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Opinioni e commenti
 

Roma: alle primarie del centrosinistra voteranno anche i 16enni. Di Tommaso (Psi): «Soddisfazione per il successo di una mia battaglia»
Pubblicato il 27-03-2013


Mattia Di TommasoIl prossimo 7 aprile, alle primarie per la scelta del candidato a sindaco del centrosinistra, potranno partecipare anche i 16enni. Una vittoria del candidato sindaco socialista Mattia Di Tommaso, unico promotore della meritevole iniziativa approvata dalla coalizione “Roma Bene Comune” che vede la partecipazione di sei candidati sindaco delle stesse forze politiche scese in campo durante le primarie a livello nazionale: Pd, Sel e Psi. L’appuntamento è per domenica 7 aprile dalle 8 alle 20, mentre le elezioni amministrative si terranno il 26 e 27 maggio. Tra i candidati vi è anche Mattia Di Tommaso, esponente socialista, classe 1985 e giurista esperto di diritti umani che all’Avanti! spiega che con la partecipazione dei 16enni «si favorisce il senso della collettività».

Di Tommaso, una vittoria l’apertura ai sedicenni.

Sì. In questo modo potranno votare anche coloro che non sono iscritti ai partiti. Io vorrei addirittura che il voto avvenisse fuori dalle sezioni di partito, per favorire il senso di collettività.

Lei è stato l’unico ad aver avanzato questa proposta tra i candidati.

Esatto. E ho provato estrema soddisfazione quando è stata accettata la mia richiesta di far partecipare coloro che sono nati nel 1996. In tal modo, per la prima volta, saranno chiamati a decidere per il futuro della città quelli che, tra 5 anni, saranno gli utenti finali per la scelta del prossimo sindaco.

Quali gli obiettivi?

Sono fondamentalmente due: il primo è quello di avvicinare le nuove generazioni alla politica, l’altro è quello di poterle fare esprimere la loro preferenza, anche se si tratta di elezioni primarie.

Questi giovani forniranno anche un nuovo punto di vista.

Sì, i giovani sono portatori di istanze diverse, di problematiche nuove rispetto alla vecchia classe dirigente.

Quali sono le priorità del suo programma?

Trasporti, casa e quella che io definisco “inclusione sociale”. Sul tema dei trasporti vorrei che la metro fosse sempre aperta, anche durante il fine settimana, come avviene nelle principali capitali europee. E poi favorirei la sperimentazione del bike e car sharing. Sul fronte della casa, intendo procedere con un censimento delle case sfitte. Secondo una stima di Legambiente sono circa 300 mila. Fatto il censimento – con una graduatoria ad hoc – assegnerei le abitazioni alle giovani coppie tramite un canone agevolato o il cosiddetto “patto di futura vendita”. Per quanto concerne l’“inclusione sociale”, la mia intenzione è quella di istituire i registri delle unioni civili, sia per le coppie eterosessuali che per quelle gay. Intendo inoltre ridare nuovo impulso alle attività artistico-culturali della Capitale. E favorire una sensibilità nuova verso la “cosa pubblica”.

Silvia Sequi

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