lunedì, 25 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

MONTI SUI MARO’: «LE DIMISSIONI DI TERZI HANNO UN ALTRO SCOPO»
Pubblicato il 27-03-2013


Monti-Terzi-Maro

Sul caso marò arriva il “giorno della verità” per il premier Mario Monti dopo le dimissioni “ a sorpresa” del titolare del dicastero degli Esteri, Giulio Terzi. E proprio rispetto alle dimissioni di Terzi, Monti ha parlato di modalità «inconsuete» criticando l’ex ministro per la gestione della fase del rientro dei militari in Italia su concessione indiana in occasione delle elezioni politiche: «Trattenere i marò in Italia era oggetto di decisioni in itinere che non avrebbero dovuto essere oggetto di precipitose dichiarazioni alla stampa, che Terzi ha fatto, anticipando il risultato finale che non si poteva dare per scontato».

MONTI INSINUA ALTRI “FINI” DIETRO IL GESTO DI TERZI – Monti ha, inoltre, precisato che Terzi abbia, in realtà, sempre ufficialmente appoggiato la linea concordata con il governo e ha citato un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica come prova. Il premier ha detto che Terzi non avrebbe mai accennato all’intenzione di dimissioni: «Sono rimasto stupefatto per ciò che il ministro Terzi ha fatto e per ciò che non ha fatto», visto che Terzi non avrebbe informato nessuno e non si sarebbe opposto senza, peraltro, «preannunciare le proprie decisioni». Secondo la lettura del “Professore” il vero obiettivo dell’ex ministro degli Esteri «non era quello di modificare una decisione, alla quale aveva consapevolmente partecipato, ma era quello più esterno di conseguire altri risultati che nei prossimi tempi diventeranno più evidenti». Il riferimento, naturalmente, è a possibili ambizioni di future candidature politiche da parte di Terzi.

MONTI SMENTISCE LA TESI DELLO “SCAMBIO” CON FINMECCANICA – Monti ha anche affrontato la questione delle ipotesi che vogliono legare la vicenda dei due militari, trattenuti in India per rispondere di omicidio, con presunti affari legati a Finmeccanica. Riferendosi alle ipotesi avanzate ieri dal rappresentante del M5S, che parlavano di uno scambio rispetto a forniture all’India del colosso della Difesa, il premier ha precisato: «Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su scambi o interessi privati. Le valutazioni sui rapporti economici non hanno condizionato l’obiettivo prioritario, ovvero di tutela dei nostri connazionali: la nostra priorità sono sempre state la sicurezza, l’incolumità e la dignità dei due marò e di tutti i cittadini italiani che si trovano in India, partner di primo piano».

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Commenti all'articolo
  1. Una vicenda gestita pessimamente sin dal suo incipit. E’ impensabile che dei rappresentanti dell’Esercito Italiano vengano posti nella disponibilità di un armatore privato che decide autonomamente di lasciare le acque extra territoriali (ove è accaduto l’incidente) per consegnare i due marinai alle autorità di un Paese chiaramente ed evidentemente ostile in via pregiudiziale. Ma l’ improbabile ministro Terzi non ha avuto nulla da dire sul comportamento dell’armatore della nave nè sulle regole di ingaggio di questi militari a bordo delle navi in quel golfo. E non ha neppure chiesto che alle varie fasi processuali siano presenti osservatori di organismi internazionali. Ma questo personaggio, così evidentemente approssimativo, chi lo ha proposto come ministro?

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