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Opinioni e commenti
 

L’intervista – Nencini: «Un’Italia nuova»
Pubblicato il 10-03-2013


Nencini-Psi

Questa sarà una settimana decisiva per le sorti del Paese. Sul tavolo della politica la ricerca della quadratura del cerchio tra i principali partiti politici dopo un voto che ha restituito una situazione complessa, fatta di alleanze difficili da individuare e maggioranze deboli. Al centrosinistra, forte del patto “Italia bene comune” tra Pd, Psi e Sel, la prima mossa per dare una risposta ai mercati che bocciano un risultato elettorale frammentato, agli auspici del presidente Napolitano a “fare presto” e ad una popolazione sempre più strangolata dalla crisi economica. Il segretario del Partito socialista italiano, Riccardo Nencini, lancia la proposta per un governo della responsabilità. Sedici punti che, per i socialisti italiani, rappresentano le priorità nell’azione di governo. Questioni, sottolinea Nencini, che «è possibile declinare già nei primi mesi di attività dell’Esecutivo e del Parlamento e che ribadirò al segretario del Pd Bersani questa settimana: gli consegnerò questo portolano per creare un’Italia nuova. Le chances di Bersani aumentano se si legano a un percorso di questa natura». Una proposta concreta, una via percorribile per uscire dall’empasse quella elaborata dal leader socialista, in una lettera aperta già inviata nei giorni scorsi a Bersani, Vendola e Tabacci. Punti fermi che non possono prescindere da un rinnovamento anche delle modalitàattraverso le quali dialogare con i cittadini per rendere accessibili ad una platea sempre più vasta le proposte di innovazione dei socialisti: di qui l’appello accorato del segretario Nencini ai giovani socialisti, invitandoli a «progettare idee e fare cose concrete per il partito».

Segretario Nencini, analizzando il risultato elettorale, dove ha sbagliato il centrosinistra?

Abbiamo dato una rappresentazione dell’Italia non più adeguata alle profonde fratture sociali e ai tanti cambiamenti dell’ultimo ventennio. Ha prevalso una lettura conservatrice di una certa sinistra. Troppa Fiom e poco terziario della conoscenza. Troppo attenti alle categorie consolidate e troppo poco al nuovo associazionismo.

Quale deve essere, invece, il compito di una sinistra moderna?

Quello di ridistribuire la ricchezza, trovare nuove forme di democrazia e costruire tutte le opportunità possibili in difesa di chi si trova in condizioni di bisogno: il primo e secondo punto sono storici, il terzo invece è nuova e dettato anche dal fatto che la spesa pubblica va indebolendosi. Va sottolineato che la seconda fase del governo Monti non ha creato le condizioni per rispondere a questi tre punti fondamentali, a questa va aggiunta anche una visione non adeguata a questa Italia.

Di chi ci si è dimenticati?

Sono state abbandonate due categorie senza diritti e tutele che, come tanti altri, non riescono ad arrivare a fine mese: chi ha un lavoro atipico che versa in condizioni disarmanti: alla difesa dell’art. 18 va aggiunto un art. 18 bis che tuteli i diritti fondamentali di questi lavoratori precari; i neo-professionisti, con un’ottima preparazione ma non avendo l’agevolazione di uno studio di famiglia avviato alle spalle non riescono ad esercitare la loro professione. Prioritario è anche il sostegno alle piccole e medie imprese: oggi non si muore di debiti ma di troppi crediti, in particolare nei confronti della pubblica amministrazione. Occorre in tal senso allargare le maglie del patto di stabilità. Non fermarsi alla difesa ma aumentare le opportunità godibilin per chi vive una condizione di fragilità.

Pensa che si viva una profonda crisi non solo sociale, ma anche della democrazia rappresentativa?

Assolutamente sì. Ritengo che la rivoluzione della Rete faccia sì che non ci si accontenti più della democrazia degli eletti. Penso in tal senso che sia opportuno coinvolgere le generazioni al senso dello Stato consentendo il diritto di voto ai sedicenni. Sono convinto che problemi strutturali che sollevano dibattiti nazionali come la Tav, possano essere affrontati introducendo una legge nazionale che preveda forme di partecipazione come le débat public francese.

