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Opinioni e commenti
 

Ore febbrili con Bersani al bivio, Grillo che fa il gambero e Berlusconi che dispensa consigli
Pubblicato il 06-03-2013


EVIDENZA-GovernoOre frenetiche tra dichiarazioni e smentite di aperture a governi tecnici, politici e chi più ne ha più ne metta. Ognuno avanza la sua ricetta, il suo governo ideale: governissimo, governicchio, governo di responsabilità o di scopo. Parola d’ordine? Governabilità. Ma alla fine, la fotografia dell’Italia che emerge dalla giornata politica di ieri è quella di un Paese in stallo, che non trova la quadra, che si appella al Capo dello Stato e poi chiude gli occhi sperando nel motto alla Rossella O’Hara “domani è un altro giorno”.

BERSANI AL BIVIO – Intanto quel domani è arrivato e speriamo che abbia portato consiglio, almeno al segretario democratico Bersani. Il leader del Pd dovrà far valere la sua linea e la sua proposta per il governo che verrà in 8 punti all’interno della Direzione nazionale del partito fissata per questa mattina. Sul tavolo il modus operandi del Pd da tenere nei prossimi giorni, in particolare dal momento in cui il presidente della Repubblica avvierà le consultazioni. A far tremare i polsi c’è soprattutto un punto: se dovesse fallire, come al momento sembra probabile, il tentativo di un’alleanza programmatica con Grillo e il Movimento 5 Stelle, qual è l’atteggiamento che dovrà assumere Bersani? Se a Palazzo Madama il M5S non assicurerà i voti per governare, sulla base delle otto proposte che Bersani porterà oggi in Direzione, che si farà? Si appoggerà un governo tecnico insieme a Monti e al Pdl? Ci sarà un accordo politico con lo stesso Pdl? Si deciderà di tornare subito al voto, magari a giugno o a settembre? Matteo Orfini, esponente di punta dei giovani turchi e membro della segreteria del Pd non ha dubbi: “A Grillo faremo proposte chiare: ridurre gli sprechi, i costi della politica, dare una mano a chi sta peggio. O sì o no. E se è no si vota subito, a giugno. Il Colle non può chiederci di fare una maggioranza con chi ha portato il Paese al disastro”.

GRILLO FA IL GAMBERO, MENTRE NAPOLITANO L’OTTIMISTA – In attesa che il Pd trovi la quadra, almeno quella interna, Grillo e i suoi continuano a fare come il gambero. Un passo avanti oggi e due indietro domani. Mentre il neo-capogruppo grillino al Senato Vito Crimi aveva fatto intendere una apertura ad un governo tecnico, Grillo lo stoppa, lo smentisce e manda gambe all’aria qualsiasi ipotesi a una convocazione anticipata delle Camere: la prima seduta, fa sapere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è confermata per venerdì 15 marzo. Così nella solita baraonda di dichiarazioni e smentite altrettanto ufficiali a Napolitano non resta che appellarsi all’ottimismo: “Resta dunque ancora un ampio spazio – si legge nella nota del Quirinale – per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del governo”.

BERLUSCONI DISPENSA CONSIGLI, MENTRE SANTORO IL ‘SUO’ GOVERNO – Nella giornata, quella di ieri, che ha segnato per i pidiellini l’ennesima batosta giudiziaria con l’iscrizione nel registro degli indagati dei senatori Razzi e Scilipoti nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010, Berlusconi dà consigli al segretario del Pd: “Aspettiamo di vedere che Bersani continui a prendere porte in faccia da Grillo. Poi vediamo se il segretario del Pd è un leader e sa guidare i suoi o se li porta a sbattere”. Infine anche il conduttore di Servizio Pubblico Michele Santoro dice la sua e lancia «Un governo da approvare». La sua squadra ideale per un governo Pd-M5S? Premier Stefano Rodotà, all’Interno Anna Maria Cancellieri, alla Sanità il fondatore di Emergency Gino Strada, alla Cultura lo storico dell’arte Salvatore Settis, alla Difesa il generale Fabio Mini, agli Esteri Laura Boldrini, ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Come ministra dell’Istruzione Santoro propone invece la giornalista Milena Gabanelli, al Welfare mette il segretario della Fiom Maurizio Landini, alle Politiche Agricole il fondatore di Slowfood Carlo Petrini, all’Ambiente la chimica Catia Bastioli, allo Sviluppo Economico Fabrizio Barca, Luigi Zingales all’Economia, alla Giustizia il magistrato Piercamillo Davigo e alle Pari Opportunità l’economista Irene Tinagli. In questa baraonda politica l’unica certezza è che “domani è un altro giorno” e non mancheranno deus ex machina bravi a dispensare consigli, ricette magiche o taroccate, alleanze “di scopo” più o meno nobile.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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