giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

“Ritratti estemporanei” di Valentina Nuccio: un romanzo di donne, storie ed emozioni
Pubblicato il 22-03-2013


Ritratti estemporaneiTre nomi di donne, tre esistenze che si incontrano, si scontrano, si intrecciano, si uniscono. E condividono tutte le esperienze di vita quotidiana che hanno come protagonisti l’amicizia, l’amore, il tradimento, la fiducia, la sofferenza. In un vortice di sentimenti ed emozioni a volte contrastanti, ma sempre candidi e autentici. Perché il fil rouge che lega Giselle, Sabrina e Giulia è la stima e il rispetto reciproci, ma anche la solidarietà. Un valore che «colpisce, commuove, entusiasma e fa riflettere. La vita non va sprecata, e l’amicizia è un valore pulito. Come pochi». Come sottolinea all’Avanti! Valentina Nuccio, autrice del libro “Ritratti Estemporanei”, pubblicato da Prospettiva Editrice, classe 1981, pugliese e giornalista, al suo primo, e non ultimo romanzo.

Nuccio, come nasce l’idea di scrivere un romanzo?

È stata una sorta di sfida. Non amo essere etichettata in un ruolo definito come “scrittrice” o “giornalista”, volevo cimentarmi in una cosa nuova. L’idea era nel cassetto da anni, ma non avevo mai deciso di pubblicare. Poi si sono concretate una serie di coincidenze e c’è stata quell’“illuminazione” che mi ha dato lo slancio per procedere.

Una storia di donne ambientata a Roma.

Sì. Il mio percorso universitario si è volto nella Capitale, dove ho avuto modo di conoscere molte persone e di raccogliere le loro esperienze, le loro storie e vicissitudini. Miscugli di emozioni e sensazioni. Tutti i personaggi del romanzo sono il concentrato di questa mia esperienza romana.

Ma non sono solo donne le protagoniste del romanzo.

No. Il libro ruota anche intorno alle storie di uomini che sono senz’altro crudeli ed egoisti. Ma sono anche innamorati, con un lato generoso, a volte anche complicato. Dove sta scritto che ad essere enigmatiche sono solo le donne?

Ci sono spunti autobiografici?

Premetto che non è un romanzo autobiografico, bensì corale, fatto da più voci. Io mi sono limitata ad ascoltare queste voci. Lo spunto autobiografico risiede nel fatto che personalmente ho constatato che l’amicizia tra donne, quella vera e autentica, può esistere ed esiste. Ma, come ogni rapporto va coltivato e secondo me è un tipo di relazione anche più impegnativa rispetto a quella amorosa.

“Ritratti estemporanei”, perché la scelta di questo titolo?

“Ritratti” perché parlo di storie di persone comuni nelle quali tutti o nessuno si possono ritrovare e rispecchiare. Estemporanei perché l’estemporaneità è una dimensione improvvisa, improvvisata.

Il prossimo progetto?

Dopo aver realizzato il blog ritrattiestemporanei.wordpress.com, ora intendo realizzare il booktrailer per raccontare le storie attraverso il video e la musica.

Silvia Sequi

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