mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

NONOSTANTE IL DIETROFRONT DEL CAPO, IL PDL SFILA IN CORTEO DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO
Pubblicato il 12-03-2013


Protesta Pdl tribunale

Non solo grillini pronti a non votare alcuna fiducia a nessun governo. Ma anche un Pdl pronto a minacciare un “Aventino” di centrodestra, avanzato ieri dal segretario Angelino Alfano (il riferimento è al 1924 quando, dopo il delitto del deputato socialista Giacomo Matteotti, i parlamentari antifascisti decisero di astenersi dai lavori parlamentari, riunendosi separatamente). Dunque gli eletti Pdl potrebbero decidere di non partecipare alle prime sedute in Parlamento, sino a quando non saranno accolte le richieste del partito sulla questione della giustizia. La minaccia è emersa ieri durante il corteo dei parlamentari Pdl che, in seguito alla richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, da parte dei giudici della Procura di Napoli, hanno deciso di “disobbedire” al capo, manifestando davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Nel frattempo sul fronte del processo Ruby è stato autorizzato il legittimo impedimento richiesto dalla difesa di Berlusconi, ricoverato al san Raffaele di Milano per una uveite e accusato di concussione e prostituzione minorile.

LA MANIFESTAZIONE-PROTESTA DEL  PDL – Nonostante domenica, in una nota, il Cavaliere avesse deciso di fare dietrofront, e quindi far saltare la manifestazione-protesta contro i giudici, ieri numerosi parlamentari Pdl si sono riuniti davanti al Tribunale di Milano. Tra questi, oltre ad Angelino Alfano, vi erano Maurizio Gasparri, presidente del gruppo parlamentare Pdl al Senato, gli ex ministri Stefania Prestigiacomo e Renato Brunetta, Daniela Santanchè e Domenico Scilipoti.

ALFANO, EMERGENZA DEMOCRATICA – Durante il sit-in, il segretario Alfano ha voluto spiegare che la loro presenza era legata alla situazione che, a suo dire, «si è aggravata viste le notizie» di ieri. Alfano ha poi parlato della crescente preoccupazione nei confronti dell’«emergenza democratica», tema che affronterà durante l’incontro con il capo dello Stato, previsto per oggi.

PROCESSO RUBY, GIUDICI: L’IMPEDIMENTO È LEGITTIMO – Sul fronte del processo Ruby, ieri mattina, l’impedimento presentato dalla difesa del Cavaliere per giustificare la sua assenza dall’aula era un impedimento ‘”assoluto’” e perciò “legittimo”. Inoltre, i giudici titolari del processo hanno disposto un nuovo accertamento medico nei confronti dell’ex premier, ricoverato al san Raffaele di Milano per l’uveite, un’infiammazione di parte o di tutta la tunica media dell’occhio.

PROCESSO SULLA COMPRAVENDITA DEI SENATORI – Sempre ieri, la Procura di Napoli ha avanzato la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, Sergio De Gregorio e Valter Lavitola. L’indagine ha come oggetto la compravendita di senatori e l’ipotesi di reato contestata ai tre indagati è quella di corruzione in relazione ai tre milioni di euro che sarebbero stati pagati da Berlusconi a De Gregorio tramite Lavitola, due dei quali in nero e uno destinato a finanziare il movimento “Italiani nel mondo”, coordinato dallo stesso ex senatore Idv, e tutto era stato architettato affinché egli stesso passasse dalle liste di Di Pietro a quelle del centrodestra, favorendo la caduta dell’allora governo Prodi.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Ci si chieda: si può sottrarre Berlusconi ai suoi giudici naturali? Non certo i manifestanti contro i Tribunali di Milano, Napoli, Palermo…..E neanche Napolitano o il Padreterno.
    C’è solo da sperare che sia innocente.

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