sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Governo? Grillo e Berlusconi non servono
Pubblicato il 06-03-2013


Il 30 aprile, il governo, quale esso sia, deve presentare il DEF, (Documento di Economia e Finanza) con le previsioni aggiornate sul 2013 e 2014. E questo è solo il primo degli appuntamenti di un percorso durissimo fatto di tappe che devono tenere conto delle scadenze dei conti dello Stato e dei vincoli europei. Nei mesi successivi, infatti, il governo dovrà rispondere alle questioni legate al Patto di Stabilità e di Crescita, la presidenza del nuovo semestre europeo, il Six Pack (regolamenti in materia economico-finanziaria), il Fiscal Compact (Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria,) e il Two Pack (misure più rigide di sorveglianza budgetaria che entrerà in vigore tra breve). Parliamo della politica economica del Paese; del presente e del futuro di 60 milioni di italiani oltre che dei riflessi che le nostre decisioni avranno a livello europeo e mondiale.

Sì perché il crollo del nostro sistema economico, che resta il sesto/settimo a livello mondiale, si ripercuoterebbe su tutto il sistema europeo cambiando anche gli equilibri tra le altre economie mondiali. È giusto ricordarlo quando si sente cianciare di macroregioni padane autonome o di referendum, costituzionalmente inammissibile, per l’uscita dall’euro. A questi temi avremo il dovere di dare risposte, e ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Far finta che quella sull’art.67 della Costituzione sia solo l’ultima delle tante boutade dell’Uomo mascherato’, vuol dire sottovalutarne pericolosamente la cifra umana, culturale e politica. E non vale davvero la populistica giustificazione della lotta al trasformismo, perché questa si può e si deve fare con mezzi assai più democratici come i regolamenti parlamentari.

Immaginare che con questa legge elettorale (ma anche con un’altra cambia di poco), i segretari dei partiti possano non solo nominare i parlamentari da eleggere, ma siano anche in grado di licenziarli come camerieri qualsiasi, vuol dire avere davvero una visione distorta del sistema democratico parlamentare, la stessa, per intenderci che ebbero i leader delle cosiddette ‘democrazie popolari’ del blocco sovietico nel dopoguerra. La costruzione del M5S, il programma diffuso in campagna elettorale, il linguaggio violento e scurrile, deve ricordarci che si è in presenza di una personalità dai tratti autoritari, con venature antidemocratiche, con un ego smisurato che gli fa pensare di essere il faro guida, assieme al suo guru Casaleggio, dell’Italia, dell’Europa e, perché no, del Mondo intero. Una visione, a ben guardare, speculare a quella di Berlusconi, che immagina il governo come la Sua azienda, dove il Capo pensa e i sottoposti eseguono.

Anche se poi questo Capo è divenuto indigeribile per due terzi degli elettori e per la maggior parte dei governi europei, con qualche eccezione come quello di Putin e del bielorusso Lukashenko. I populismi, come si vede, tendono sempre ad assomigliarsi. Tutt’altra cosa, e davvero ben diversa, sono invece parlamentari e i ‘cittadini’ che, con gradi diversi di responsabilità e consapevolezza, sono stati eletti nelle liste del PDL e del M5S. Per non dire del rispetto e dell’attenzione assoluta che vanno rivolte agli elettori, alle loro proteste, alle legittime attese, alle domande inevase di giustizia, benessere e libertà.

Assunto che un Governo è indispensabile alla sopravvivenza del Paese, sconsiglierei vivamente dal tentare accordi più o meno trasparenti con Grillo o con Berlusconi. Piuttosto giusto e doveroso è rivolgersi al nuovo Parlamento, proprio nel nome di quell’art. 67 della Costituzione, che viene attaccato ora da Grillo, perché si rammenti ogni ora e ogni minuto di ogni giorno, che l’obbiettivo vero è il ‘bene comune’; che l’Italia viene prima di qualunque altra considerazione, personale, di parte o per conto terzi. Scriviamo un programma essenziale, discutiamone con gli uomini e le donne di buona volontà, rimbocchiamoci le mani per realizzarlo. E Grillo e Berlusconi, resteranno tra i ricordi spiacevoli della storia repubblicana.

Marco Di Lello

Coordinatore Nazionale PSI

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