Tra le sue priorità mette anche la riforma degli organi dello Stato?

Sì. Sono per la fusione dei Comuni più piccoli; lo scioglimento degli enti intermedi riassorbendone le funzioni da Comuni e Regioni; la riduzione del numero dei parlamentari alla Camera e per la trasformazione del Senato in Senato delle Regioni e delle Autonomie locali: così da ottenere una riduzione dei costi, lo snellimento dei tempi dei lavori parlamentari e una maggiore rappresentatività degli enti locali.

E su temi strategici per il nostro Paese come la formazione?

Vanno sviluppate politiche di sostegno agli studenti meritevoli fuorisede o Erasmus.

Quali saranno i rapporti tra Psi e Pd?

Chiariamo subito: io non entro nel Pd. La nostra delegazione in Parlamento sarà autonoma dal punto di vista politico e organizzativo. Autonomi nell’identità e nell’azione. Abbiamo già nel cassetto una serie di nostre proposte legate al mondo del lavoro e dei diritti civili, di cui ci faremo portatori in Parlamento. Il Psi discuterà il programma di governo sulla base del decalogo declinato in sedici punti dove sono contenuti provvedimenti tesi a favorire la crescita economica e rilanciare l’occupazione, la vera nostra priorita’.

Grillo parla tanto di “reddito di cittadinanza”, cosa ne pensa?

Penso a forme di salario vincolato allo svolgimento di lavori di pubblico interesse, cosa ben diversa dalla donazione demagogica a ricchi e poveri proposta da Grillo.

I segnali politici che giungono dall’ultima tornata elettorale impongono una riflessione sulle modalità attraverso le quali dialogare con i cittadini per rendere accessibili ad una platea sempre più ampia le proposte di innovazione dei socialisti. Come intervenire in tal senso?

C’è bisogno di costruire una fase nuova, attingendo a tutte le risorse che in questi anni sono cresciute con noi, a partire da ragazze e ragazzi, giovani che facciano progetti e proposte  per il futuro del partito. Occorre ripartire dai giovani e dal loro impegno sul territorio con proposte che possano tradursi in obiettivi concreti da far conoscere e da raggiungere.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Caro Segretario, non è che siamo in ritardo rispetto agli 8 punti già diffusi da Bersani. Avremmo dovuto concordare le proposte tra tutte le forze dell’alleanza di C.S.. Vedo comunque che la nostra voce è purtroppo sempre marginale e ininfluente. Forse occorrono interventi più tempestivi.

  2. Caro segretario (e finalmente senatore): ci siamo dimenticati di più cose, come ad esempio di quella fascia cospicua di nuovi disoccupati tra i 30 e i 50 anni e più; quindi non solo esodati, che hanno meno speranze dei più giovani di ritrovare lavoro (appunto per l’ età). Concordo con l’ impressione che si è avuta di un certo conservatorismo. I 16 punti sono condivisibili, ma erano già nel programma elettorale. Ho votato convintamente Bersani alle primarie ed alle elezioni (nelle Marche, quindi anche per lei) e probabilmente, tornando indietro, lo rifarei. Ma questo non può esimerci da una rifessione sui risultati, che sono, senza tanti giri di parole, una sconfitta. Comincio a domandarmi se, in un momento come questo e con l’ aria che tira, nonostante le ragioni di Bersani su Renzi, la presenza di un leader nuovo e giovane (anche se l’ età di per sè non conta) non avrebbe potuto darci risultati diversi. Con stima.

  3. L’art.49 della Costituzione è un problema prioritario. I Cittadini devono assumersi la responsabilità dello Stato attravarso i partiti. Partiti che attraverso gli Statuti diano la possibilità a chiunque, purché iscritto, a partecipare alla vita pubblica per mezzo di congressi seri e validi culturalmente. In questo modo credo che automaticamente si possa eliminare il contributo finanziario: contributo che sarà devoluto dagli iscritti attraverso donazioni e sul ritiro diretto in busta paga come adesso si fa con il sindacato.

