giovedì, 18 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

GOVERNO, BERSANI SALE AL COLLE
Pubblicato il 28-03-2013


QuirinalePier Luigi Bersani e’ giunto da pochi minuti al Quirinale per riferire al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l’esito delle sue consultazioni da presidente del Consiglio incaricato. Le consultazioni con le forze politiche si sono concluse stamane e avevano lo scopo di verificare se esistono i numeri, soprattutto al Senato, tali da poter formare un esecutivo, guidato dallo stesso Bersani. Nella mattinata si sono svolti gli ultimi incontri di Bersani: dopo l’Unione di Centro, è stata la volta del Gruppo Sel Camera dei Deputati e con i Gruppi Pd Camera e Senato. Qualora i numeri non dovessero esserci si apriranno scenari di governo che potrà essere “di scopo” o del Presidente o di pausa o istituzionale. L’ultima parola spetta a Giorgio Napolitano.

L’OTTIMISMO DEL PORTAVOCE PD – Luigi Zanda, capogruppo del democratici al Senato ha espresso ottimismo spiegando che vi è «ancora spazio per risolvere in modo positivo la situazione: capita spesso che le partite, specie le più delicate, si risolvano nell’ultima fase, ma è necessario che tutte forze politiche sappiano assumersi le loro responsabilità». «Sono state poste condizioni inaccettabili e irricevibili – ha proseguito Zanda – la cui impraticabilità dimostra la strumentalità con cui vengono poste. Crediamo nelle ore davanti sia ancora possibile una svolta positiva».

SEL, MAGGIORANZA BERSANI DA VERIFICARE IN AULA – Nel frattempo l’alleato di Bersani, Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola intende verificare in Parlamento l’eventuale maggioranza del governo del leader democratico, mentre conferma di non voler appoggiare eventuali aperture o cessioni al Pdl. A rendere note queste intenzioni è il capogruppo di Sel alla Camera, Gennaro Migliore che ha voluto rimarcare la totale contrarietà «a qualsiasi forma di governo che contempli nella maggioranza politica il Pdl e Berlusconi».

LA LAMENTELA DI LISTA CIVICA – Sul fronte di Lista Civica, il partito del premier dimissionario è stato messo in rilievo che da 48 ore «poco si è visto riguardo alle nostre richieste». Quesa la nota del partito di Monti, in cui viene lamentata l’assenza di «contenuti riformatori» e il coinvolgimento «più consistente» del centrodestra.

NENCINI, CENTRODESTRA DICA COSA VUOLE FARE – ‘Il rischio si nasconde nell’ultimo miglio. Bersani porti al Quirinale la proposta di un governo di cambiamento aperto a eccellenze e di una ‘costituente’ per le riforme istituzionali’. Lo dice Riccardo Nencini, segretario del Psi. ‘I grillini hanno gia’ dato prova di totale disinteresse – sottolinea il senatore socialista – per il paese nel quale vivono. Il centrodestra dica agli italiani che cosa intende fare’.

DI LELLO, COL NO A BERSANI ELEZIONI PIU’ VICINE – “Bersani e’ stato generoso, mettendosi in gioco anche personalmente per dare un governo al Paese”. E’ quanto afferma Marco Di Lello, coordinatore della segreteria del PSI, commentando la conclusione del giro di consultazioni di Bersani al termine del preincarico. “Dall’altra parte Grillo – prosegue il parlamentare socialista – ha cancellato qualunque ragionevole dubbio confermando che non gli interessa affatto il governo del Paese, ma solo il successo propagandistico del suo movimento. Berlusconi poi ha chiarito che il suo principale obiettivo e’ quello di tornare in gioco. A questo punto gli italiani sanno quali sono le forze responsabili e quali quelle irresponsabili. Se non si riesce a raccogliere un consenso piu’ largo possibile attorno a quella soluzione del ‘doppio binario’ che Bersani ha proposto a tutti e che ci appare come la piu’ utile e ragionevole per il bene comune del Paese la via delle elezioni e’ sempre piu’ vicina. E noi – conclude Di Lello – siamo pronti a percorrerla fiduciosi nel giudizio degli italiani”.

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Commenti all'articolo
  1. La sinistra postcomunista non riesce a fare il salto che la porti a superare la cuktura accumulata in tanti anni di radicalismo antigovernativo, giustificato in tempi di regime sabaudo, incomprensibile in epoca repubblicana uscita dalla Resistenza. Perchè in Italia non viene accettata la collaborazione con i liberaldemocratici? Si pensa che in altri Paesi (come la Germania)i liberaldemocratici siano così migliori dei nostri? Solo il rapporto clerico-comunista è consentito nel Bel Paese?

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