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Opinioni e commenti
 

Il Pd alle prese con il nodo dei presidenti delle Camere
Pubblicato il 09-03-2013


Senato-Camera

La pratica è stata appena avviata ma, per dirla con il presidente Napolitano, la “nebbia” è ancora fitta. Il nodo delle presidenze delle Camere è sul tavolo dei maggiorenti del Pd ma ancora, spiegano fonti parlamentari sia di Montecitorio che di palazzo Madama, non c’è nulla di definito. Nemmeno il primo step. Ovvero se affidare uno dei due rami del Parlamento a un altra forza politica. Non sono previste riunioni, neanche ristrette, nelle prossime ore. Tutto è rimandato alla prossima settimana. Lunedì, alle 14.30 al Capranica, Pier Luigi Bersani riunirà tutti gli eletti del Pd. Un incontro per fare un primo punto. Ma non sarà quella sede, così larga, ad affrontare il nodo degli assetti di Camera e Senato.

GIOVEDI’ RIUNIONI SEPARATE PER SENATO E CAMERA – “Martedì e mercoledì saranno i giorni decisivi”, spiegano fonti parlamentari. Per arrivare a giovedì quando (stavolta probabilmente in modo separato) si riuniranno deputati e senatori democratici. Lì ci sarà l’indicazione sui due nomi da votare il giorno dopo in aula, venerdì 15 marzo, prima seduta della nuova legislatura. Si naviga quindi ancora a vista dalle parti del Pd sul nodo dei presidenti di Camera e Senato. Inutile dire che la questione, benché Pier Luigi Bersani ripeta che una eventuale “corresponsabilità istituzionale” sia slegata dal governo, una sua attinenza ce l’ha. Almeno nei conversari di palazzo. Posto che affidare una presidenza al Movimento 5 Stelle appaia alquanto improbabile (“non è questa la via per una eventuale collaborazione con i grillini”, si ragiona in casa dem), resterebbero sul piatto due opzioni: il Pdl o la coalizione montiana.

IL PD IN BILICO TRA MONTI O PDL – Il centrodestra è la seconda forza in Parlamento. Ma con l’area Monti, pur arrivata quarta, c’è una maggiore vicinanza in nome del “fronte” della responsabilità. E chissà che i montiani riescano pure a “soffiare” qualche pidiellino al Cavaliere. Un timore che circola negli ambienti di via dell’Umiltà. Quindi affidare una Camera ai montiani? Ipotesi. Una delle tante che ormai dal 25 febbraio, dal momento in cui l’ingovernabilità è stata certificata, circolano nel palazzo. E nel caso, la Camera o il Senato? Le versioni qui sono diverse. Per alcuni meglio tenersi palazzo Madama, tanto a Montecitorio i numeri sono solidi. Secondo altri, proprio perché al Senato manca la governabilità, quella sarebbe la “pedina” di scambio per un’eventuale collaborazione di governo.

TOTONOMI: FRANCESCHINI, FINOCCHIARO, ORLANDO E SPERANZA – Ancora ipotesi. Qualche certezza sembra esserci solo sui nomi: Dario Franceschini per la Camera e Anna Finocchiaro per il Senato. A favore della capogruppo uscente a palazzo Madama c’è anche un’altra ipotesi: nel caso in cui dovesse fallire il tentativo Bersani, la Finocchiaro da presidente del Senato potrebbe avere un mandato esplorativo dal Capo dello Stato. Le cose resterebbero in casa Pd, insomma. Quanto alla Camera se Franceschini dovesse diventare presidente per il capogruppo di Montecitorio si fanno i nomi di Andrea Orlando e Roberto Speranza, tra gli altri.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Il problema credo, non è quello dei due presidenti ma, come tutti sappiamo, quello della costituzione di un governo. In ogni caso non credo che bisognerebbe dare una presidenza ai montiani, non solo perché in ogni caso il entro sinistra non avrebbe la maggioranza, ma non bisogna dimenticarsi lo sfacelo lasciato nella società dal grande tecnico Monti. Io sono fra i pochi che fin dall’inizio ha sostenuto che il governo Monti, il PD non avrebbe dovuto farlo nascere. Doveva andare alle elezioni vincendo a mani basse e non ci saremmo trovati con una forza anomala quale quella grillina che rischia, fra l’altro di essere inutile per il paese. Voglio augurarmi di sbagliarmi e comunque credo che il csx il governo, anche se minoritario, dovrebbe farlo lo stesso. In alternativa e vista la disponibilità indicare il movimento cinque stelle. Voglio vedere il guru cosa si invetterà e cosa dirà dopo a coloro che l’hanno votato.

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