  4. Caro segretario, ma dov’è finito il riformismo liberale e socialista? Per caso abbiamo paura o di dire cose riformiste? O non siamo ancora pronti?
    Perchè dobbiamo girarci ancora attorno? Sto parlando della revisione costituzionale, soprattutto della seconda parte della Costituzione! Per caso ci fa paura? L’architettura deve cambiare!! Non ne posso più di proporzionale, di compromessi che non vanno a fondo al problema e ai problemi. Vorrei occupare più spazio ma mi soffermo sul punto di Bersani (che sciagura la sua campagna elettorale!!) riguardante il conflitto di interessi. Di cosa stiamo parlando? La realtà è che nessuno la vuole!! SArebbe una autentica rivoluzione liberale e socialista, nel senso della giustizia e del rispetto dei cittadini, nel senso della meritocrazia. Non è che si voglia fare la solita seggina contro Berlusconi? Mentre abbiamo mogli, parenti, amici, magistrati nei consigli di amministrazione che occupano posizioni costose ai cittadini e loro si, in palese conflitto di interesse. Segretaro, da che parte stai?

    • caro segretario, in tema di rapporti con il Pd, se non ci sarà il via libera di Bersani, sulle reti Rai continueremo a non esserci, come socialisti.
      Quindi le nostre proposte, compresa quella elettorale, che a Bersani, te lo ha detto a Perugia, non piace – il proporzionale corretto – non raggiungeranno mai gli elettori. Va da sé che continueremo ad avere sempre meno voti. Di conseguenza vedremo come saremo “classificati” in Parlamento. Difatti non abbiamo i numeri per formare un gruppo autonomo, o sbaglio?

  5. Caro Riccardo,
    diventa difficile in questo …marasmo far capire alla gente il nostro ruolo e la nostra funzione. L’aver sposato la partecipazione alla campagna elettorale inserendo nelle liste Pd nomi autorevoli di compagni senza aver illustrato un progetto politico che non era e non è solo aver ottenuto il ritorno di una espressione socialista nel parlamento, ma sopratutto l’avvio di un processo di costruzione di una entità socialdemocratica anche in Italia per dare una vera alternativa ad un bipolarismo fatuo ed inconcludente, significa continuare a banalizzare un ruolo politico che oggi la sinistra e noi in particolar modo non possiamo più permetterci. Facciamoci promotori di una proposta forte: inziare a costruire l’unità politica dell’europa, senza la quale ogni sforzo di qualsiasi natura esso sia, è destinato ad essere inficiato dagli egoismi degli Stati membri. Oggi questo è possibile, avendo diritto di tribuna ed idee riformatrici per riscoprire ruoli e funzioni che sono mancati in questo ventennio trascorso. I poppulismi, i grillismi,i radicalismi,lo strapotere delle banche, il ritorno in europa di una destra pericolosa, si combattono solo con l’unità politica dei popoli. Bisogna fare presto!! Non prestiamoci ad alibi ne facciamoci coinvolgere in scelte non…nostre.
    Buon lavoro a te e ai compagni.
    Gino

  6. Egr.Segretario.
    Sono convinto che la serietà dei cittadini del movimento 5stelle, sia talmente profonda e sincera che accetteranno tutti i punti programmatici che mirano a un forte rinnovamento Sociale. Poniamo a loro la fiducia di un nuovo Socialismo moderno e riformista, chissà domani,potremmo incontrarci e crescere insieme.

  7. Caro Segretario, sembra ormai evidente che questa sinistra non riuscirà mai ad avere una maggioranza nel Paese. Per quanto ci riguarda abbiamo raggiunto un obiettivo entrando in Parlamento, bene, ora il nostro problema centrale è costruire un progetto e formare una classe dirigente che esprima un rapporto con la società congeniale a uno spazio possibile per il nostro partito, utile a rimettere ordine in questa sinistra ormai tutta omologata al PD.
    Non siamo di destra ma questa sinistra non ci piace

