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Opinioni e commenti
 

Pietro Maso, libero dopo 22 anni di carcere. Uccise a sprangate i genitori per l’eredità
Pubblicato il 15-03-2013


masoTra un mese esatto lascerà il penitenziario di Opera a Milano e tornerà a essere un uomo libero: dopo ventidue anni, meno qualche giorno, Pietro Maso ha finito di pagare il suo conto con la giustizia per aver ucciso i suoi genitori nell’aprile del 1991, con la complicità di tre amici, al fine di impossessarsi della loro eredità. Duro il commento del sindaco del paese in provincia di Verona: «Non è più nostro cittadino». Nel frattempo l’ex ragazzo bene, oggi 42enne, si è sposato e dall’ottobre 2008 gode della semilibertà, concessagli dai giudici di sorveglianza di Milano.

LA CONDANNA E LA RECLUSIONE DI MASO – Il 29 febbraio 1992 a Pietro Maso venne inflitta una pena pari a trent’anni e due mesi di reclusione per omicidio aggravato, condanna poi confermata sia in Appello che in Cassazione, diventando definitiva nel 1994. A questa pena sono stati sottratti i 3 anni di indulto e 1800 giorni di liberazione anticipata. Dal 9 ottobre 2008 Maso, che nel frattempo si è anche sposato, si trova in regime di semilibertà: durante il giorno lavora come addetto alle pulizie al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e torna a dormire in carcere.

L’OMICIDIO LA NOTTE DELL’APRILE 1991 – La notte del 17 aprile 1991, nella loro abitazione di Montecchia di Crosara, in provincia di Verona, Antonio Maso e Rosa Tessari, rispettivamente di 52 e 48 anni si ritrovarono il figlio e tre amici con i volti coperti da maschere di carnevale. Vestiti con tute da lavoro e armati di un tubo di ferro e di altri corpi contundenti – tra cui spranghe e un bloccasterzo – non ebbero pietà per la coppia. Al termine del massacro i quattro giovani andarono in discoteca. In un secondo momento Pietro Maso provò a convincere gli inquirenti raccontando la storia della tentata rapina, finita male. Ma il suo racconto non convinse gli investigatori, che presto si accorsero che il vero responsabile era il figlio dei coniugi Masi, in combutta con i tre amici, con l’intento di impossessarsi dell’eredità.

IL SINDACO DI MONTECCHIA DI CROSARA – Alla notizia del prossimo ritorno in libertà di Maso, il sindaco di Montecchia, Edoardo Pallaro non ha usato mezzi termini: «Quando una persona finisce in carcere la residenza passa dove viene scontata la pena». «Tra l’altro qui a Montecchia – ha aggiunto Pallaro – non vive più nessun parente, le due sorelle si sono trasferite e la casa dove avvenne il delitto è stata venduta». E nessuno del paese in provincia di Verona sembra attendere il ritorno dell’ex bravo ragazzo. «Non è più nostro cittadino – ha affermato il sindaco – Il paese ha voltato pagina. In tutti i sensi».

Silvia Sequi

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