martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

NAPOLITANO “CONGELA” BERSANI E PRENDE IL TIMONE DELLE CONSULTAZIONI
Pubblicato il 29-03-2013


Bersani QuirinalePierluigi Bersani sale al Quirinale senza i numeri ma il suo tentativo non può dirsi ancora fallito, semmai “congelato”. Di fronte allo “stallo” che il leader del Pd denuncia nel colloquio di oltre un’ora e mezzo con Giorgio Napolitano, il meno ‘notarile’ dei Presidenti della storia repubblicana entra in partita direttamente e ‘senza indugio’, per verificare con consultazioni lampo in 24 ore se questo stallo puo’ essere superato, se c’e’ una soluzione piu’ forte di quella prospettata dal leader Pd o se alla fine Bersani dovra’ andare con un incarico pieno a cercare la fiducia in Parlamento.

NAPOLITANO PROVA A SBROGLIARE LA MATASSA – Questa sera, o al piu’ tardi sabato mattina, si capira’ se e come Napolitano riuscira’ a portare il Paese fuori dalle secche di questa crisi. Dopo “l’esito non risolutivo” del tentativo di Bersani, il Capo dello Stato si propone ‘senza indugio’ di esperire “iniziative per gli sviluppi possibili del quadro politico-istituzionale”. In sostanza, valuterà in prima persona se ci sono ancora degli spiragli (soprattutto sul fronte del Pdl, determinatissimo a spuntare il nome del prossimo inquilino del Colle senza spazi di trattativa) che consentano al segretario del Pd di proseguire la sua corsa o se si dovranno cercare delle alternative come, per esempio, un governo del presidente con un programma definito e guidato dA un tecnico di rango a cui affidare l’incarico in tempi strettissimi, forse gia’ da domani sera, si ragiona in ambienti parlamentari.
Tant’e’ che stanno gia’ circolando i nomi di Saccomanni, Cancellieri e Giovannini (il presidente dell’Istat) per questo ipotetico incarico.

BERSANI E’ ANCORA IN CAMPO – Il leader del Pd, dopo aver accettato “con la massima determinazione” il preincarico, si ritrova dopo una settimana di consultazioni alla casella del via del gioco dell’oca. A Napolitano spiega le ragioni dello stallo: “difficolta’ derivate da preclusioni e condizioni che non ho ritenuto accettabili”, scandisce senza mai pronunciare la parola ‘rinuncia’ (della quale non v’e’ traccia neppure nella nota del Quirinale, letta dal segretario generale Donato Marra). La partita, dunque, resta aperta ed e’ tutta nelle mani del Capo dello Stato. Bersani e’ ancora in campo e, finche’ Napolitano non avra’ verificato che non ci siano ipotesi piu’ forti e soluzioni piu’ solide, il suo nome resta.

SECONDO GIRO DI CONSULTAZIONI – Intanto il Pdl si prepara ad aprire oggi il giro delle consultazioni (potrebbe essere Berlusconi stesso a salire al Quirinale) portando a Napolitano la disponibilita’ alle larghe intese insieme alla pretesa che il suo successore al Colle sia una “figura di garanzia”. Di certo il Cavaliere ha dimostrato non solo di poter sedere al tavolo delle trattative, ma di poterlo fare in modo da determinarne le sorti. Il Movimento 5 stelle di Grillo rompe ancora gli schemi lanciando ieri una provocazione: si puo’ andare avanti anche senza un governo, il Parlamento puo’ legiferare e fare una nuova legge elettorale. I montiani di Scelta Civica si affidano a loro volta con fiducia al Presidente della Repubblica, dopo aver fatto capire al mattino al leader del Pd che il loro appoggio era in bilico: “Non c’e’ la svolta da noi richiesta”.

IN CASA PD – Delicatissima anche la partita che si gioca nel Pd, e soltanto rinviato, in attesa delle iniziative del Colle, il redde rationem tra chi punta alle larghe intese ed al governo del presidente e chi (come anche gli alleati di Sel) vuole l’incarico pieno al segretario.

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Commenti all'articolo
  1. Continuare a sostenere il tentativo di Pier Luigi Bersani anche se “messo provvisoriamente in frigo” e’ per il PSI una strada politicamente e moralmente obbligata.
    Sara’ quel che dovra’ essere ma anche quel che vorremo.
    Saluti e Buona Pasqua a tutti i compagni.

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