  8. Caro Nencini ,non è vero che il centrosinistra ha dato una rappresentazione dell’Italia con una lettura della stessa condizionata da una cultura conservatrice di una certa sinistra. Purtroppo se si applicasse una chiave di lettura veramente di sinistra della società che si è profondamente mutata nelle sue classi sociali,che anche se noi diciamo essere scomparse,in realtà ancora esistono,forse ci accorgeremo che è venuto il momento di tornare a rappresentare le nostre persone,lavoratori dipendenti,pensionati,lavoratori autonomi,disoccupati,povera gente tutti oggi accomunati da difficoltà economiche e purtroppo anche di rappresentanza,anche da parte di quei sindacati di cui io mi onoro di farne parte. Dovremo avere il coraggio delle nostre vere idee,senza la mediazione della paura di non salvare qualche (posto) mascherandolo come seggio di rappresentanza. Dovremo forse ricordare una frase attribuita al grande Pertini “ Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.”La gente poi capirà.Così invece vede solo il si salvi chi può.

  9. Tutto condivisibile compagno Nencini, ma te lo ripeto manca nel programma un qualsiasi cenno a quella che sta rivelandosi una vera e propria emergenza sociale: una legislazione tributaria che a partire dal famigerato D.P.R 602/1973 con governo a partecipazione anche socialista ha innescato una giungla normativa intricatissima e un processo esattoriale automatico cumulativo da parte dello Stato ed Enti Derivati distruttivo delle risorse di famiglie e imprese fino a provocare oggi disperazione endemica e perfino suicida o addirittura omicida.
    Cos’altro occorre che accada perchè una forza socialista quale il PSI si prenda carico di questo importante problema sociale facendone un punto prioritario del proprio contributo di programma per un governo della responsabilità e dell’emergenza nel nostro martoriato Paese?

  10. Cao segretario, avrei tante cose da dirti ma una te la preannuncio alle prossime elezioni, di qualsiasi tipo dobbiamo essere presenti con nostre liste, simbolo e candidati, indipendntemente dalla formula.

  11. Caro segretario,
    molto tempo addietro ebbi a spedirti una serie di pensieri personali e proposte per risolvere il PROBLEMA ITALIANO. ebbi una Tua risposta che la mia lettera la tenevi nascosta a casa Tua. Ho 73 anni e quindi non riuscii ad interpretare il motivo ed ancora ci penso.
    Mi sembrava che nei 10 punti che io chiamai comandamenti c’erano tutte le proposte di BERSANI, più due che una la proposta Renzi ed una non hanno il coraggiuo nessuno di parlarne, salvo quando gli scandali salgono le scale del Vaticano IOR Opus Dei e tutti gli altri privilegi.
    Quando ero studente, poi insegnante e libero professionista conoscevo anche un ° comandamento che adesso dico “AUTOSUFFICIENZA” compreso giornali.
    Questi miei pensieri risalgonmo a molti mesi prima delle elezioni, ma Tu l’hai lasciati a casa.
    Il Compagno Chianino

  12. Risposta a Rotano, non a Nencini al quale va la nostra piena fiducia .
    Alle prossime elezioni dobbiamo presentare liste socialiste , vero? E prepararci a sparire per sempre. Ma si ama così il partito? Non ha visto la fine dei Di Pietro e compagni, di Fini, ecc? Col vento che tira………

  13. Caro Segretario, credo che i nostri rapporti col PD siano un argomento da approfondire, in particolare a seguito di quanto si è verificato nelle elezioni in Lombardia e nella prospettiva di nuove elezioni. A questo proposito credo che dovremmo pensare subito ad una nostra visibilità: la presenza tua e degli altri compagni in Parlamento ci potrebbe permettere di fare una campagna pubblicitaria capillare su temi proposti dal PSI, da diffondere con volantini, sul web, con comunicati stampa, con manifestazioni nelle piazze, finchè anche la televisione si accorga che non può trascurare la presenza dei socialisti.

