lunedì, 22 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Grillo “assolve” i suoi per l’appoggio a Grasso: «pecorelle cadute in trappola»
Pubblicato il 18-03-2013


Grasso-grilloIn tempi di “papa buoni”, Grillo si adegua e assolve i “cittadini” con un bel “urbi et orbi” diretto alle pecorelle smarrite dell’M5S, naturalmente diffuso, telematicamente, in rete. Sul blog del comico genovese, infatti, con un post il leader del Movimento 5 Stelle ammorbidisce la linea definendo l’elezione di Pietro Grasso alla presidenza del Senato una «trappola» tesa contro i “cittadini” in cui un non meglio precisato «qualcuno, anche in buona fede» è caduto. I responsabili dell’agguato sono, naturalmente, i soliti noti, cioè «il pdl e il pdmenoelle».

«I GIOCHI ERANO FATTI, MA NON SI RIPETERA’» – «I giochi erano già fatti per mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle. Qualcuno, anche in buona fede, ci è cascato. Lo schema si ripeterà in futuro, ma il M5S non deve cadere in queste trappole». Il leader a 5 Stelle rincara la dose definendo il procuratore Grasso come «uno dei gemelli dell’inciucio»: «La scelta tra Schifani e Grasso era una scelta impossibile. Si trattava di decidere tra la peste bubbonica e un forte raffreddore». Beppe Grillo sul suo blog sostiene: «La coppia senatoriale è stata decisa a tavolino dal Pdl e Pdmenoelle. I due gemelli dell’inciucio sapevano perfettamente che Schifani non sarebbe stato eletto».

MONTI IL PISTOLERO SENZA MUNIZIONI – «I capricci di Monti che per ripicca aveva minacciato di votare Schifani erano una pistola scarica. I giochi – continua Grillo – erano già fatti per mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle». Poi, il comico ribadisce che il problema non è Grasso in sé: «Il M5S non deve cadere in queste trappole. Comunque, il problema non è Grasso, ma il rispetto delle regole del M5S. Se, per ipotesi, il gruppo dei senatori del M5S avesse deciso di votare a maggioranza Grasso e tutti si fossero attenuti alla scelta, non vi sarebbe stato alcun caso».

GRILLO INVITA A RISPETTARE LE REGOLE A 5 STELLE – Insomma, un problema di regole interne: «Il codice di comportamento eletti Movimento 5 Stelle in Parlamento» sottoscritto liberamente da tutti i candidati. Al punto Trasparenza, infatti, è specificato che le «votazioni in aula sono decise a maggioranza dei parlamentari del M5S». Per Grillo, «non si può disattendere un contratto. Chi lo ha firmato deve mantenere la parola data per una questione di coerenza e di rispetto verso gli elettori».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento