martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

La lunga notte di Napolitano
Pubblicato il 22-03-2013


APPROF-Napolitano consultazioni

Posizioni ancora inconciliabili, dunque tutto nelle mani di Napolitano. Nel secondo giorno delle consultazioni al Quirinale, la matassa che l’inquilino del Colle ha di fronte è davvero difficile da sciogliere.
 Se è vero che la notte porta consiglio, il Presidente della Repubblica, in questo caso, ne avrà davvero bisogno data la complessità del quadro politico. C’è grande attesa per la giornata di oggi perchè il capo dello Stato «presenterà e motiverà le sue decisioni», come lo stesso presidente ha detto al termine delle consultazioni.

BERSANI, «SIAMO LA PRIMA COALIZIONE» – L’ultimo a salire al Colle nel pomeriggio di ieri intorno alle 18 – è stato Pierluigi Bersani: «Noi siamo il primo partito, checché qualcuno ne dica, la prima coalizione e ci mettiamo al servizio di questo Paese» ha subito voluto sottolineare il leader del Pd che, sicuro di poter contare «sulla saggezza del presidente della Repubblica» si è detto pronto a «parlare con tutti» facendo riferimento al senso di responsabilità: «ci mettiamo al servizio del cambiamento» rispetto a «temi sociali, moralizzazione della vita pubblica e passi seri e concreti sulle riforme istituzionali», ha detto Bersani indicando un cammino chiaro ma pieno di insidie.

PDL E LEGA VOGLIONO METTERE LE MANI NEL PIATTO – Il Pdl e la Lega dicono “no” ad un governo Bersani e spingono per un esecutivo di larghe intesa con Pd e Lista Monti.
 Il Movimento Cinque Stelle al suo debutto al Colle ribadisce la linea della fermezza: no al governo Bersani, no ad un governo a guida istituzionale, no ad un governo di personaggi illustri; si’ soltanto ed unicamente ad un esecutivo “a cinque stelle”.

L’AGENDA DI NAPOLITANO – Rimane, dunque, solo l’agenda di Napolitano come unica bussola in grado di individuare una rotta per uscire dalle secche dei veti incrociati. Nel corso delle consultazioni, il capo dello Stato ha certamente potuto tastare alcuni nodi politicamente rilevanti. Il primo è che l’unica vera maggioranza oggi esistente in Parlamento è quella del partito del non voto: il grosso di deputati e senatori non vuole tornare alle urne senza nemmeno aver provato a lavorare. Il secondo è il “metodo della griglia”: per capire se sono possibili accordi, meglio partire da alcuni temi sui quali c’è una larga convergenza come, ad esempio, la riforma elettorale e i provvedimenti di aiuto alle imprese e al lavoro piuttosto che farsi incastrare nella roulette dei nomi.

LA PAUSA DI RIFLESSIONE DEL CAPO DELLO STATO – Forse nasce proprio da quest’intricato puzzle la decisione del presidente della Repubblica di prendersi una pausa di riflessione. Al Quirinale non sono certamente sfuggite né le mosse di avvicinamento ai 5 Stelle compiute con la riduzione degli stipendi dei presidenti delle Camere del 50 per cento, come chiedeva Beppe Grillo che si trova sempre più con le armi spuntate, nè l’assicurazione di Bersani di non volersi “mettere davanti” agli altri. Il leader democratico, a sorpresa, non ha ribadito nemmeno la chiusura pregiudiziale alla destra: per il suo tentativo invoca la “corresponsabilità” di tutti, adombrando la nascita di una “Camera delle autonomie” che ricorda da vicino il Senato federale caro alla Lega. Bersani, inoltre, non esclude neppure che Pdl e Carroccio possano fare una sorta di dietrofront rispetto alla norme “moralizzanti” avversate nella scorsa legislatura.

GRASSO CHE COLA – In Parlamento lo “scouting” potrebbe riservare molte sorprese proprio in base alle misure concrete sempre invocate dai grillini e che adesso vengono avanzate dal Pd. Difficile per i grillini chiudere la porta di fronte a qualcosa per la quale ci si è sempre battuti. L’impressione è che il Pd potrebbe accettare di avviare una sorta di fase preliminare di tipo esplorativo, eventualmente affidata a Pietro Grasso, per vagliare gli spazi di manovra con i 5Stelle. Il presidente del Senato, un “ottimista per natura”, potrebbe rappresentare una figura di mediazione per capire se è possibile mettere in piedi un governo che su alcuni provvedimenti prende i voti a sinistra, e su altri a destra.

AVANTI TUTTA, ANZI NO – Certo, Grillo ha intuito per tempo il pericolo di dover dire “niet” su tante iniziative che è stato proprio lui a chiedere per primo, e ha tagliato la strada dell’esploratore definendolo una “foglia di fico” che copre le manovre della partitocrazia. Eppure proseguire su questa via, considerata anche la gaffe di Vito Crimi sul capo dello Stato, potrebbe rivelarsi un vicolo cieco come ha già dimostrato la votazione del Senato che ha portato una parte dei grillini a contestare le posizioni del capo.

IL DILEMMA DI NAPOLITANO SULLA STRATEGIA DI BERSANI – Napolitano, dunque, si trova in una situazione tutt’altro che difficile e deve esaminare con attenzione la strategia proposta da Bersani: l’unica possibile visto che il Pd, almeno per ora, non è disposto a prendere in considerazione le larghe intese. Il vero problema è che questa strategia più che coinvolgere tutto il Movimento 5 Stelle, punta a dividerlo: e dunque non promette, anche in caso di successo, una legislatura quantomeno turbolenta che può facilmente logorare un’eventuale maggioranza.

L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – A tutto questo si somma il fatto che le votazioni per il nuovo capo dello Stato potranno cominciare solo in maggio, mentre la crisi economica, al di là delle rassicurazioni a cui nessuno crede, si fa sempre più grave. Napolitano, dunque, non sembra orientato a fare gestire questa fase da un governo di minoranza che, battuto alle Camere, prenda il posto di Monti e porti il Paese alle urne a fine giugno. Piuttosto meglio difendere lo status quo in attesa del nuovo presidente della Repubblica: in modo da tranquillizzare i mercati internazionali.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Bersani dovrebbe sacrificare le ambizioni personali o di partito per il bene del Paese. Nelle Istituzioni, la fiducia non si conquista giorno per giorno, appropriandosi delle idee e dei progetti altrui. Non è democratico. Le scelte o le non-scelte del passato lasciano un segno. Ed è bene che sia così. Italia Vitiello Izzo

    • Bersani ha ormai piu’ di sessanta anni di cui gran parte trascorsi nella militanza di partito e con notevoli esperienze di amministratore pubblico e di Governo. E’ l’occasione della sua vita, provare a contribure a raddrizzare la nave “Concordia Italia” e a cominciare a cambiare davvero le cose.Ha il pieno sostegno del PSI e di questo non puo’ non esserne grato.Deve provarci in tutti i modi , non c’e’ altra possibile scelta per il nostro Paese in questo momento. cruciale.

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