  14. penso che quella mano sulla spalla di bersani a nencini sia stato quanto di più aberrante si sia visto….abbiate il coraggio di dare il benservito a questo gruppetto che ha ottenuto lo striminzito risultato di entrare in parlamento nel gruppo pd…se avete qualche 30enne motivato provate a lanciarlo, fategli fare il ripulisti dell’ultimissima possibilità per i socialisti…e poi, basta con i cattocomunisti e gli estremisti alla vendola/cgil. Sarebbe utile un accordo con l’area Monti/Renzi

  15. Caro Segretario, Bersani ha nuovamente attaccatto senza alcun motivo il Compagno Craxi, accostandolo alla cosidetta pretesa di Grillo di fare il governo da solo. Mi sento offeso perchè non è vero e deve imparare a rispettare i Socialisti, che hanno sempre avuto comportamenti responsabili verso le Istituzioni democratiche. Non mi pento di non averlo votato. E’ comunque la riconferma della inadeguatezza di Bersani a guidare il nuovo governo. Se non avanziamo nostre proposte rischiamo di farci riportare a nuove elezioni senza aver fatto sentire le nostre ragioni. Spero in una chiara presa di posizione del PSI.

  16. Sono sostanzialmente d’accordo con le valutazioni del Segretario,in particolare al riferimento ai givai.Dopo la soddisfazione di avere di nuovo una compagine parlamentare.ci attendono momenti decisivi per la nostra auspicabile rinascita. Mi augoro che il partito attraverso una attenta analisi della situazione post elettorale sappia sviluppare proposte chiare e incisive per dare un contributo alla soluzione dei gravissimi problemi del Paese.

  17. Caro segretario, ci risiamo con i piccoli comuni. Pensi veramente che si salvi il bilancio dello stato accorpando i comuni sotto i 3000 abitanti? Ti ricordo che sono per la maggior parte comuni montani. E il territorio chi lo gestisce?
    Dimentichi ancora l’acqua pubblica per cui 27 milioni di italiani si sono espressi.
    Dove sono finite le idee raccolte il 5 gennaio 2013?
    Credo che a questo punto vi sia bisogno di un congresso che definisca i temi da affrontare e rinnovi il quadro dirigente.

  18. Cerchiamo di guadare oltre l’orizzonte visibile. Per essere veramente rappresentativi dobbiamo avere il coraggio di stare vicino ai problemi reali della gente. Per esempio sulla TAV il PD ha allungato la distanza tra ceto politico e popolazione e alla fine il risultato si è visto. Non disperdiamo il grande lavoro “sui beni comuni” abbiamo visto che sulla difesa del territorio e sui beni pubblici il popolo sovrano ha detto la sua. Dobbiamo proseguire in questa direzione perché abbiamo fatto scelta di collocarci a sinistra e ci siamo candidati ad essere la forza rappresentativa della sinistra in Italia, in Europa e nel Mondo.
    è il momento del coraggio, il momento di dire che esiste una forza che va al di là di tutti i sedicenti rottamatori. Questa forza è il Socialismo.

  19. Diamo troppo l’ idea di essere lontani dai problemi della gente; in particolare dei soliti che hanno di meno e che pagano questa crisi più di tutti. Da leggere alcuni scritti di Ballistreri e di Intini in tema di economia e federalismo. Comunque buona fortuna al Psi!…. Approfitto per un saluto a Franco Trappoli, da Sant’ Angelo!!

  20. Ha prevalso una lettura conservatrice di una certa sinistra. Troppa Fiom e poco terziario della conoscenza.
    No, caro segretario, abbiamo sbagliato anche noi già alle primarie. Noi siamo socialisti, riformisti e progressisti; mi dici cosa ha di questo Bersani? Non ho partecipato alle primarie perchè il carrozzone, l’apparato e la casta, che è anche di sinistra, aveva già scelto. Svegliamoci (0,14%) altrimenti la prossima sarà tutta di Grillo, compreso me, purtroppo.

  21. Bersani aveva fatto tanti passetti in avanti verso il socialismo di oggi e forse anche verso quello di ieri. Poi, purtroppo, come spesso accade ad alcuni ex Pci, trova il modo di fare un salto indietro (l’ ennesima sparata su Craxi) e tutto questo è deludente. Abbiamo votato per lui e subito dopo se ne torna con questi paragoni.

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