Casa: proroga per ecobonus e agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie

EcobonusSeppur di dieci punti percentuali in meno, il Consiglio dei ministri ha approvato l’ecobonus per l’efficienza energetica al 65%. La bozza iniziale prevedeva infatti una percentuale al 75%, ma il ministero dell’Economia non l’avrebbe accolta. Il provvedimento concerne sia gli interventi di riqualificazione energetica dei privati che dei condomini ed è stato prorogato di sei mesi per i primi e di un anno per i secondi, come ha reso noto Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo Economico. «Il decreto prevede sgravi fiscali al 50% anche per gli arredi fissi (cucine, armadi a muro, bagni) e i lavori per l’adeguamento alle norme antisismiche, ristrutturazioni, mobili e antisismica» ha spiegato Zanonato. Continua a leggere

Al via il taglio del finanziamento pubblico ai partiti. Il CdM approva la bozza

Consiglio dei Ministri-tagli

«Il Cdm ha appena approvato il Ddl di abrogazione del finanziamento pubblico partiti e passaggio a incentivazione fiscale contributi cittadini». Come sempre più spesso accade in politica è un tweet a dare l’annuncio che arriva dal Presidente del Consiglio Enrico Letta. Insomma il finanziamento pubblico ai partiti politici, al centro di così tante polemiche, potrebbe essere arrivato davvero all’ultima fermata. Stop al finanziamento che lascia spazio a benefici quali detrazioni per le erogazioni volontarie, la destinazione del 2 per mille e la concessione gratuita di spazi e servizi. Benefici di cui si potrà usufruire solo ed esclusivamente se le forze politiche si doteranno di statuto, con criteri di trasparenza e democratici. La bozza del ddl entrato al Consiglio dei Ministri, terminato a Palazzo Chigi, prevede infatti le detrazioni sono del 52% per gli importi che vanno dai 50 ai 5000 euro, del 26% invece per tutti gli altri, fino ad un massimo di 20mila euro. Continua a leggere

Sposo Sposetti…

Devo riconoscere a Ugo Sposetti, personalità di lunga e perigliosa navigazione, di essere un uomo serio e coraggioso. In un’intervista al Corriere sfida la moda imperante di dare addosso ai partiti. E lo fa esponendo dati che poi riprenderemo e con affermazioni assolutamente condivisibili. La più pregnante è quella riferita alla mancanza di coraggio della classe politica di contrastare populismo e demagogia. Il problema è che la classe politica vive oggi un complesso di colpa che genera quello d’inferiorità. E il primo è dovuto alla responsabilità rispetto alla decadenza dell’Italia.

Gli ultimi vent’anni sono stati non solo inutili, perché non hanno portato ad alcuna riforma degna di questo nome, ma addirittura nocivi, col debito che è aumentato e ha raggiunto livelli mai conosciuti e con esso la disoccupazione e il mancato sviluppo che è poi sfociato in una grave recessione, mentre lo Stato non è stato sottoposto ad alcuna trasformazione, i partiti hanno perso qualsiasi autorevolezza e il Parlamento è stato composto da nominati. Mi ha molto impressionato il fatto che mentre alcuni noti giornalisti televisivi, anche della Tv di Stato, imperversassero sugli stipendi dei parlamentari falsificandone i dati, nessun parlamentare invitato abbia sottoposto analoga richiesta agli intervistatori. E abbia piegato la testa ben sapendo che quei giornalisti erano pagati molto di più.

Il complesso di colpa regna sovrano anche quando si confrontano gli emolumenti italiani con quelli degli altri paesi europei. Dove lo Stato paga di più. Generalmente con servizi assai più costosi. E mentre la spesa per abitante a favore della politica, secondo i dati esposti da Sposetti, è superiore del doppio in Francia e ancor più in Germania. In Italia si è fatta una campagna e la si è volutamente orchestrata con cifre sballate, spesso confondendo lordo e netto e paragonando il lordo italiano col netto di altri paesi. Spesso si sono anche volutamente ignorate disposizioni già prese. Come quella di tagliare a metà il finanziamento pubblico e di tagliare del 10 per cento stipendi e vitalizi o quello di eliminare quasi tutti i benefici degli ex parlamentari.

