martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Eurogruppo salva Cipro, ma a che prezzo?
Pubblicato il 19-03-2013


Cipro-crisiL’Eurogruppo recentemente riunito a Bruxelles ha raggiunto un accordo politico con le autorità cipriote sui principi che governeranno il programma di aggiustamento macroeconomico richiesto al piccolo Stato del Mediterraneo. Gli aiuti concessi dai partner europei saranno rivolti soprattutto ad assicurare la stabilità del settore finanziario cipriota, a fronte di nuove imposte che dovrebbero consentire un consolidamento fiscale nell’ordine del 4,5% del PIL. Come già evidenziato in un precedente articolo sono le banche il principale problema dell’isola. Il settore bancario cipriota, infatti, ha subito pesanti perdite a causa della sua esposizione verso la Grecia. Il Governo cipriota ha provato a salvare le proprie banche, con una iniezione di liquidità di 2,5 miliardi di euro, ma i fondi sono risultati insufficienti a coprire tutte le perdite. Di conseguenza è andato in crisi la Repubblica di Cipro che ora, senza l’intervento dell’Eurogruppo, non sarebbe in grado di onorare i propri impegni.

AIUTI LIMITATI DALL’EUROPA – Ma l’aiuto europeo è alla fine limitato: ci si aspettava, infatti, che i partner europei mettessero a disposizione di Cipro circa 17 miliardi di Euro, di cui 10 per ricapitalizzare il sistema creditizio, uno per la copertura del deficit di bilancio, 2,5 per il rifinanziamento del debito in scadenza nel 2013 ed il resto per dare un poco di ossigeno all’economia dell’isola. Invece l’Europa ha stretto i cordoni della borsa ed ha decretato che per Cipro fossero sufficienti 10 miliardi di euro, cioè solo i fondi necessari a ricapitalizzare il sistema bancario.

CORSA AGLI SPORTELLI – Di qui la necessità per il piccolo Stato di recuperare altrove le risorse mancanti all’appello. Così, tenuto conto che gran parte della ricchezza dell’isola discende proprio dal fatto di essere una importante piazza finanziaria, si è deciso di tassare una tantum i correntisti delle banche. In particolare l’aliquota dovrebbe essere pari al 9,9% per residenti e non residenti che detengono sul proprio conto corrente più di 100 mila euro. Per chi detiene meno di questa cifra l’aliquota sarà pari al 6,75%. Ne è conseguita una prevedibile corsa agli sportelli e alle transazioni via internet da parte dei correntisti, per cercare di spostare altrove i propri soldi, fosse anche solo nelle filiali greche delle banche cipriote, che al momento sembrerebbero escluse dalla misura.

MISURE SEVERE PER LA PICCOLA ECONOMIA – Ma non finisce qui. Tra le altre misure concordate tra Cipro e l’Europa vi è l’aumento dell’aliquota d’imposta sui redditi d’impresa, che passa dal 10% al 12,5% e che dovrebbe portare nelle casse di Cipro ulteriori 200 milioni di Euro. Ancora, viene richiesta a Cipro una valutazione indipendente, che sarà effettuata da Moneyval, sul rispetto da parte del Paese della normativa europea in tema di antiriciclaggio. Nel caso dovessero emergere lacune nel sistema di controlli ciprioti, gli accordi con l’Europa prevedono che questi vengano corretti. Ancora, tra le ulteriori misure concordate non solo quella della ricapitalizzazione ma anche quella di una pesante ristrutturazione del sistema creditizio cipriota.

CONSEGUENZE PER GLI INVESTITORI – Dunque l’Eurogruppo ha inteso limitare allo stretto necessario il proprio supporto finanziario a Cipro. Il fatto poi che la piccola Repubblica chiami a sua volta in causa gli investitori privati per restare a galla, potrebbe far temere che vi sia un effetto contagio sulle varie piazze d’Europa. Quando si era trattato di salvare la Grecia, e i leader europei avevano chiesto ai creditori istituzionali di rinunciare ad una parte del loro credito, si era detto che sarebbe stata una misura eccezionale. Eppure, proprio a partire da quella decisione, vi fu una volatilità crescente sui mercati finanziari, che portò lo spread ad impennarsi con conseguenze negative per molti Paesi, tra cui l’Italia, che si videro costretti a riconoscere ai propri creditori un maggiore interesse, in virtù dell’inatteso rischio default su un Paese sovrano.

SI COLPISCE DOVE E’ PIU’ FACILE – Ma a ben vedere la situazione cipriota non è molto differente differente. Così come in Italia, in un momento di estrema difficoltà, si è scelto di prendere i soldi sul patrimonio immobiliare e sulle pensioni, così a Cipro si è deciso di colpire gli importi depositati sui conti correnti. Insomma niente di nuovo sotto il sole, si preleva sempre dove è più facile intervenire.

LA FILOSOFIA GERMANO-CENTRICA NON CAMBIA – E anche la filosofia di una Europa germano-centrica è sempre la stessa: i Paesi in difficoltà non pensino di poter uscire dalla crisi come ci sono entrati. Sono responsabili dei propri errori e della propria situazione. Per cui l’aiuto si limita ad evitarne il tracollo, ad evitare in qualche modo il contagio con gli altri Paesi europei, ma non va oltre. Come a dire che, se a causa del prelievo straordinario, della ristrutturazione del sistema bancario e delle nuove imposte sulle imprese, Cipro sarà meno competitiva nei confronti degli altri Paesi europei e più povera, pazienza. Purtroppo la parola solidarietà non va molto di moda di questo periodo.

E LA RUSSIA COSA FARA’ ? – Elemento curioso della vicenda: si dice che gli oligarchi russi abbiano depositi consistenti nelle banche cipriote ed è certo che qualche mese fa Cipro ha ottenuto un prestito dalla Russia di 2,5 miliardi di Euro, che ora vorrebbe rinegoziare estendendone la durata. Quanto avranno pesato e quanto peseranno ancora gli interessi degli oligarchi sulla scelta della Russia di sostenere Cipro?

Alfonso Siano

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