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Opinioni e commenti
 

Squinzi, se lo Stato rimborsasse debiti della PA a privati 250.000 posti di lavoro in 5 anni
Pubblicato il 21-03-2013


SquinziSquinzi torna a rivolgersi allo Stato. Uno Stato che, se dovesse rimborsare i debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni con i privati, consentirebbe l’aumento di 250.000 posti di lavoro nell’arco di un quinquennio. Il debito della p.a. ammonta attorno ai 48 miliardi di euro e il presidente di Confindustria auspica che «il governo in carica provveda tempestivamente ad adottare, già dal prossimo Consiglio dei ministri, tutti i provvedimenti necessari per la liquidazione di quanto spetta alle imprese, come indicato dalla Commissione europea e chiaramente emerso dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio».

LE PREVISIONE DI CONFINDUSTRIA – In una nota il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi ha sostenuto che la restituzione di almeno 48 miliardi – pari ai due terzi di quanto complessivamente dovuto a fine 2011 – «determinerebbe una serie di ricadute positive, e non scontate, sull’economia reale». Nel dettaglio secondo una simulazione del Centro studi di Confindustria questa operazione determinerebbe la crescita del Pil di un punto percentuale per i primi 3 anni, fino ad arrivare a un incremento di 1.5% nel 2018. Sul fronte occupazionale la restituzione dei debiti della pubblica amministrazione consentirebbe un aumento di 250 mila occupati nel prossimo quinquennio.

CGIA, UN FALLIMENTO SU TRE È PER RITARDO PAGAMENTI – Secondo invece uno studio dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese Mestre (Cgia), nel 2012 un fallimento su tre è stato provocato dai ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. In particolare delle 12.463 imprese italiane che si sono viste costrette a chiudere e a dichiarare fallimento, per poco più di 3.800 (pari al 31% del totale) «la causa principale è da imputare all’impossibilità di incassare, sia da committenti pubblici, sia da committenti privati, le proprie spettanze in tempi ragionevoli». Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi «per invertire questa situazione bisogna innanzitutto sbloccare gli oltre 70 miliardi di euro che le aziende private attendono dalla pubblica amministrazione».

Silvia Sequi

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