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Opinioni e commenti
 

Myanmar: Il nuovo corso del generale Thein Sein dopo la liberazione di Aung San Suu Kyi
Pubblicato il 13-05-2013


myanmarPrimavera Birmana? Pur essendo prossima la stagione delle piogge, è presto per parlarne. Eppure qualcosa comincia a muoversi nel monolite del Myanmar dopo decenni di regime dei colonnelli. Il Paese apre spiragli sempre più ampi ai visitatori stranieri, inaugurando un nuovo corso turistico dalle mille potenzialità. È bastato abbattere molti degli intoppi burocratici che finora rendevano la concessione dei visti un’impresa estenuante. Nel 2011 i turisti erano stati quasi 400 mila, poca cosa se paragonati agli oltre 15 milioni della vicina Thailandia. Ma, negli ultimi due anni le visite in Myanmar crescono al ritmo del 25 per cento, e gli operatori ormai si preoccupano di non riuscire a star dietro alla domanda data la scarsità di strutture adeguate.

OVUNQUE IL VOLTO DI AUNG SAN SUU KYI – Per le strade, il volto di Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld) e ormai simbolo della resistenza non violenta, compare su t-shirt, borse e adesivi, in vendita in ogni angolo di Yangon e Mandalay. La stessa sede del suo partito è diventata meta di pellegrinaggi di turisti determinati a portare a casa un autoscatto con un’“immaginetta” del premio Nobel e, così, sentirsi parte della storia, visto che la neo eletta in Parlamento potrebbe essere candidata alle Presidenziali del 2015. Così, nei loro tour, includono i dintorni della Sule Pagoda (teatro della storica Rivolta di Zafferano), il viale dell’Università, dove sfilavano gli studenti del movimento dell’88, e la casa-prigione di Aung San Suu Kyi.

NELLA CAPITALE I GIOVANI VESTONO ALLA MANIERA OCCIDENTALE – Gli abitanti cominciano a guardarli con grande curiosità. Soprattutto nella capitale Naypyidaw, dove i più giovani vestono alla maniera occidentale. Un tocco di modernità, nella moltitudine che indossa i tradizionali longyi attillati (un tessuto che si annoda attorno alla vita e avvolge la parte inferiore del corpo fino alle caviglie). Ancora molte sono le donne che si imbiancano il viso con la crema del legno tanaka per proteggersi dal sole, mentre vanno a spasso per le strade affollate e polverose. Così come il treno che da Rangon parte per Danyingon passando per Mingaladon, Okhposu e Ywathagyi con i pendolari che vanno a vendere o a comprare riso, verdure e spezie al mercato.

I NUMEROSI TEMPLI BUDDISTI Ma la Terra delle Pagode d’Oro non è solo questo. I turisti scoprono le tante riserve naturali attorno a splendide spiagge, montagne, giungle, fiumi, ma soprattutto i luoghi millenari che l’isolamento forzato ha preservato, come i monasteri che vanno dai confini con la Thailandia fino alle prime vette dell’Himalaya nello Stato dei Chin. Per avvicinarsi alla vera essenza del buddismo bisogna compenetrarsi nell’atmosfera magica dei templi che qui pullulano in grande quantità: Shwedagon Pagoda di Yangon, l’Ananda Pahto, il Shwegugyi Pahto e la Shwezigon Pagoda di Bagan,  la Shwemawdaw Pagoda di Bago. Si tratta di imponenti  capolavori architettonici costruiti tra l’800 e il 1.100 DC con grande uso di materiali pregiati come l’oro e le pietre preziose. ciao. È soprattutto la luce dei primi bagliori dell’alba e quella del calar del sole che consente di apprezzarne lo splendore. Di grande fascino è l’architettura tardo-coloniale come del resto la stessa storia dei popoli birmani, decine di etnie che in molti casi non hanno mai avuto contatti con gli stranieri.

FIDUCIA DEGLI INVESTITORI NEI CONFRONTI DEL PAESE – Nonostante la crisi, sempre più italiani scelgono la Birmania come meta, non solo per le vacanze. Pochi mesi fa, Mario Monti ha incontrato il presidente Thein Sein che ha assegnato all’Italia il ruolo di interlocutore privilegiato in Europa. C’è solo da sperare che il nostro Paese sia all’altezza, visto che c’è chi sta già affilando le unghie. Per decenni, gli Stati Uniti hanno tagliato i legami, ma ora stanno rimuovendo le vecchie sanzioni (che risalgono agli anni Novanta). Così, le schiere di investitori si stanno già posizionando: hanno ben chiaro che il momento del cambiamento del Paese si sta avvicinando. Lo stesso Thein Sein ha fatto sapere che la Coca-Cola investirà 100 milioni di dollari nel Paese entro i prossimi tre anni. E sono spuntati i primi bancomat (Visa e Mastercard sono già arrivate) in quello che era un sistema finanziario rigorosamente basato sul contante. Neppure è un caso che il “World Economic Forum” per l’Asia, in programma dal 5-7 giugno, si tenga a Yangon. Sono chiari segnali di fiducia degli investitori internazionali nel presidente Thein Sein e nel nuovo corso di un paese nel quale il reddito medio è ancora di 27 dollari mensili, e il 70 per cento della popolazione vive senza corrente elettrica.

L’ISOLAMENTO È ORAMAI ALLE SPALLE – La Capitale ospiterà i prossimi Giochi del sud est asiatico visto che già a inizio anno ha accolto migliaia di corridori per la prima maratona internazionale, dopo decenni di governo militare. D’altra parte negli ultimi anni il nuovo governo civile, ansioso di legittimarsi a livello internazionale, ha accelerato il passo delle riforme. La censura è stata allentata: dopo vent’anni di divieto sono usciti i primi quattro quotidiani privati, resi possibili dall’entrata in vigore di una nuova disposizione che ha eliminato la messa al bando istituita nel 1964. Anche il partito di Aung San Suu Kyi conta di avere presto un suo quotidiano in aggiunta al settimanale ”D-Wave” che pubblica dall’anno scorso. Ormai non è più tempo di isolamento, come avveniva nei periodi più bui del regime, quando metà del Paese era off limits e le guide tenevano sotto controllo i gruppi di visitatori. Restano solo pochi tabù per i tour organizzati. Ma è il tempo giusto per visitare la Birmania, prima che tutto venga stravolto dall’afflusso di capitali stranieri. L’altra faccia, meno gloriosa, del progresso della democrazia.

Cecilia Sgherza

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