giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Teatro, sopravvivere recitando. In scena lo spettacolo di e con Benedetta Cesqui Malipiero
Pubblicato il 08-03-2013


Teatro Argot-Loc“Sopravvivere” è un verbo intransitivo che deriva dal latino “supra vivĕre”, composto dal prefisso supra e vivĕre, e fa riferimento a quella dimensione del sopra-vivere: vivere sopra, restare vivo, continuare a vivere, salvarsi. “Oggi”, è un avverbio di tempo che fa riferimento al momento attuale, al tempo presente. E “Sopravvivere oggi”, è il titolo del nuovo spettacolo di e con Benedetta Cesqui Malipiero, diretta da Paolo Castagna e accompagnata dalle musiche e dai suoni di Mila Monaco. Lo spettacolo, in scena martedì 12 e mercoledì 13 marzo al Teatro Argot di Roma, è inserito all’interno della diciannovesima edizione di “La scena sensibile 2013”, rassegna di teatro e letteratura al femminile a cura di Serena Grandicelli. Apprezzata protagonista di “Tumore, uno spettacolo desolato” e “Magick, autobiografia della vergogna”, Cesqui Malipiero si ritrova sul palcoscenico a interpretare “personaggi” differenti: ciascuno intende rappresentare un’anomalia del vivere quotidiano, impegnando l’attrice ad alternare dimensioni emotive di rabbia e pathos, a momenti di ilarità e risa. La pièce teatrale vede anche la partecipazione di un uomo in frack, Massimiliano Nicosia, mentre i costumi sono curati da Carolina Giachetti, pronipote di Fosco Giachetti e Vera Calamaio.

Cesqui, questo progetto nasce da un percorso personale di autoanalisi intrapreso nel 2011.

Sì, è nato soprattutto da un’esigenza legata a uno strappo lavorativo che ho vissuto. Si tratta non più di uno studio basato sul monologo, ma di uno spettacolo costruito, che ha una storia. Attraverso dodici quadri esprimo diversi livelli: da quello fantasioso a quello drammatico, passando per una dimensione ironica, leggera. Se prima era “solo” una dichiarazione di testi, ora c’è anche il linguaggio del corpo.

In questa pièce alterna autori classici a monologhi contemporanei meno noti. Tra questi anche uno scritto da sua madre, la giornalista e scrittrice Barbara Malipiero.

I due testi letterari che interpreto sono di Stefan Zweig e Marguerite Yourcenar, gli altri sono testi di persone a me vicine, tutti rivisitati e adattati. Tra questi anche due scritti da mia madre.

Ha parlato di dodici quadri. Cosa rappresentano?

Rappresentano dei percorsi, delle fasi di sopravvivenza. Quello che esprimo sono pensieri contemporanei.

Si può definire uno spettacolo che inneggia alla vita?

Sì, è un invito alla vita. Secondo me c’è una speranza. La mia esperienza personale lo conferma: io sono già sopravvissuta.

Silvia Sequi

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