe evaso per tre milioni di euro che, nel mondo berlusconiano, rappresentano ben poca cosa».

PER IL “DELFINO” ALFANO BERLUSCONI NON EVADE PERCHE’ E’ MOLTO RICCO – Questione paradossale, inoltre, «quella che ha portato a una condanna a un anno senza condizionale per concorso in violazione del segreto istruttorio», ha aggiunto Alfano questa volta riferendosi al processo Unipol, «proprio a Berlusconi che è stato ed è la più grande vittima di fughe di notizie e di rivelazioni di fatti personali». Tutto questo fino ad arrivare al processo di oggi,  ovvero il processo Ruby, in cui ci sarebbe «una concussione senza concusso e una induzione alla prostituzione senza prostituzione. Ormai si è superato non solo il buon senso o le regole democratiche, ma si sono oltrepassati i confini della tollerabilità», avrebbe concluso il segretario del Pdl.

FLETTONO I MUSCOLI E RISPOLVERANO LA “MARCIA” – Intanto, i parlamentari del Pdl, riuniti a Milano, hanno detto di volersi recare davanti al Tribunale cittadino, in segno di protesta, e di fare, da lì, una conferenza stampa. Alfano, in merito, ha dichiarato: «Nella mattinata la situazione giustizia si è ulteriormente aggravata. Andiamo al palazzo e parliamo da lì!». Sempre il segretario Pdl avrebbe proposto una sorta di “Aventino”, cioè la non partecipazione dei parlamentari alle prime sedute in Parlamento finché non verranno accolte le richieste del Pdl sulla questione della giustizia.

GELMINI, «DISOBBEDIAMO AL CAV E MARCIAMO» – L’ex ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini sul piede di guerra ha dichiarato di voler “marciare” non accogliendo i suggerimenti dell’ex premier che aveva invitato a non marciare verso il Palazzo di Giustizia. La fedele deputata ha detto che «Per una volta disobbediamo al presidente, la linea emersa dall’intervento di molti parlamentari è quella di andare comunque davanti al tribunale a manifestare».

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Commenti all'articolo
  1. Se erano miei dipendenti diretti li licenziavo subito questi “parlamentari”, anche perche’ non meritano altro. Comunque visto che sono strapagati dal popolo italiano, anziche’ fare queste frignacciate DEVONO lavorare, altrimenti detrarre quota parte non lavorata per questa pagliacciata.

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