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Opinioni e commenti
 

Napoli, brucia la Città della Scienza. La ‘longa mano’ della camorra su un’eccellenza partenopea
Pubblicato il 05-03-2013


Incendio-città-scienza-NapoliCon buona probabilità ha natura dolosa e con assoluta certezza è stata distrutta una delle poche realtà qualificanti e perfettamente funzionate di Napoli. Una “cosa bella” andata in fumo in poche ore. Un incendio, divampato ieri sera, ha distrutto la “Città della Scienza” di Napoli, noto complesso che ospitava esposizioni museali, dimostrazioni e progetti scientifici, nonché un centro congressi. Le fiamme hanno imperversato per tutta la notte: nonostante l’intervento dei Vigili del Fuoco, si parla di circa diecimila metri quadrati rasi al suolo. Non c’è stato nessun ferito, dal momento che la Città, ieri, era chiusa. Le cause del rogo sono ancora da accertare. Tre squadre di Vigili del fuoco sono ancora al lavoro per ultimare le operazioni di spegnimento dell’incendio violento che ieri notte ha distrutto quattro dei sei padiglioni di Città della Scienza a Napoli, danneggiando in parte anche un quinto. L’allarme era stato dato da un custode intorno alle 21:40. La struttura, che ospita incubatori di imprese e un Museo della Scienza sul modello di quello di Parigi, era chiusa, come tutti i lunedì. Ad alimentare le fiamme, molto violente, soprattutto il legno, materiale impiegato per un restauro di ex capannoni industriali del primo Novecento. Ieri sera, oltre ai pompieri, sul posto anche la Polizia e il magistrato di turno per i primi rilievi. La Città della Scienza era stata inaugurata nel 2001, aveva 160 dipendenti, e vantava 350mila visitatori l’anno, con una manifestazione di punta, “Futuro remoto”, che anticipava temi e problemi della scienza contemporanea.

LE INDAGINI. DE MAGISTRIS, SEMBREREBBE INCENDIO DOLOSO – Gli investigatori stanno cercando di chiarire se l’incendio sia di natura dolosa oppure accidentale. L’area è stata posta sotto sequestro mentre gli uomini della Scientifica stanno effettuando ulteriori rilievi. «Ad occhio e per esperienza mi sembra un incendio doloso per la rapidità, devastante. Napoli saprà reagire, ha grande cuore, dignità e forza, non bisogna piegarsi e ripartire subito». Così il sindaco Luigi de Magistris, stanotte, ha commentato il rogo che ha raso al suolo Città della Scienza a Bagnoli in quello che secondo lui potrebbe essere stato un atto voluto e non un tragico rogo accidentale. «Ore drammatiche per Napoli, questa notte sono stato tra Città della Scienza distrutta e gli sfollati della riviera di Chiaia, stringiamoci». Così su Twitter il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, sull’incendio che la scorsa notte ha distrutto la Città della Scienza a Napoli. La struttura ospitava incubatori d’impresa e un centro congressi.

EX SINDACO IERVOLINO, MOMENTO DIFFICILISSIMO – «La città di Napoli è stata colpita nella giornata di ieri da due eventi devastanti che, per fortuna, non hanno procurato vittime, ma possono avere conseguenze pesantissime». Lo afferma l’ex sindaco della città, Rosa Iervolino Russo. «Tutti coloro che amano la città di Napoli, a cominciare da me, hanno il dovere in questo momento di mettere a disposizione tutta la loro capacità ed il loro ingegno per aiutare Città della Scienza ad uscire da questo difficilissimo momento», ha aggiunto Iervolino. Secondo l’ex ministro dell’Interno, la Città della Scienza «rappresenta un vanto per la nostra città riconosciuto a livello internazionale, ed è fonte di lavoro per centinaia di famiglie che vivono in queste ore la sensazione che anche il loro futuro sia stato ridotto in cenere: dobbiamo essere tutti al loro fianco e rimboccarci le maniche affinché ciò non avvenga. Rivolgo a tutto il personale della struttura la mia più viva solidarietà, in particolare a Vittorio Silvestrini, che ha fatto della realizzazione di Città della Scienza l’oggetto di una lunga e intelligente fatica e l’obiettivo della sua vita, di scienziato e di uomo».

LAVORATORI PER STRADA – Sono 160 i lavoratori diretti occupati nella Città della Scienza di Napoli, distrutta da un rogo di enormi dimensioni. Un centinaio sono invece gli operatori dell’indotto, impegnati, in particolare in attività di pulizia, ristorazione, manutenzione e grafica. Da quasi un anno i lavoratori denunciano difficoltà e ritardi nell’erogazione degli stipendi. «La situazione – sottolineano fonti sindacali – c’è stata gestita grazie al forte senso di responsabilità e alla compartecipazione degli addetti che hanno accettato anche salari di solidarietà in base ad accordi sindacali finalizzati a non intaccare i livelli occupazionali». Scene di disperazione tra i dipendenti della struttura devastata dal rogo le cui cause sono ancora sconosciute. Questa mattina i circa 160 dipendenti del museo si sono radunati per cercare di capire quanto successo e avere qualche rassicurazione sul loro futuro occupazionale. Insieme con loro anche gli addetti dell’indotto. L’area è quella dell’ex Italsider di Bagnoli. Dopo gli interventi di riconversione, i dipendenti collocati nella struttura di Città della Scienza temono ora di non trovare più occupazione.

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