martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

LAURA BOLDRINI PRESIDENTE DELLA CAMERA E PIETRO GRASSO DEL SENATO. STRADA SPIANATA PER UN “GOVERNO DI CAMBIAMENTO”
Pubblicato il 16-03-2013


grasso-boldrini

Dopo la giornata convulsa di venerdì, il neo Parlamento ha finalmente i suoi due presidenti: dopo l’elezione di Laura Boldrini a Montecitorio, conclusasi nel corso della mattinata, nel tardo pomeriggio anche Palazzo Madama ha scelto il suo presidente. É Pietro Grasso, ex procuratore anti-mafia e indicato da Pier Luigi Bersani. Su 313 senatori presenti e votanti, dopo il ballottaggio con il presidente uscente, Renato Schifani, Grasso ha avuto la meglio con 137 voti, mentre le schede bianche sono state 52 e quelle nulle 7. Decisivo il voto dei senatori del Movimento5Stelle, poiché il regolamento di voto del Senato impone la scelta di un presidente con il ballottaggio fra i due più votati al terzo turno.

GRASSO, LA POLITICA VA RIPENSATA – «Penso alla politica che va cambiata e ripensata dal profondo nei costi, nelle regole, nei servizi e nelle consuetudini, nella sua immagine rispondendo ai segnali che i cittadini ci mandano. Quest’aula spero diventi come una casa di vetro». Questo il commento-auspicio del neopresidente del Senato.

IL TESTA A TESTA GRASSO-SCHIFANI – Pietro Grasso, indicato come candidato da Pier Luigi Bersani ha ottenuto 137 preferenze, mentre il suo avversario, il presidente uscente di Palazzo Madama, appoggiato da Pdl e Lega, ne ha ottenute 117. Tutto è ruotato attorno ai 53 voti, o non voti, del movimento di Beppe Grillo e ai 19 del partito di Mario Monti. Grasso ha vinto al ballottaggio con 137 voti, 12 sono dunque le preferenze in più che il neopresidente del Senato ha incassato rispetto alla quota di Sel, Pd e Psi.

L’APPLAUSO DURANTE LO SPOGLIOCome avvenuto a Montecitorio, quando durante lo spoglio il neopresidente Boldrini aveva superato la soglia dei 310 voti necessari per l’elezione, anche quando Grasso aveva ottenuto già le 130 preferenze nel testa a testa contro Schifani, è partito l’applauso dai senatori del centrosinistra nell’emiciclo di Palazzo Madama. Silenzio e stupore, invece, da parte dei senatori “stellati”.

GRASSO, DALLA MAGISTRATURA ALLA POLITICA Il neopresidente del Senato, nato nel 1945 in provincia di Agrigento, ma cresciuto a Palermo, ha lasciato una carriera di 42 anni nella magistratura per candidarsi nelle file del Pd, alle recenti elezioni politiche. In questi anni di attività giudiziaria, Grasso è stato dal 2005 il capo della Procura nazionale antimafia confermato all’unanimità cinque anni dopo. Durante gli otto anni da procuratore nazionale antimafia sono stati catturati importanti latitanti tra cui Bernardo Provenzano, storico capo mafioso di Corleone, arrestato nell’aprile del 2006.

BOLDRINI NEOPRESIDENTE DELLA CAMERA Nel corso della mattinata come presidente di Montecitorio è stata eletta Laura Boldrini, deputata di Sel  e persona di profilo internazionale, da sempre impegnata per i diritti civili, che ha ottenuto 327 voti. Boldrini è la terza donna a presiedere la Camera dei Deputati, dopo Nilde Iotti nelle file del Pci, e Irene Pivetti che era nella Lega.

L’AUGURIO DI NAPOLITANO – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto dopo la loro elezione – a quanto si apprende – le telefonate dei nuovi presidenti della Camera, Laura Boldrini, e del Senato, Pietro Grasso, ai quali ha rivolto i migliori auguri per l’importante missione che li attende, dando loro appuntamento per i prossimi comuni impegni istituzionali, a cominciare da domani anche per la celebrazione della Giornata dell’Unità nazionale.

NENCINI, “CON DUE PRESIDENTI SODDISFATTA RICHIESTA CAMBIAMENTO” –  “E’ stata soddisfatta la richiesta di novita’ e di cambiamento con l’elezione alla presidenza di Camera e Senato di due figure provenienti da storie significative”. Lo afferma in una nota Riccardo Nencini, senatore del PSI e segretario del partito. “L’appartenenza di entrambe allo schieramento che ha vinto le elezioni non deve essere intesa come chiusura. Sarebbe un errore – continua -. Nella elezione di Uffici di Presidenza e vertici delle Commissioni dobbiamo garantire la massima apertura possibile. L’elezione dei due presidenti consente ora al Presidente della Repubblica di procedere alle consultazioni per la formazione del governo. L’Italia ha bisogno di un governo di cambiamento, con l’urgenza che i cittadini ci richiedono”, conclude.

BERLUSCONI LASCIA SENATO, CONTESTATO ALL’USCITA – Silvio Berlusconi ha lasciato il Senato ed e’ stato nuovamente contestato come era accaduto quando l’ex premier era giunto a Palazzo Madama. Una folla aveva circondato le sue macchine e quando il Cavaliere e’ uscito qualcuno ha iniziato a gridare ‘buffone, buffone’ mentre altre persone hanno strillato ‘pagliaccio, sei un nano, sei circondato’.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. mi dispiace per nencini, ma con queste due nomine non è stata “soddisfatta la richiesta di novità”, ma è stata fatta una scelta di due persone che sono a garanzia della politica.E’ con questo spirito che si deve andare avanti, non per soddisfare qualcuno o qualcosa, ma per dare il meglio.

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