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Opinioni e commenti
 

Grillo e il suo Movimento di famiglia: tutto quello che è stato taciuto anche ai suoi
Pubblicato il 13-03-2013


grilloDue giorni fa avevamo parlato di come il MoVimento 5 Stelle non avrebbe avuto diritto ai rimborsi elettorali – a cui dichiara di voler rinunciare – perché privo di un vero statuto. E invece in queste ore  è arrivata la smentita: l’Huffington Post, infatti, ha pubblicato l’atto costitutivo dell’associazione di Grillo. Contrordine, quindi: i grillini hanno diritto a ricevere soldi pubblici, a cui quindi potranno legittimamente rinunciare. Perché il MoVimento non abbia reso pubblico quest’atto, perché i cittadini lo abbiano dovuto sapere solo ieri dalla stampa italiana tanto criticata dai grillini, e perché non sia ancora apparso nessuna replica o smentita sul blog di Grillo non è ancora noto. Anzi peggio, nel tentativo di deviare l’attenzione dal tema scabroso il blog si rifugia in un attacco al capo dello Stato che ieri ha dato udienza al segretario Pdl Alfano nel giorno della protesta-anti giudici al Tribunale di Milano.

AFFARI DI FAMIGLIA – A sbugiardare quanto ad oggi detto da Grillo, non solo esiste un non statuto, ma anche, come per tutti gli altri partiti, uno statuto vero e proprio. Secondo il quale Beppe Grillo è il presidente del M5s. Il suo? Un partito di famiglia. Socio fondatore e vice presidente di M5S è suo nipote (e suo avvocato) Enrico. Figlio del fratello maggiore di Beppe Andrea, non ha mai avuto nessun ruolo politico nel Movimento, ma avrebbe difeso lo zio nel processo che lo ha visto imputato, insieme allo storico leader No Tav Alberto Perino e ad altre venti persone per violazione dei sigilli del cantiere in Val di Susa. E il segretario del Movimento? E’ il suo commercialista Enrico Maria Nadasi. Il grande assente? Gianroberto Casaleggio, il cui nome non compare invece nello statuto. In base all’atto costitutivo del M5s firmato davanti al notaio firmato a Cogoleto, vicino Genova, dove davanti al notaio Filippo D’Amore, il 18 dicembre scorso Beppe Grillo, suo nipote Enrico e Nadasi, hanno formalmente costituito l’associazione «Movimento Cinque Stelle». Al leader dei 5stelle «spettano la titolarità, gestione e tutela del contrassegno; titolarità e gestione della pagina del blog». Inoltre, il Movimento, come tutte le associazioni, ha un’Assemblea, che va convocata almeno una volta l’anno entro il mese di aprile. Nello statuto si legge anche che «gli eletti eserciteranno le loro funzioni senza vincolo di mandato». Una contraddizione con recenti dichiarazioni di Grillo, che sul suo blog si è scagliato contro l’articolo 67 della Costituzione, che prevede proprio il divieto del vincolo di mandato.

LA VERITA’ CHE GRILLO HA TACIUTO – Sul tema tanto discusso in questi giorni dei finanziamenti ai partiti proviamo a dare qualche risposta, partendo dalle basi. Per prima cosa, l’atto in sé è una violazione palese dell’art. 1 del ‘Non-Statuto’ che ha guidato fino ad ora il MoVimento e che recita, tra l’altro: “Il ‘MoVimento 5 Stelle’ è una ‘non Associazione’” e “La ‘Sede’ del ‘MoVimento 5 Stelle’ coincide con l’indirizzo web www.beppegrillo.it”. Invece il MoVimento una associazione lo è a tutti gli effetti, almeno a partire dalla firma dell’atto – il 18 dicembre scorso – e, come da norma, ha anche una sede fisica, a Genova, in via Roccatagliata Ceccardi. Poi c’è la questione della persona di Grillo, presentato come semplice voce del MoVimento mentre invece ne è il vero e proprio Presidente; il Vicepresidente è Enrico Grillo, suo nipote, mentre il Segretario è il commercialista Enrico Maria Nadasi. Il terzetto di soci fondatori forma il Consiglio Direttivo dell’associazione. Casaleggio, di contro, non figura nel documento. E’ da notare, infine, che nell’atto si consente apertamente agli eletti 5 Stelle di esercitare “le loro funzioni senza vincolo di mandato”, come da art. 67 della Costituzione, nonostante lo stesso Grillo non ne sia un sostenitore entusiasta. Uno Statuto vero, insomma, che stride fortemente con quanto dichiarato nel Non-Statuto, e forse proprio per questo passato sotto silenzio dal MoVimento. E se è giusto ricordare che la firma di un atto costitutivo ufficiale poteva essere necessaria per partecipare alla competizione elettorale, è altrettanto giusto far notare che sarebbe stato corretto, da parte di Grillo, avvisare del cambiamento i propri sostenitori ed elettori, e di conseguenza aggiornare il Non-Statuto. Anche questa – forse soprattutto questa – è trasparenza.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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