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Opinioni e commenti
 

“Habemus Papam” Francesco I: l’argentino era l’unico gesuita tra i cardinali elettori
Pubblicato il 14-03-2013


AVAIl nuovo papa è l’argentino Jorge Maria Bergoglio e si chiamerà Francesco I. Appartiene all’ordine dei gesuiti, Bergoglio era anche l’unico gesuita tra i cardinali elettori. Un boato della Piazza San Pietro ha accolto la fumata bianca. La folla impazzita si sta accalcando sotto al sagrato della basilica di San Pietro, è un tripudio di cori e foto. La fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina è apparsa alle 19.06 alla quinta votazione, nella seconda giornata del Conclave. Abbiamo il nuovo Papa. La folla in piazza San Pietro esulta urlando: «Viva il Papa! Viva il Papa!». Suonano le campane della basilica vaticana: i 115 cardinali elettori hanno eletto il nuovo Papa che succede a Benedetto XVI. Striscioni, canti e danze: la gioia e l’emozione dei fedeli in piazza prevalgono sulla preghiera in attesa dell’annuncio ufficiale del cardinale Tauran Le campane suonano a festa.

LA BIOGRAFIA DEL NUOVO PAPA – Jorge Mario Bergoglio, gesuita, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, e’ nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si e’ diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed e’ entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 e’ passato al noviziato della Compagnia di Gesu’, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facolta’ di Filosofia del collegio massimo San Jose’ di San Miguel. Fra il 1964 e il 1965 e’ stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facolta’ di Teologia del collegio massimo San Jose’, di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13 dicembre 1969 e’ stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcala de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua. E’ stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facolta’ di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 e’ stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Fra il 1980 e il 1986 e’ stato rettore del collegio massimo e delle Facolta’ di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San Jose’, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si e’ recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove e’ passato alla chiesa della Compagnia nella citta’ di Cordoba come direttore spirituale e confessore. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Lujan, Monsignor Emilio Oge’novich. Il 3 giugno 1997 e’ stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. E’ autore dei libri: Meditaciones para religiosos del 1982, Reflexiones sobre la vida apostolica del 1986 e Reflexiones de esperanza del 1992. E’ Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere dell’Universita’ Cattolica Argentina. Relatore Generale aggiunto alla 10/a Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001). Dal novembre 2005 al novembre 2011 e’ stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. Dal Beato Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

I 45 MINUTI PIU’ LUNGHI DELLA CITTA’ DEL VATICANO – Una volta che lo Spirito Santo si e’ pronunciato attraverso i cardinali e il nuovo Papa e’ stato eletto, il decano o il vice decano, oppure il primo cardinale dei cardinali vescovi (che nel conclave in corso e’ Giovanni Battista Re, poiche’ il decano Sodano e il vice decano Etchegaray sono ultraottantenni) si rivolge al neo eletto con una domanda in latino: “Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?” “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?. A seguito del si’, aggiunge una nuova domanda: “Quo nomine vis vocari?”, “Come vuoi essere chiamato?”, a cui il neo Pontefice risponde con il nome che da lui scelto. A questo punto nella Sistina vengono bruciate le schede nella stufa in ghisa di forma cilindrica rastremata (alta circa un metro circa e con diametro medio di 45 centimetri) che ha uno sportello inferiore per l’accensione dell’innesco, con valvola manuale di regolazione del tiraggio e uno sportello superiore per l’introduzione dei documenti da bruciare. Storicamente le fumate nere venivano ottenute con la semplice bruciatura delle schede, mentre la fumata bianca con la bruciatura delle schede e l’aggiunta di paglia umida. Nel conclave del 2005, per la prima volta, fu utilizzato un fumogeno per incrementare la visibilita’ delle fumate.Dopo la fumata bianca il nuovo Papa va nella “stanza delle lacrime”, che e’ poi la sacrestia della Cappella Sistina. Li’ indossa i paramenti papali (preparati in precedenza in tre taglie diverse). Proprio nella “stanza delle lacrime” il neo Papa, vuole la tradizione, scoppia a piangere sia per la commozione, sia perche’ si rende conto del peso della responsabilita’ papale.

LA STANZA DELLE LACRIME – Dopo il passaggio nella “stanza delle lacrime” e’ previsto un momento di preghiera per il nuovo Pontefice nella Cappella Sistina e un saluto ossequioso da parte dei cardinali che intonano il “Te Deum”. Il canto segna ufficialmente la fine del conclave. Quindi inizia la processione fino al loggione centrale con pausa di preghiera silenziosa, e’ la novita’ di questo conclave, nella cappella Paolina. Il celebre annuncio “Habemus papam” verra’ dato, affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, dal cardinale protodiacono, il francese Jean-Louis Tauran. Subito dopo apparira’ il nuovo Pontefice che salutera’ la folla dei fedeli, impartira’ la solenne benedizione ‘Urbi et Orbi’. Dal momento in cui lo Spirito Santo si sara’ pronunciato, per mano dei cardinali, al momento dell’affaccio del nuovo Pontefice, saranno passati poco piu’ di 45 minuti. 45 minuti per stabilire chi sara’ il 265esimo Pontefice dopo Pietro e il successore di Benedetto XVI.

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