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Opinioni e commenti
 

M5S: professano il culto dello streaming, ma poi tengono le riunioni “spinose” a porte chiuse
Pubblicato il 28-03-2013


GRILLINIPrima dell’arrivo in Parlamento, i ‘vecchi’ deputati temevano i grillini che avrebbero svelato all’esterno tutti i segreti del Palazzo, tramite webcam, ipad o quant’altro. Simbolo di questa trasparenza, e’ stata la famosa diretta streaming. Osannata e ostentata dai 5 Stelle, e’ stata usata per la trasmissione on line di alcune riunioni o meglio, parte di alcune riunioni. Come quella all’hotel Universo, dove parteciparono anche Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: peccato pero’ che una prima parte rimase top sercret. E cosi’ per altri ‘spezzoni’ di assemblee del Movimento. Lo streaming come simbolo di trasparenza e democrazia, almeno nella filosofia M5S, e’ stata poi portata alle estreme conseguenze con la decisione di trasmettere sul web gli incontri politici con gli altri partiti, comprese le consultazioni di ieri con Pier Luigi Bersani. Un modo, secondo i grillini, di raccontare le ‘magagne’ della vecchia politica.

SFIDUCIA ALLA LOMBARDI? – Ma quando le riunioni sono quelle grilline e le discussioni entrano nel vivo, con una dialettica e talvolta uno scontro interno forte in questa fase “difficile”, come ammettono in tanti, lo streaming viene dimenticato. Non c’e’ piu’ stato quando il gruppo al Senato si e’ diviso sul voto a Grasso, ad esempio, o quando si e’ votato per il ‘no’ ad una fiducia targata Bersani. Anche oggi, niente streaming sull’ennesima riunione fiume che si occupa tra l’altro del caso Lombardi, altro argomento spinoso con la gestione della capogruppo della Camera messa in discussione da alcuni deputati. Ufficialmente deputati e senatori grillini dovrebbero discutere della linea politica del movimento, di questioni organizzative relative alle commissioni e proposte di legge da presentare, ma sul tavolo della discussione, piuttosto animata in queste ore, anche il ‘caso Lombardi’, ovvero dei parlamentari laziali che hanno chiesto la sfiducia per la capogruppo alla Camera.

DEPISTARE I GIORNALISTI – Non solo niente streaming, ma scelta di un’aula diversa per depistare i giornalisti e poi il divieto di farli stare anche nelle vicinanze. Ad alimentare la tensione, anche le voci di un presunto arrivo di Beppe Grillo a Roma. Ma dallo staff, la notizia viene smentita categoricamente. E tra l’altro, tra i deputati e i senatori si conta gia’ qualche assenza a causa delle partenze per Pasqua.

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Commenti all'articolo
  1. E certo, democrazia loro. Un detto che dice sempre mio nonno e lo dice soprattutto per loro, che predicano bene ma razzolano male. Ma ci sta bene a chi li ha votati per protesta perchè ancora oggi le pecore d’Italia non hanno capito che la vera protesta si fa astenendosi al voto, perchè chiunque subentri non sarà mai diverso di ciò che si conosce, ma peggio

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