Non basta mai, alla vera casta, quella dei giornalisti super pagati, che non è ancora sazia. Perfino i due autori del vangelo “La casta”, Rizzo e Stella, oggi si sentono in colpa e il primo afferma sul Corriere che in Italia non si usano mai le mezze misure. Dunque licenziare o mettere incassa integrazione centinaia di persone non è colpa loro, ma di un governo e di un Parlamento che si sarebbero arresi. Anche se proprio alle verità delle loro prediche. Di questo bisogna prendere atto, caro Sposetti, ma bisogna anche comprenderne le ragioni. E queste stanno nel complesso di colpa della classe politica, non solo nella strumentalità, che pure c’è stata, di un’informazione settaria, parziale e complice.

Eurozona piegata dalla disoccupazione: in Italia picco più alto dal 1977

Istat-allarme-disoccupazione

È una parola che fa paura: disoccupazione. I dati che periodicamente vengono diffusi assomigliano sempre di più ad un bollettino di guerra che descrive un’inesorabile parabola discendente scandita da un susseguirsi di nuovi record. L’ultimo è quello descritto nei dati diffusi dall’Istat, lapidario: i primi tre mesi del 2013 hanno visto un tasso di disoccupazione schizzato al 12,8 per cento. La crisi, dunque, non accenna a smorzarsi, risucchiando l’Italia in un vortice recessivo. Proprio nei giorni scorsi, la stessa Confindustria aveva lanciato l’allarme dal punto di vista delle aziende: in migliaia abbassano le saracinesche e questo si traduce in un numero sempre maggiore di lavoratori e di famiglie che perdono, spesso, la propria unica fonte di reddito. Uno scenario da mettere i brividi se si considera che, analizzando le tendenze dei dati diffusi dall’Istituto di statistica, il numero di disoccupati ha toccato il picco più alto mai registratosi dal primo trimestre del 1977, con un aumento di 1,8 punti rispetto al 2012. Continua a leggere

Bankitalia, il governatore Visco: «Le riforme devono essere attuate, non solo approvate»

Visco-BankitaliaÈ una osservazione dello status quo che non può che essere accompagnata da un monito. Durante la lettura delle “Considerazioni finali” relative alla relazione annua della Banca d’Italia, il governatore Ignazio Visco ha evidenziato che «non siamo stati capaci di rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi venticinque anni. L’aggiustamento richiesto e così a lungo rinviato ha una portata storica che necessita del contributo decisivo della politica, ma anche della società e di tutte le forze produttive» ha aggiunto Visco. Continua a leggere

Missione socialista sull’Appennino

Oreste PastorelliAl mio paese devastato dalle frane sono arrivati in aiuto i socialisti. E’ stato, per me, per il Sindaco Amilcare Bodria, per i suoi collaboratori e per la nostra gente motivo di conforto. Il mio Paese si chiama Tizzano, 814 metri sul livello del mare, nell’Alta Valle del Parma. Una volta era una terra di contadini-coltivatori diretti, pochi braccianti e un manipolo di piccoli artigiani. Poi, fra le due guerre e negli anni del miracolo economico, è diventato un luogo di villeggiatura, di seconde case e di turismo estivo ed invernale. A 1300 metri c’è Schia, la stazione che negli anni d’oro faceva concorrenza all’Abetone. A metà degli anni ’60 alcuni piccoli imprenditori del posto sono passati dalla macellazione dei suini ad uso famiglia all’industria di stagionatura dei prosciutti. Fra Lagrimone e Capoponte oggi si produce il  dieci per cento del prestigioso “prosciutto di Parma”: un piccolo ma robusto polo industriale in montagna. Continua a leggere

