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Opinioni e commenti
 

La “Zanzara” mette zizzania tra i grillini e Nichi Vendola
Pubblicato il 20-03-2013


vendola_campanella_m5s.pngC’è lo zampino di Giuseppe Cruciani e della sua Zanzarina che, se la scorsa volta non ebbe il coraggio di provocare una crisi diplomatica sotto elezioni, “bruciando” lo scherzo di Vendola a Bersani con l’espediente della canzone per evitare che qualcosa di serio uscisse, questa volta ha gioco facile sfruttando sull’inesperienza dei grillini alle prese con il loro tanto odiato “palazzo”.

I PROTAGONISTI – Protagonisti della storia sono il senatore siciliano M5S, Francesco Campanella, il suo collega Mario Michele Giarrusso, anche lui senatore siciliano grillino, e il leader di Sel, Nichi Vendola. Tutto è iniziato con delle esternazioni fatte in successione da Campanella prima e da Giarrusso poi, che sulle loro bacheche Facebook, in pieno stile grillino, avevano denunciato un tentativo di “abbordaggio” tramite una telefonata, proveniente da un numero anonimo, da parte di una donna che diceva di parlare dalla segreteria di Sinistra ecologia e libertà: successivamente, i due senatori riferivano di aver parlato con «un uomo con la stessa cadenza e le stesse caratteristiche di pronuncia che avevo sentito in televisione all’onorevole Vendola».

LA DENUNCIA SU FACEBOOK – «Mi ha chiamato Vendola. Mi ha fatto i complimenti per la mia scelta su Grasso e mi ha manifestato disponibilità ad accogliermi nelle fila della maggioranza laddove Grillo mi cacciasse». Così il senatore Campanella rende pubblico ai “cittadini” della rete quanto accaduto aggiungendo di essersi «sentito offeso».

LA RABBIA DI VENDOLA – La replica di Nichi Vendola non si è fatta attendere. Il governatore della Puglia, inferocito per le accuse pretende scuse minacciando denunce: «Purtroppo non sapevo dell’esistenza del senatore Campanella, che farnetica di una mia presunta telefonata per proporgli di entrare in Sel. Penso che sia stato vittima di uno scherzo. Lo appuri subito e mi chieda scusa: non sono un venditore ne un compratore di onorevoli senza onore. In assenza di scuse porterò il suddetto Campanella in tribunale, dove dovrà risarcirmi per una così ridicola e patetica diffamazione».

SI REPLICA – Poi, nella giornata di ieri, il copione si ripete, come già scritto. Il senatore Giarrusso, sempre attraverso il suo profilo Facebook, ha reso noto di aver ricevuto una telefonata sullo stesso tono di quella del suo collega Campanella: «Oggi mi ha chiamato Vendola. Mi ha fatto i complimenti per la mia scelta su Grasso e mi ha manifestato disponibilità ad accogliermi nelle fila della maggioranza laddove Grillo mi cacciasse». Parole alle quali Vendola risponde, questa volta attraverso una nota del portavoce nazionale di Sel, ricalcando la precedente posizione presa nei confronti di Campanella.

COMMENTI  INCROCIATI – «Apprendo che, l’onorevole Vendola dichiara di non avermi mai chiamato», replica Campanella, aggiungendo di non essere «uso ad esser fatto segno a scherzi telefonici e non frequento l’onorevole Vendola quindi ho ritenuto reale la telefonata in relazione ad approcci riferiti da altri colleghi da parte di politici riferibili ad altri partiti della maggioranza. Questi i fatti all’origine del mio post. Mi farebbe piacere essere sicuro che la telefonata fosse uno scherzo, né avrei piacere ad attribuire ingiustamente ad alcuno un comportamento politicamente scorretto. Purtroppo non conosco il modo per verificarlo. Aggiungo che contrariamente a scherzi di tema analogo, non è fino ad ora, stato reso pubblico sui media e ciò può avermi indotto in errore. Rimango a disposizione dell’onorevole Vendola, per i chiarimenti ulteriori che dovesse ritenere necessari».

IL GIALLO DEL CHIARIMENTO – Dopo la pioggia di dichiarazioni resta comunque il mistero se, alla fine, i due ignari litiganti siano riusciti a chiarire. In un primo momento, infatti, senatore del Movimento 5 Stelle, Francesco Campanella aveva detto di aver ricevuto una telefonata da parte del leader di Sel: Nichi Vendola «mi ha chiamato stamane. Ci siamo chiariti». Ma dall’ufficio stampa di Sinistra, Ecologia e Libertà smentisce.

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Per un simile scherzo una persona ci ha lasciato le penne, quanto aspettiamo a togliere la licenza di giornalista (se così si può definire un simile infame) al telefonista. Mandiamolo in parlamento a chiedere scusa e poi cacciamolo una volta per tutte.

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