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Opinioni e commenti
 

L’intervista – Caso Meredith, l’avvocato Bongiorno: «Troppi errori sul Dna di Sollecito»
Pubblicato il 27-03-2013


Bongiorno-Meredith+Kercher

La Cassazione si è pronunciata: tutto da rifare. Il discusso caso che ha visto assolti in appello Amanda Knox e Raffaele Sollecito, in relazione alla morte di Meredith Kercher, si riapre con un annullamento della sentenza. Un pronunciamento che aprirà nuove polemiche e interrogativi e che, come afferma all’Avanti! l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Sollecito, potrebbe essere il risultato delle nuove perizie richieste dalla difesa: «avevamo individuato che l’attribuzione a Sollecito della traccia di Dna che lo incriminava era basato su una serie di errori», dice la Bongiorno ribadendo quanto dichiarato in merito alla «serie infinita di errori commessi dalla polizia scientifica». I giudici hanno accolto il ricorso del procuratore generale che aveva chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado con cui erano stati assolti i due ex fidanzati “perché il fatto non sussiste”.

La Cassazione ha dichiarato un vizio di forma annullando la sentenza di appello. Avvocato Bongiorno lei ha parlato di «una serie infinita di errori» da parte della scientifica.

Dopo la mia arringa, ma in realtà già da quando ho preso in mano questo caso, avevamo individuato che l’attribuzione a Sollecito della traccia di dna che lo incriminava era basato su una serie di errori che ho elencato. Non dobbiamo dimenticare che la traccia rappresenta l’unica prova a carico di Sollecito e, per questa ragione, noi abbiamo supplicato di avere una perizia che potesse dare giustizia di una prova raccolta senza criterio.

Cosa è accaduto poi?

È successo che quando, finalmente, si è celebrato il processo di secondo grado finalmente sono arrivati dei tecnici superpartes che, in base a valutazione di carattere scientifico, hanno escluso che la traccia che inchiodava il mio assistito potesse essere di Sollecito che, del resto, aveva sempre affermato di non trovarsi all’interno della stanza in cui era stato raccolto il reperto. Fu una perizia agognata.

Crede sia questa la ragione del pronunciamento della Cassazione?

Alla luce di questa sentenza bisognerà valutare le motivazioni della Cassazione. Attendo di leggerle per comprendere le ragioni che hanno spinto i giudici verso questa decisione. In ogni caso, rispetto alla traccia in un primo momento attribuita a Sollecito, ribadisco che non sono io che la definisco inattendibile, lo stabilisce una perizia. Per il resto bisogna attendere di conoscere le motivazioni.

Il Dna viene sempre descritto come una fonte di prova quasi assoluta. 

Il dna può essere una fonte di prova eccezionale, ma se solo è raccolto a norma, seguendo un protocollo ben preciso e se viene repertato con criteri stabiliti da norme internazionali. Non è stato questo il caso.

Non è la prima volta che, in Italia, si assiste ad indagini quantomeno “turbolente”, soprattutto in casi di processi mediatici.

Parlo solo per quanto concerne il caso da me seguito, perché degli altri non conosco i dettagli precisi. Quello che è accaduto nel mio caso è che, questa traccia poi raccolta in un secondo momento, nell’immediatezza è sfuggita alla scientifica. In realtà ci si rese conto dell’esistenza grazie ad un filmato realizzato durante i primi prelievi. Quindi si sapeva anche con precisione dove fosse. Poi si sono chiusi gli accertamenti, la polizia ha fatto le perquisizioni mettendo a soqquadro la stanza. Allora, dopo che erano entrate tante persone in quella stanza si è ritenuto di fare un secondo sopralluogo e, in quell’occasione, si è trovato il gancetto che, rispetto al filmato, era in un posto diverso e di un colore diverso.

In questi giorni si parla molto del caso dei marò. Da un lato l’Italia non riesce a mantenere il punto e rimanda a casa i militari. Dall’altro abbiamo una sentenza, ora annullata, che ha permesso alla Knox di sottrarsi ad un eventuale condanna.  

Non vedo un parallelo tra le due storie per un motivo semplice: se Amanda fosse stata una persona che viveva stabilente in Italia, si potrebbe dire che voleva sfuggire al processo. Ma, la giovane vive negli Stati Uniti, quindi il suo è un semplice ritorno a casa, è normale che lei sia lì. Poi, non so se vorrà seguire il processo. Per quanto riguarda Sollecito, lui è qui e rimarrà qui, escludo che fugga.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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