M5S: IL CAPO COMICO NON RIDE ALLE CRITICHE DI RODOTA’ E SCARICA IL SUO EX CANDIDATO PRESIDENTE

Grillo contro Rodotà

Tanti auguri e arrivederci. Beppe Grillo, dismessi da tempo i panni del comico con essi ha appeso al chiodo anche quel briciolo di ironia e autoironia che lo contraddistingueva. E alle parole dure come pietre del suo ex candidato alla presidenza della Repubblica lo scarica. Stefano Rodotà aveva commentato la disfatta grillina alle recenti amministrative affermando che «gli slogan non bastano più». Ma Grillo, forse cogliendo la pericolosità del giudizio critico verso la sua linea politica, con cinico e forse inconsapevole tempismo liquida il professore come un «ottuagenario miracolato dalla Rete» proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Con poche righe sul blog, come uno qualunque dei “piccoli indiani” che ha fatto fuori dal suo cammino politico. «Grillo è come Crono. Mangia i suoi figli, siano essi giovinetti con lo zainetto o anziani attempati, onusti di una grande carriera, come il professor Rodotà», sentenza Renato Brunetta. E sarà pure l’opinione poco benevola di un avversario politico, ma loro, i “figli” di Crono-Grillo, possono oggi raccontare che se ti va bene, vieni liquidato con poche righe stringate sul blog, magari relegate in un post scriptum. Ma se ti va male, ti toccano parole al veleno come «miracolato dalla Rete» o peggio «pezzo di merda». Senza diritto di replica. Continua a leggere

I Socialisti e i Radicali lanciano la campagna referendaria

Conferenza PsiIl segretario socialista Riccardo Nencini, insieme con il segretario dei Radicali, Mario Staderini, con il deputato del Psi Marco Di Lello, e al segretario organizzativo del Psi Luigi Incarnato, ha presentato la nascita di un Comitato promotore di 4 proposte. Nella sala stampa della Camera dei Deputati, si è discusso oggi dell’iniziativa referendaria che il Psi e i radicali hanno deciso di intraprendere insieme. Una convergenza che si propone di affermare temi forti di civiltà che non trovano spazio nell’attuale panorama parlamentare. Referendum, ma anche una proposta di legge di iniziativa popolare sulla questione dei lavoratori atipici che il Psi, attento ai diritti civili così come a quelli sociali, ha promosso nell’ambito di un’azione a tutto tondo. Un’iniziativa a cui hanno aderito anche settori importanti della società civile e del mondo sindacale: alla conferenza hanno, infatti, partecipato anche il responsabile immigrazione della Cgil, Piero Soldini, e il responsabile immigrazione dell’Arci, Filippo Miraglia. Continua a leggere

“Oltre. da qui a domani”: socialisti, radicali e laici insieme per costruire un solido asse riformista

Oltre seminario“Oltre. Da qui a domani”. Non è solo il titolo scelto per il seminario nazionale organizzato dal Psi, ieri a Roma. È anche un invito che ha il sapore di un auspicio: orientare lo sguardo verso ciò che è stato, dunque verso il passato. Per poi scrutare l’orizzonte, quindi il futuro, e guardare non solo avanti, ma anche oltre. Il seminario, ospitato nella Sala degli Atti parlamentari del Senato ‘Giovanni Spadolini’ ha voluto gettare le basi per favorire l’humus ideale sul quale il centrosinistra possa trovare la sua rinascita. «I riformisti devono lavorare assieme per ricostruire una coalizione credibile e competitiva fino dalle prossime elezioni europee» ha esordito il segretario del Psi, Riccardo Nencini, aprendo i lavori. Sono intervenuti non solo parlamentari ed esponenti socialisti, ma anche il segretario dei Radicali Italiani, Mario Staderini, il segretario generale Uil, Luigi Angeletti, Giacomo Portas, deputato Pd – I Moderati e Claudio Martelli. Guglielmo Epifani, neosegretario del Pd non ha potuto partecipare, ma ha reso noto che entro la fine della settimana invierà un messaggio sui temi affrontati durante il seminario di ieri pomeriggio. Il senatore del Pd, Nicola Latorre, nonché presidente della commissione parlamentare Difesa al Senato è riuscito invece a salutare il segretario socialista. Continua a leggere

Grillini con le ali? Ecco le tre ragioni (sbagliate) per non temere il “fuggi fuggi”

Grillini-fuga-aliHanno parlato con i giornalisti “non affidabili” e “in mala fede” minacciando l’intenzione di formare un proprio gruppo alla Camera, magari giusto il tempo di approdare sulle rassicuranti spiagge del Pd. E detto fatto Grillo si fa sotto con il “bastone”, visto che le carote non hanno sortito l’effetto sperato, tuonando: «Chi vota con il Pd è fuori». Sul sito di Beppe Grillo il messaggio ai «ribelli» è chiaro: «il MoVimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c’è alcuna differenza». Chi vuole «sabotare» il progetto stellato farà bene ad andarsene perché «è meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C’è più controllo». Continua a leggere