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Opinioni e commenti
 

Istat, Pil in contrazione. Rapporto “Bes 2013”: 6,7 milioni persone vivono in difficoltà economiche
Pubblicato il 11-03-2013


Istat-calo PilUlteriore contrazione del prodotto interno lordo (Pil) che, nel periodo di riferimento, il quarto trimestre 2012, si è ridotto dello 0.9% nei confronti del trimestre precedente e del 2.8% rispetto all’omologo periodo del 2011. A rendere noti questi dati è l’Istituto nazionale di statistica (Istat) che, insieme al Consiglio nazionale economia e lavoro (Cnel) ha anche elaborato Bes 2013 – Benessere equo e sostenibile in l’Italia – un rapporto, il primo, sullo sullo stato di salute del Paese con indicatori del benessere sociale che integrano i dati del prodotto interno lordo. Nel frattempo i mercati stanno reagendo male alla diffusione di questi dati, Piazza Affari ha infatti aperto la seduta di stamane in perdita.

6.7 MILIONI DI PERSONE IN GRAVI DIFFICOLTÀ – Oltre ai dati sul Pil, l’Istat, in collaborazione con il Cnel ha elaborato il primo rapporto “Bes 2013”, secondo il quale in Italia, tra il 2010 e il 2011, l’indicatore della “grave deprivazione” sale dal 6,9% all’11,1%. Questo significa che sono 6,7 milioni le persone che vivono in difficoltà economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno. Dal rapporto emerge inoltre un quadro di famiglie indebitate e in arretrato con l’affitto o le bollette, i cui redditi si sono ridotti del 5% in quattro anni.

IN AUMENTO IL NUMERO DEI “NEET” – Sempre secondo il rapporto “Bes 2013″ è in aumento il numero dei “neet”, acronimo che sta per “not in education, employment or training: giovani, tra i 15 e i 29 anni, che non trovano un’occupazione, né precaria, che non tentano più di cercarla e non partecipano a nessun processo, né di formazione, né di inclusione sociale. La quota è aumentata dal 19,5% del 2009 al 22,7% del 2011. Di questa percentuale, l’8%, inoltre, è in possesso di una laurea.

LA REAZIONE DEI MERCATI – I dati diffusi non stanno aiutando la situazione dell’Italia sui mercati: in mattinata Piazza Affari conferma la sua posizione di fanalino di coda in Europa, complice anche il declassamento, attuato nel fine settimana, da parte dell’agenzia di rating Fitch.

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