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Opinioni e commenti
 

L’Eurogruppo affronta Cipro ma non dimentica l’Italia
Pubblicato il 05-03-2013


Eurogruppo-michalis_sarrisLa recente riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles ha affrontato principalmente la situazione cipriota. Il neo eletto ministro delle Finanze, Michalis Sarris, ha ribadito la volontà cipriota di negoziare al più presto un Memorandum of Understanding con i partners europei, in modo da sbloccare gli aiuti del meccanismo europeo di stabilità. Senza gli aiuti, infatti, Cipro potrebbe non essere in grado di rimborsare Titoli di Stato per circa un miliardo e mezzo di euro in scadenza già nel prossimo giugno.

SISTEMA BANCARIO CIPRIOTA CAUSA DELLA CRISI – La situazione cipriota è, infatti, alquanto grave, considerato che parliamo di un Paese di neanche un milione di abitanti, in cui però il settore bancario pesa per oltre quattro volte il PIL. Cipro, infatti, per molto tempo ha rappresentato una sorta di paradiso fiscale per oligarchi russi ed investitori anglosassoni alla ricerca della riservatezza. Nel tempo, però, proprio il settore bancario si è rivelato il grande tallone di Achille dell’isola. Infatti la recente crisi internazionale ha colpito fortemente Cipro soprattutto a causa dell’esposizione delle banche cipriote verso la disastrata economia greca. L’economia cipriota è andata in recessione, con un PIL indicato in flessione del 4% nel corso del 2013. Ma soprattutto, i parziali salvataggi che il Governo Cipriota ha operato a favore delle proprie principali banche, hanno finito con l’aggravare la situazione debitoria del Paese, con un deficit di bilancio ed un debito pubblico stimati a fine anno rispettivamente pari al 4,5% e 150% del PIL.

SALVATAGGI GOVERNATIVI INSUFFICIENTI – Data la progressiva svalutazione degli attivi bancari, le iniezioni di liquidità operate dal Governo Cipriota, pari a circa 2,5 miliardi di euro, si sono rivelati insufficienti. Si stima ora che per salvare Cipro occorrano ben 17 miliardi di euro, di cui 10 miliardi destinati alla ricapitalizzazione del sistema creditizio, 1 miliardo circa alla copertura del deficit di bilancio, 2,5 miliardi al rifinanziamento del debito in scadenza nel 2013 ed il resto per dare un poco di ossigeno all’economia dell’isola. Ma per accedere a questi fondi, il nuovo Governo cipriota dovrà negoziare, e dovrà farlo in tempi rapidi, un accordo con la troika composta da Commissione europea, BCE e FMI sulle riforme da implementare per far ripartire l’economia dell’isola. Tra queste, l’implementazione di una legge anti riciclaggio che aumenti la trasparenza del sistema finanziario cipriota.

EUROGRUPPO DISPONIBILE A SOSTENERE CIPRO – L’Eurogruppo ha così manifestato la disponibilità a sostenere Cipro nello sforzo di aggiustamento necessario a riportare l’economia cipriota in un percorso di crescita sostenibile, consolidare le finanze pubbliche e salvaguardare la stabilità finanziaria del Paese. Per questa ragione, ha auspicato che si arrivi in tempi brevi ad un accordo e si è posto l’obiettivo di arrivare ad un via libero politico entro la fine di marzo. Anche se non ufficialmente in agenda, nell’Eurogruppo si è parlato anche della situazione italiana, con il Ministro delle Finanze Grilli che ha esposto l’andamento delle nostre finanze pubbliche.

RESPONSABILITA’ DELL’EURO IN MANI ITALIANE – L’Italia, infatti, ha ben altro peso in Europa rispetto alla piccola economia cipriota. Una debacle delle nostre finanze potrebbe ripercuotersi sui mercati finanziari e contagiare l’indebolita Europa, mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’Euro. A tale proposito, a margine dell’incontro dell’Eurogruppo, il presidente Jeroen Dijsselbloem ha dichiarato che “la stabilità dell’Eurozona e il rispetto degli accordi raggiunti su come affrontare la crisi saranno seguiti da qualunque governo: la responsabilità è nelle mani italiane, ed è lì che noi la lasciamo”. Una responsabilità attuale e presente, di cui le forze politiche che si accingono a formare il Parlamento non potranno non tener conto.

Alfonso Siano

 

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