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Opinioni e commenti
 

Tre parole per i nuovi Presidenti: ricostruire, riformare e strutturare
Pubblicato il 18-03-2013


Sono giorni di elezioni: dai Presidenti di Camera e Senato, fino ad arrivare al nuovo Presidente della Repubblica che dovrà essere scelto tra circa un mese. Ognuno si chiede, si domanda, cerca di intercettare le personalità dei nuovi designati; forse mai fino in fondo, ma è certo che si vuole star lì a comprendere se veramente questi possano in qualche modo interpretare il futuro. Ad oggi sembra che i designati si stiano comportando seguendo decisamente la morale comune. In pratica: gli atteggiamenti, i movimenti, i discorsi sembrano essere determinati da quanto le persone si aspettano da loro. Sicuramente questo va annoverato tra i segnali positivi ed esemplificativi di quanto finalmente anche chi è sopra di noi abbassa lo sguardo per sentire cosa la gente comune prova. 

Questo accade perché forse mai come in questa fase del nostro Paese in tanti si stanno interessando ai nuovi personaggi che stanno occupando i principali scranni istituzionali. Sarà che c’è bisogno di punti di riferimento, sarà che ci si sente un po’ abbandonati a se stessi, o forse sarà che gli italiani da sempre necessitano di esempi. La gente, i cittadini, il popolo vogliono profondamente qualcuno che ristabilisca quei valori che per tanti anni ci sono stati professati ma che in pochi sembrano aver seguito veramente. Allora non più “moralizzatori moralizzati” ma persone vicine alle persone che si comportino come se fossero loro stesse a doversi giudicare. Donne e uomini che sentano anche il senso del giudizio altrui, che capiscano quale sia il reale valore di rappresentare un’istituzione, portandone fino in fondo il peso.

Perché è inutile nascondersi, sedere su di una sedia porta in sé la difficoltà di essere stati scelti nell’interesse generale per fare gli interessi collettivi. E quando questo non avviene, quando il personale prevale proprio sul collettivo, quando il sentimento comune viene meno a chi lo dovrebbe preservare allora è qui che si esauriscono le motivazioni che avrebbero dovuto portare ad una specifica elezione. Quindi, bene comportarsi secondo una morale diffusa, ma che questo rappresenti un passo iniziale verso una reale ricostruzione dell’immagine delle istituzioni. Di questo c’è bisogno oggi: ricostruire, riformare e strutturare, ma con delle basi assai profonde, che vadano ben oltre il semplice messaggio spettacolare.

Giampiero Marrazzo

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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Commenti all'articolo
  1. A me hanno fatto una buona e positiva impressione. Va evidenziato peraltro che vengono da esperenze significative, quali portavoce dell’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati, la Boldrini, e di Procuratore Nazionale Antimafia, Grasso. Cioè fuori dell’impegno politico attivo. E’ difficile sapere se ciò faciliterà la costituzione di un Governo del nostro paese, stante lo stato di ingovernabilità del Senato, che rischia di portarci a nuove e pericolose elezioni. Spero che i Socialisti si facciano sentire per individuare possibili soluzioni nell’interesse prioritario del nostro paese e del futuro dei giovani.

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