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Opinioni e commenti
 

M5STELLE A PORTE CHIUSE: «NON TUTTO QUELLO CHE FACCIAMO LO POSSIAMO DIRE FUORI»
Pubblicato il 04-03-2013


APERTURA-M5S-Summit

Via i giornalisti dalla hall dell’hotel Saint John di Roma, un militante che sulla soglia delle scale controlla chi può accedere alla prima riunione degli eletti del MoVimento 5 Stelle. Ma qualche cronista riesce comunque ad entrare nella saletta riservata del seminterrato dell’albergo. E riesce ad assistere a tutta la prima parte della riunione. Sedie disposte in circolo, per accogliere oltre 100 persone tra cui almeno una settantina di neoparlamentari grillini. A moderare il dibattito, due esponenti romani del MoVimento, e una – si riesce a riconoscere – è Roberta Lombardi.

“LA LINEA COMUNICATIVA CI VERRA’ DETTA DOMANI” – E allora tre minuti di intervento ciascuno per i ‘cittadini’ che sull’onda dello tsunami grillino siederanno ora sui banchi di Camera e Senato: ci si presenta, anche solo per nome, si dice la regione e la Camera d’elezione. E poi la propria opinione sul tema del meeting: come strutturare la comunicazione interna tra gli eletti? Perché sul rapporto con la stampa si discuterà domani, alla presenza di quello che viene chiamato “lo staff”, ovvero Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio su tutti. Come dice candidamente un eletto siciliano: “Casaleggio ha costruito un impero, ne sa più di noi, parliamone domani con lui”. E un altro eletto aggiunge: “la linea comunicativa da tenere all’esterno ci verrà data domani, oggi non ne parliamo. I giornalisti – è il consiglio ai ‘colleghi’ – prendeteli per il culo come ho fatto io oggi, divertitevi… Tanto la nostra notorietà durerà 15 giorni, poi i parlamentari normali non se li fila più nessuno, non sono come i ministri: Scilipoti lo conoscevano tutti solo perché ha tradito…”.

“NON POSSIAMO DIRE ALL’ESTERNO TUTTO QUELLO CHE FACCIAMO O DICIAMO” – E soprattutto, è il consiglio di un altro eletto, “non tutto quello che diciamo o facciamo lo possiamo riportare all’esterno. Per ora affidiamoci allo staff e al blog”. Insomma, “la linea di comunicazione all’esterno ce la darà domani Beppe, ma noi ci siamo con le nostre facce: basta gossip da pizzeria, pasta parlare con la stampa. Sì invece al feedback con chi ci ha eletto, scrivete sulla vostra pagina Facebook”. E soprattutto, è il suggerimento di un altro eletto, “sulla mail ufficiale di Camera e Senato dobbiamo rispondere ai cittadini”.

I PRIMI DUBBI – Di temi politici come le alleanze future e la linea da tenere in Parlamento non si discute affatto. Ma qualche perplessità inizia a serpeggiare. Come quella di Paola Taverna, eletta al Senato nel Lazio: “Tutti mi chiedono cosa faremo. E a me la chiusura non piace: da una parte siamo un modello di apertura, e poi ci chiudiamo? Dobbiamo dire qualcosa ai milioni che ci hanno portato qui, la gente vuole sapere che intenzioni abbiamo. Non perdiamo le persone che ci hanno portato qua: è la gente che deve fare politica e noi siamo dei portavoce. Oppure moriamo in tre mesi”. La questione delle alleanze e dei possibili ‘tradimenti’ esce fuori solo come battuta, quando è il turno di intervento di Vincenzo, che però non risponde alla chiamata. E qualcuno scherza: “E’ già passato al Pd…”.

COME COMUNICANO I GRILLINI? – Sulla comunicazione interna ci sono diverse proposte: chi spinge per una mailing list degli eletti come Filippo Gallinella (Umbria, Camera), chi come Bartolo Pepe (Campania, Senato) preferisce Facebook, chi propone discussioni su un server indipendente. Di sicuro “non gli sms che costano”. Un siciliano osserva: “Da noi è diventata impossibile la discussione on line. Siamo partiti col forum, siamo passati alla mailing list, ora siamo agli incontri sottocasa…”. Alla fine si passa al voto, anche sulla scorta di un eletto che osserva: “E’ più di un’ora che siamo qui e ancora non abbiamo deciso niente. Non è che facciamo tutte le settimane così?”. Roberta Lombardi tira le somme: “Mailing list di servizio per gli appuntamenti, con l’alert sul calendario del cellulare. Chi ha lacune tecniche farà ripetizioni…”. Ai voti passa a maggioranza l’opzione di una mailing list su un Google group. Sempre a maggioranza, viene approvato un forum organizzativo per problemi logistici, come i curricula di chi si propone come assistente parlamentare o la ricerca degli appartamenti da affittare a Roma. Approvata anche la proposta di incontri settimanali, di persona, degli eletti: insieme deputati e senatori perché “è meglio avere una sola linea”. La certezza è che “tra 10 giorni siamo nel Grande Fratello, vivremo cinque anni tutti assieme, nasceranno odi e amori…”. Ma comunque, osserva Alessandro Di Battista (Lazio, Camera), “passata la sbornia arrivano le responsabilità. Ma sono giorni belli, niente facce scure che lavorare al Sulcis è peggio. Siamo e mostriamoci positivi”. Con qualche accortezza: “Attenti a chi vi si avvicina ora per fare l’attivista, sta entrando di tutto: le persone che vogliono entrare vanno canalizzate”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. non si e capito ancora cosa cacchio faresti per rimettere in moto il paese.grillo smettidi fare sempre discorsi da bar,e ora di pensare al paese non alla propria tasca,altrimenti se volete la guerra civile…..ci siamo vicini.

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