giovedì, 18 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

I SOCIALISTI ALL’ANALISI DEL VOTO, NENCINI: «SCRIVERE UNA PAGINA NUOVA. NÉ CON IL PD, NÉ RIPIEGARSI SUL PASSATO»
Pubblicato il 14-03-2013


APERTURA-Nencini-Bandiera-PSI

«Non è all’ordine del giorno un ingresso del Psi nel Pd». Con queste parole il segretario nazionale socialista, Riccardo Nencini ha sgomberato il campo da qualsiasi equivoco, aprendo i lavori del seminario che ieri pomeriggio ha riunito esponenti e militanti del Psi. L’incontro, tenutosi a Roma, è stato allargato ai sei parlamentari neoeletti: quattro deputati, Marco Di Lello, Di Gioia, Pia Locatelli e Oreste Pastorelli e due senatori, Riccardo Nencini e Fausto Guilherme Longo, brasiliano e socialista da sempre, che ha ottenuto 30mila preferenze in Sudamerica.

GLI INTERVENTI – Il seminario ha visto gli interventi del sondaggista Fabrizio Masia, che ha analizzato i risultati elettorali, e del sociologo Federico De Lucia che ha parlato di «crisi elettorale di sistema». La parola è stata poi data a Carlo Vizzini, presidente uscente della commissione Affari costituzionali del Senato che ha ricordato che agli italiani si deve parlare «con il linguaggio della verità», mentre Bobo Craxi, responsabile esteri Psi ha rimarcato la volontà perché si formi un governo. «E noi socialisti dobbiamo favorirla». È stato poi il turno di Fausto Guilherme Longo, brasiliano, neoeletto al Senato, secondo il quale «occorrono politiche di progresso e una grande spinta riformista e socialista, di cui il Psi sia l’ispiratore».

POTENZA, IORIO, SCUDERI – Aldo Potenza, segretario umbro del Psi ha ricordato che i socialisti possono portare cambiamento, ma senza alterare «aspetti sacri» del pensiero socialista. Luigi Iorio, responsabile nazionale legalità e diritti civili del Psi ha posto l’attenzione sul rinnovamento delle idee, ricordando che la strada da percorrere deve basarsi sulla solidarietà e che si deve riuscire «a riaggregare tutti i socialisti d’Italia, dopo gli ultimi e difficili cinque anni». Antonello Scuderi, segretario provinciale Psi, ha invece richiamato l’attenzione sul socialismo europeo, ricordando la necessità di un partito socialista europeo.

LABELLARTE, BENAGLIA, BARTOLOMEI – Il responsabile Enti locali Psi, Gerardo Labellarte ha invitato a darsi un «”metodo”, ossia essere in grado di rappresentare i cittadini,  quindi ottenere voti». Franco Benaglia, segretario regionale Psi ha suggerito di cambiare approccio e mentalità perché la realtà è mutata. «E se si ragiona come in passato si rischia di restare fuori». Secondo Franco Bartolomei, membro della segreteria nazionale Psi i socialisti devono riuscire a colmare quelle lacune e quelle contraddizioni lasciate ed espresse dal Partito democratico.

GUIDI, DEL BUE, CEFISI, SOLLAZZO – Antonio Guidi, responsabile nazionale politiche sociali e diritti di cittadinanza Psi ha voluto sottolineare l’importanza del dibattito per la passione, lo spirito di appartenenza e la voglia di cambiamento che tengono uniti i socialisti. L’assessore Psi a Reggio Emilia, Mauro del Bue ha voluto porre l’accento su tre questioni che, con urgenza, andrebbero affrontate: la riforma del sistema istituzionale (e dei costi della politica), la crisi economico-sociale in atto e il recupero del rapporto con l’Europa. Infine, Angelo Sollazzo, membro della segreteria nazionale Psi si è posto la domanda su che fine abbiano fatto gli accordi stretti e il patto “ItaliaBeneComune”.

L’INTERVENTO DI NENCINI – Dopo aver rilevato che il voto a Beppe Grillo ha origini più articolate, Riccardo Nencini ha voluto ricordare che se il leader del Pd dovesse ricevere l’incarico di formare un governo, i socialisti saranno «leali con Bersani, lo sosterremo con lealtà». Qualora, invece, l’incarico dovesse essere affidato a un altro candidato, il partito socialista dovrà scegliere o meno se votare un governo di emergenza nazionale. Inoltre, secondo il leader socialista «il Psi rappresentante in Italia del Pse e dell’Internazionale socialista, non potrà aspettare le mosse degli altri».

