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Pak Pong-ju nominato primo ministro della Corea del Nord: dietro le minacce di attacco solo la crisi economica
Pubblicato il 02-04-2013


Corea-Pak Pong-juAlla fine la verità è venuta a galla. Dietro la roboante retorica militaresca nordcoreana, che aveva minacciato un attacco nucleare contro gli Stati Uniti, si celavano seri problemi di tenuta del regime. Minacce, quelle di Pyongyang, prese sul serio da pochi, smentite anche dai rilevamenti satellitari che, a fronte dell’annuncio di movimenti massicci di truppe, non avevano segnalato alcun cambiamento sul campo. A preoccupare l’ultimo regime comunista ultraortodosso del mondo sono, dunque, i gravissimi problemi economici, tanto da riportare sulla poltrona di primo ministro, il riformista Pak Pong-ju, già premier nel 2003-2007, “sollevato” dal suo incarico sette anni fa perché ritenuto troppo vicino a posizioni “capitaliste” dall’allora presidente.

QUELL’AUDACE RIFORMA SALARIALE – La “colpa” che portò alla rimozione di Pak Pong-ju, fu una proposta di riforma che riguardava le retribuzioni ed i salari e prevedeva l’introduzione di incentivi monetari su base oraria invece che mensile. Una proposta ritenuta troppo “filo capitalista” dal regime che decise di rimuovere il leader riformista che oggi torna ad occupare la poltrona di primo ministro.

FAME – Del resto, il giovane presidente Kim Jong-un non può non fare i conti con una realtà che diviene giorno dopo giorno sempre meno sostenibile: quella di uno stato strangolato dalle spese militari in cui, secondo stime diffuse dalle Nazioni Unite, due terzi della popolazione vive in condizione di scarso apporto nutritivo. Forse per questo, durante l’annuale sessione primaverile del parlamento nord-coreano, pur flettendo i muscoli e ribadendo l’importanza dell’arsenale nucleare nordcoreano, il regime comunista di Pyongyang ha sostituito Choe Yong Rim, 82 anni, con Pak Pong-ju.

LA RETORICA ATOMICA – Un “riformista” per modo di dire, visto che gli spazi di manovra all’interno del regime sono davvero strettissimi: l’unica vera possibilità per migliorare le condizioni di vita della popolazione, sarebbe, infatti, proprio quella di dirottare parte del budget militare su iniziative di carattere economico, pur sempre ingabbiate nella pesantissima maglia statalista nordcoreana. Una manovra che, a sua volta, si rivela non così semplice visto che, lo stesso presidente Kim Jong-un  ha ribadito la centralità dell’armamento nucleare come garanzia della sovranità della Corea del Nord di fronte alle minacce “dell’imperialismo”.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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