mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Morte Chávez: dopo di lui è possibile un’altra America?
Pubblicato il 07-03-2013


ChavezLa morte di Hugo Chávez sembra destinata ad aprire scenari nuovi non solo in Venezuela, ma anche nel complesso delle relazioni interne al subcontinente latinoamericano e di quelle con gli Stati Uniti. La situazione interna sarà probabilmente più chiara in tempi brevi. La Costituzione prevede infatti nuove elezioni presidenziali entro un mese. A sfidarsi saranno con ogni probabilità il  vice presidente,  Nicolás Maduro, e il governatore dello Stato di Miranda, Henrique Capriles, il leader dell’opposizione già nettamente sconfitto da Chávez lo scorso ottobre. Maduro, per quanto possono valere i pronostici elettorali, dovrebbe prevalere. Dopo tutto, come successore lo ha designato proprio  Chávez, che nell’ultimo decennio  ha vinto 14 tornate elettorali su 15, con l’unica eccezione del referendum per la riforma costituzionale del 2 dicembre 2007. Ma  anche a   un chavismo senza Chávez è difficile credere.

La malattia di Chávez  è stata vissuta in Venezuela con sentimenti di forte contrasto, che potrebbero però non riproporsi direttamente in campagna elettorale. Per l’opposizione, l’impossibilità del leader bolivariano di essere presente, lo scorso gennaio, alla cerimonia di insediamento avrebbe dovuto essere motivo sufficiente per invalidarne la rielezione. Di contro, lo stesso Maduro, nell’annunciare la morte di Chávez ha accusato esplicitamente  gli Stati Uniti di avergli inoculato il cancro, facendo riferimento anche ad analoghe voci che accompagnarono la morte del leader palestinese Yasser Arafat. Poche ore prima, il Governo venezuelano aveva espulso due addetti militari dell’ambasciata statunitense, accusandoli  di aver «proposto piani cospiratori» a ufficiali venezuelani in servizio attivo, con  l’intento di indurli a organizzare un colpo di Stato.

Maduro potrebbe aver puntato a  compattare i sostenitori del presidente morto su uno dei sui argomenti tradizionali, appunto l’antimperialismo. Tuttavia, sono in molti a interrogarsi sull’effettiva portata, in termini di politiche reali, di una simile posizione. Anche  Governi  su posizioni politiche lontane da quelle venezuelane guardano all’integrazione latinoamericana come a un’alternativa al condizionamento  statunitense, sia come  modello di sviluppo sia  più propriamente politico.  Oggi in America latina ci sono  Paesi molto più decisi a difendere la propria sovranità e in qualche caso, soprattutto il Brasile,  ad assumere un ruolo autonomo e rilevante nel contesto internazionale.

La scomparsa di Chávez, però, potrebbe rendere  più facile l’azione del Governo di Washington in quello che una volta veniva definito il suo cortile di casa. Del resto, non è un caso se la morte di  Chávez ha bloccato immediatamente le polemiche con Caracas. Paradossalmente, ma non tanto,   Barack Obama oggi ha condizioni più favorevoli per confermare la scelta di  misurare la propria  leadership non sul piano della forza, ma  della cooperazione allo sviluppo e dei rapporti commerciali vicendevolmente vantaggiosi.

Odisseo

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