NENCINI, NO AL PARTITO TEMATICO – Nencini ha poi sostenuto la necessità di definire «rapidamente la nostra missione in un tempo di formidabili cambiamenti. E bisogna tenere conto che le prossime elezioni politiche potrebbero essere molto vicine o comunque vicine. Un partito piccolo non può rappresentare tutto e deve caratterizzarsi per delle scelte precise. Non dobbiamo fare un partito “tematico”, ma non possiamo pretendere di diventare un partito “generico”». Secondo il leader socialista il Psi dovrebbe qualificarsi «soprattutto come partito dei diritti civili e del lavoro, nelle sue nuove articolazioni e nei suoi nuovi bisogni: dal mondo della conoscenza ai neo professionisti, dagli atipici senza diritti ai giovani diseredati. Saremo l’unico presidio laico in parlamento e abbiamo il dovere di ereditare quella storia. Dovremo radicare relazioni con altre culture laiche e democratiche».

COESIONE E RESPONSABILITÀ – «Abbiamo ottimi amministratori locali, ma la questione nazionale è prioritaria. Non pensiamo di valorizzare un partito “localizzandolo”. Di un partito che si chiama “socialista”, rappresentante in Italia del Pse e dell’Internazionale Socialista, possiamo esaltare le sue particolarità regionali, ma dentro una cornice nazionale» ha sottolineato il segretario Psi. «Abbiamo di fronte un cammino delicato, ma appassionante – ha poi aggiunto – che possiamo affrontare a condizione di avere coesione e responsabilità. Ad ogni livello».

AUTONOMIA DEL PSI – Secondo Nencini un modello di partito andrebbe modulato su prospettive che riguardano «maggiore federalismo, organizzazioni più snelle, rinnovamento. Non dobbiamo rifugiarci nell’angolo dell’intoccabilità, perché l’intoccabilità diventerebbe immobilismo. Non si getta via nessuna storia: va aperto un percorso, con la rapidità che la politica richiede». Il segretario ha poi ricordato che le cose accadute intorno al Psi «non ci consentono di fermarci. Se ci fermiamo, commettiamo un errore. Inizieremo col presentare in tutta Italia, sin dal mese di marzo, le proposte di legge che renderanno evidente la nostra autonomia e la missione che stiamo costruendo. E al contempo avvieremo tutte le iniziative necessarie per dare corpo a questo progetto» ha concluso Nencini.

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Non so chi e quando, nè da dove è uscita la proposta di confluire nel PD. Ma bene ha fatto il Segretario Nencisi a rispondere come ha fatto, sgombrando così il campo da qualsiasi equivoco. Io credo invece che il PD dovrà uscrire dall’ambiguità in cui si trova oramai da troppo tempo, fin dalla Bolognina, e dire con grande chiarezza a quale famiglia politica europea vorrà appartenere e senza preoccuparsi della Bindi e dei suoi compagni. Dicendo così quali sono e di chi gli interessi che vuole rappresentare in questa nostra Italia, colmando una anomalia tutta italiana della mancanza di un grande partito riformista. Credo a mio avviso, che se la campagna elettorale fosse stata fatta con grande chiarezza in questo senso, ci sarebbero stati sicuramente altri risultati. Auguri !

  2. Al di là di quello che accadrà a livello nazionale come affronta il PSI le prossime tornate elettorali, come si ristruttura? Tolt la lombardi e il veneto il PSI come è stato fatto nel Lazio può riavere un base elettorale e di dirigenti anche giovani che possono ricostruire un PSI moderno e al passo dei tempi. Come la mettiamo con SEL che entrerà nel PSE? E’ il momento di lanciare la costituente socialdemocratica. come si affrontano le Europee? Caro gruppo dirigente siete immobili e senza un idea se non quella di vedere come vanno le cose, ma il governo non dipenderà dai voti socialisti

  3. Caro Segretario, a parte la doverosa lealta’ con il PD di Bersani fino a che sara’ politicamente possibile, che cosa si aspetta ad esprimere un deciso distinguo nei confronti di chi come il M5S di Grillo un giorno si e l’altro pure non perde occasione per svilaneggiare la nostra storia e la nostra memoria?

Lascia un commento