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Opinioni e commenti
 

M5S: Crimi, la gaffe sul Capo dello Stato e il “brutto” della diretta
Pubblicato il 22-03-2013


Crimi-Grillo-Napolitano

Professano la trasparenza sempre e comunque, ma il “bello della diretta” (streaming) li incastra. Una gaffe, una battuta infelice, irrispettosa della più alta carica dello Stato, del loro presidente. E per di più già sentita, la stessa che il capo va ripetendo da mesi. Se Grillo ha dato del “Morfeo” al capo dello Stato, il capogruppo dei M5S Vito Crimi raccontando ai suoi l’incontro del suo leader con Napolitano ha affermato: “Beppe ha cercato di spiegargli la rivoluzione che sta accadendo… e Napolitano è stato attento, non si è addormentato, Beppe è stato capace di tenerlo sveglio”. Pedantemente Crimi ha ripetuto lo stesso copione di Grillo. Il tutto trasmesso ieri mattina in diretta streaming. La rete s’infuria. Il “brutto” della diretta.

 

I SOCIAL NETWORK CONTRO CRIMI – Un passaggio che ha sollevato un’ondata di proteste sui social network. Condanne nei confronti del capigruppo sono arrivate a ripetizione su Facebook e Twitter, dove l’hashtag #Crimi si è trasformato in tormentone. C’è chi sottolinea come Crimi non faccia ridere, chi sostiene che abbia fatto ricorso al peggio della retorica del suo capo politico, chi mette in risalto la mancanza di rispetto.

POI ARRIVANO LE SCUSE – Fatto sta che la grandinata di critiche ha costretto l’esponente di punta del movimento a correre ai ripari, attraverso un post pubblicato su Facebook: “Sto ricevendo tante segnalazioni in merito al fatto che avrei offeso il Capo dello Stato – è la premessa del capogruppo al Senato di M5S – per una mia frase estrapolata dalla diretta streaming di una riunione in cui raccontavo l’esito dei colloqui. Ho ribadito più volte che si sono svolti cordialmente e che il Presidente è stato attento a quanto da noi enunciato e ho fatto riferimento a quanto detto dallo stesso Beppe amichevolmente direttamente al Presidente, che dopo averlo conosciuto non utilizzerà più l’appellativo di Morfeo. Non era mia intenzione offendere il Presidente – precisa ancora il senatore cittadino – e ho già chiamato il Quirinale per chiarire, onde evitare che si danneggi l’immagine del movimento per una mia frase estrapolata dal contesto. Ricordo che le nostre riunioni si svolgono in diretta streaming e nel corso di esse si parla liberamente, senza discorsi preparati e preconfezionati o artefatti e può capitare di dire qualcosa che risulti infelice come esposizione… Questa è comunque trasparenza, come la si voglia mettere. Le mie scuse al Presidente qualora abbia inteso le mie parole come offensive… E spero che i giornali trovino cose più importanti di cui parlare che vivisezionare ogni nostra parola…”. Ma in casi come questi la forma è sostanza. E il Presidente della Repubblica è anche il loro.

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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